Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Media Freedom Coalition statement concerning media freedom in Myanmar

Data:

17/04/2021


Media Freedom Coalition statement concerning media freedom in Myanmar

The undersigned members of the Media Freedom Coalition express their deep concern with the continued efforts by Myanmar’s military and police to crack down on media freedom.

Media freedom is a cornerstone of democratic societies. It is essential to the protection of human rights and fundamental freedoms. Access to information is vital and journalists must be free to report on the developments in the country, including the protests, without fear of reprisal or intimidation. Independent reporting is all the more important in the current context, helping to counter the disinformation campaigns in Myanmar, both online and offline, and to provide the public with factual accounts of events taking place in the country. The importance of the work of journalists, particularly in remote areas, cannot be underestimated.

Since the military coup on February 1, 2021, attacks against media professionals by the security forces and their offices have increased significantly. At least 60 journalists have reportedly been detained and some of these now also face charges. The military has revoked the licences of five news organizations, suspended access to local and international news networks, and imposed draconian measures that repress free speech and the diffusion of reliable and verified information. Internet shutdowns have also been used to restrict news coverage, communications and access to information.

We strongly condemn the military coup and the ongoing violence and call for the restoration of Myanmar’s democratically elected government and parliamentary assemblies elected in November 2020.

We call on the military to immediately and unconditionally cease attacks on, and intimidation and harassment of, journalists and media workers, and to release all those who have been arbitrarily detained.

We call for the perpetrators of violations and abuses, including attacks on journalists and media workers, to be held accountable.   

We demand that the military respect the rights to peaceful assembly and freedom of expression, refrain from the use of force, and respect the media’s freedom to report protests independently, safely and without fear of violence or arbitrary detention.

We call for the end of all Internet restrictions in Myanmar that suppress media freedom and violate the right to freedom of expression, including freedom to seek, receive, and impart information.

Signed by:

Australia, Austria, Bulgaria, Canada, Costa Rica, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Estonia, Finland, France, Germany, Greece, Honduras, Iceland, Italy, Japan, Latvia, Lithuania, Luxembourg, Netherlands, New Zealand, North Macedonia, Republic of Korea, Slovakia, Slovenia, Switzerland, Ukraine, United Kingdom, and the United States.

 

********

TRADUZIONE DI CORTESIA

Dichiarazione della Media Freedom Coalition sulla libertà d’informazione in Myanmar

I sottoscritti membri della Media Freedom Coalition esprimono la loro profonda preoccupazione per i continui tentativi dell'esercito e della polizia del Myanmar di reprimere la libertà d’informazione.

La libertà d’informazione è una pietra miliare delle società democratiche. È essenziale per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. L'accesso alle informazioni è di vitale importanza e i giornalisti devono essere liberi di riferire sugli sviluppi del paese, ivi comprese le proteste, senza timore di rappresaglie o intimidazioni. Le notizie da fonti indipendenti sono tanto più importanti nel contesto attuale, in quanto aiutano a contrastare le campagne di disinformazione in Myanmar, sia online che offline, e a fornire all’opinione pubblica resoconti fattuali degli eventi che si svolgono nel paese. L'importanza del lavoro dei giornalisti, in particolare nelle aree remote, non può essere sottovalutata.

Dal colpo di stato militare del 1° febbraio 2021, gli attacchi contro i professionisti dei mezzi di informazione da parte delle forze di sicurezza e dei loro uffici sono aumentati notevolmente. Secondo quanto riferito, almeno 60 giornalisti sono stati arrestati e alcuni di questi ora si trovano a doversi difendere da accuse. I militari hanno revocato le licenze di cinque agenzie di stampa, sospeso l'accesso alle reti di notizie locali e internazionali e imposto misure draconiane che reprimono la libertà di parola e la diffusione di informazioni affidabili e verificate. Anche la chiusura di Internet è stata utilizzata per limitare la copertura delle notizie, le comunicazioni e l'accesso alle informazioni.

Condanniamo con fermezza il colpo di stato militare e le violenze in corso e chiediamo il ripristino del governo democraticamente eletto del Myanmar e delle assemblee parlamentari elette nel novembre 2020.

Chiediamo ai militari di cessare immediatamente e incondizionatamente gli attacchi, le intimidazioni e le molestie ai giornalisti e ai lavoratori dei mezzi di comunicazione, e di rilasciare tutti coloro che sono detenuti arbitrariamente.

Chiediamo che i responsabili delle violazioni e degli abusi, ivi compresi gli attacchi ai giornalisti e ai lavoratori dei mezzi di informazione, siano chiamati a rispondere delle loro azioni.  

Chiediamo che i militari rispettino i diritti di riunione pacifica e di libertà di espressione, si astengano dall'uso della forza e rispettino la libertà dei mezzi di comunicazione di riferire delle proteste in modo indipendente, sicuro e senza timore di subire violenza o di essere soggetti a detenzione arbitraria.

Chiediamo la cessazione di tutte le restrizioni imposte a Internet in Myanmar poiché reprimono la libertà dei mezzi di informazione e violano il diritto alla libertà di espressione, ivi compresa la libertà di ricercare, ricevere e diffondere informazioni.


41680
 Valuta questo sito