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New York - Mostre, occhi puntati su “La luce del Sud Italia” e la pittura dell’800

Data:

09/10/2015


New York - Mostre, occhi puntati su “La luce del Sud Italia” e la pittura dell’800

Un viaggio nel Mediterraneo e nei suoi colori: dagli scavi di Pompei alla grandezza del Vesuvio, dalla costa frastagliata al fascino della gente del posto. Ad offrirlo è una mostra dal titolo emblematico: “La luce del Sud Italia”. Da oggi e fino a giovedì 5 novembre, l’Istituto Italiano di Cultura di New York ospita, infatti, “La Luce del Sud Italia - Dipinti della Scuola Napoletana del XIX secolo”. Dalle opere realiste di Antonio Mancini ai paesaggi en plein-air di Francesco Lojacono e Gabriele Smargiassi, fino alla vita quotidiana immortalata da Filippo Palizzi e Marco De Gregorio: per la prima volta 34 opere provenienti da collezioni private saranno in mostra negli Stati Uniti.

“La Luce del Sud Italia - Dipinti della Scuola Napoletana del XIX secolo”

A curare l’esposizione è Marco Bertoli: profondo conoscitore dell'arte e in particolare della pittura dell’Ottocento e del primo Novecento, dal 2005 è consulente della Casa d’Aste Christie’s di New York, presso il Rockefeller Center, proprio per la pittura italiana dell’Ottocento. “La luce del Sud Italia” si inserisce in un progetto volto alla rivalutazione e alla riscoperta dello straordinario patrimonio pittorico italiano dell’800, e in particolar modo dell’Italia meridionale ancora poco conosciuta negli Stati Uniti. Gli artisti protagonisti della mostra “La luce del Sud Italia” provengono dalle regioni meridionali italiane, tra cui Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, e Sicilia. Maestri di luce ed effetti cromatici, questi pittori hanno creato paesaggi, marine, scene di genere, e ritratti di grande bellezza. Non solo arte ma anche riflessione sugli italiani nel mondo. Il percorso espositivo onora, infatti, gli antenati che hanno affrontato coraggiosamente il viaggio attraverso l'oceano per dare una vita migliore alle proprie famiglie. E' anche un promemoria per gli italo-americani della loro forte e bella eredità culturale.


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