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Governo Italiano

Islamabad - Patrizia Anastasio, la studentessa ICoN che lavora in Ambasciata

Data:

23/05/2016


Islamabad - Patrizia Anastasio, la studentessa ICoN che lavora in Ambasciata

Patrizia Anastasio frequenta, dal Pakistan, il master in traduzione attivato da ICoN - Italian Culture on the Net: il Consorzio composto da diciannove Università italiane che  ha lo scopo di promuovere e diffondere la lingua e la cultura dell’Italia nel mondo attraverso tecnologie telematiche e specifiche iniziative didattiche. Attualmente Patrizia ha l’incarico di Cancelliere amministrativo del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale ed è impiegata all’Ambasciata d’Italia di Islamabad. La sua formazione ha avuto sin dall’inizio un carattere internazionale e, dopo gli studi in Germania, Patrizia ha prestato servizio in Argentina, Slovacchia e Costa Rica. Nel suo curriculum figurano anche brevi missioni in Russia e Bielorussia. Il suo percorso formativo comprende la laurea triennale ICoN, e la frequentazione, quest’anno, del master in traduzione erogato dal Consorzio: “Giunse un messaggio sul Consorzio ICON, - spiga la dottoressa a proposito dei corsi scelti - a seguito della convenzione con il ministero degli Affari esteri. In quel momento non mi era possibile studiare. Ma non ho mai abbandonato il proposito, realizzando il mio sogno alla prima occasione. L’avventura del Master - aggiunge -  si deve soprattutto alla mia scelta lavorativa. Sentivo il bisogno di restare ancorata all’Italia, di parlare e scrivere in Italiano, di non dimenticare. Se poi questa mia esperienza si dovesse concludere positivamente ben venga la felice conclusione! Il tempo da dedicare allo studio è nel fine settimana”.  A proposito delle sue esperienze all’estero, invece, racconta: “Sicuramente il Paese che rimane maggiormente legato al nostro è l’Argentina. Il legame con la Germania appare diverso, si tratta in molti casi della prima generazione di immigrati, italiani come me. In Argentina invece siamo alla terza o quarta generazione, eppure rimane ancora una forte impronta italiana”. 


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