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Governo Italiano

Mosca - La grande musica del cinema italiano

Data:

25/06/2015


Mosca - La grande musica del cinema italiano

Le colonne sonore del grande cinema italiano e di alcuni dei piu' noti compositori contemporanei del nostro Paese sono stati protagonisti dell'ultimo appuntamento della ricca stagione di iniziative culturali inaugurate a maggio dall'ambasciata d'Italia a Mosca. In sala, nella residenza dell'ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, che ha fatto gli onori di casa, ha assistito all'evento anche Renzo Arbore che oggi al teatro del Cremlino terra' un grande concerto con la sua orchestra per promuovere Expo 2015. Il piano di Francoise de Clossey e la tromba del maestro Mauro Mauer, che ha lavorato con Ennio Morricone e suonato ai funerali di Federico Fellini, hanno eseguito le musiche di compositori italiani che hanno fatto la storia del cinema mondiale: Rota, Ortolani, Piccioni e Morricone, con le colonne sonore di film come Per un pugno di dollari, La dolce vita, Amarcord e Nuovo cinema paradiso.

Eseguite musiche di compositori italiani che hanno fatto la storia del cinema mondiale

"Puntiamo a migliorare qualitativamente e quantitativamente l'offerta culturale italiana in Russia", ha dichiarato l'ambasciatore, anticipando i prossimi appuntamenti e progetti in programma: il 30 giugno al prestigioso Conservatorio di Mosca si esibira' il maestro Uto Ughi mentre a settembre, al museo Pushkin della capitale russa arrivera' la mostra su Caravaggio e i caravaggeschi e partira' la tournee russa dell'orchestra sinfonica della Rai, che tocchera' quattro diverse citta' (Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg e Perm). A dicembre sara' la volta dei Virtuosi italiani, mentre "diverse iniziative" saranno legate al 750* anniversario della nascita di Dante Alighieri. Si sta lavorando poi a un "grande progetto di valore simbolico", ha riferito Ragaglini: riportare in Russia, temporaneamente, il clavicembalo e il fortepiano che Caterina II ha regalato ai compositori italiani Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa, quando lasciarono la corte degli zar e che ora sono conservati a Napoli.  


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