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Governo Italiano

Balcani: Convegno Farnesina - Ipalmo - Limes

Data:

25/05/2004


Balcani: Convegno Farnesina - Ipalmo - Limes

24 maggio 2004 - Si è svolto, oggi, alla Farnesina un seminario organizzato dal ministero degli Esteri, dall'Ipalmo e da Limes sul tema Balcani occidentali e rapporti con l'Italia dal titolo: "Ipotesi di stabilizzazione per i Balcani occidentali nella prospettiva dell'ingresso in Europa".

Al convegno hanno partecipato il Segretario Generale del Ministero degli Esteri, l'ambasciatore Umberto Vattani, gli Ambasciatori d'Italia in Albania, Croazia, Serbia e Montenegro, FYROM, Bosnia-Erzegovina, i loro cinque omologhi a Roma, il presidente dell'Ipalmo, onorevole Gianni De Michelis, il dottor Lucio Caracciolo e la dottoressa Margherita Paolini per Limes, rappresentanti della competente Direzione Generale per i Paesi dell'Europa, il Rappresentante personale di Solana per il Kossovo, Cons. Gentilini, nonché esponenti della società civile dei Paesi balcanici. Tra i temi discussi: il "modello" italiano inteso come partnership privilegiata di riferimento in vista dell'integrazione europea e euroatlantica, la necessità di un'agenda europea per i Balcani occidentali, il ruolo dell'Italia in ambito Ue e Nato (tramite organizzazioni regionali quali INCE-IAI) e nelle operazioni di peace keeping (in Kosovo, Macedonia, Bosnia e Albania), le minoranze ed i diritti umani.

Il Segretario Generale del ministero degli Esteri, Umberto Vattani, ha sottolineato la necessità da parte dell'Europa di rafforzare un dialogo con i paesi dell'area balcanica, di dedicare loro una maggiore attenzione in vista della loro integrazione nelle strutture europee ed euro-atlantiche in una struttura temporale certa.

La dimensione adriatica dei rapporti con i Balcani, ha suggerito l'Ambasciatore Vattani, costituisce un insostituibile strumento di stabilizzazione e di integrazione, e milita quindi per una valorizzazione dell'Iniziativa Adriatico Ionica, un foro che riunisce Paesi dell'UE (oltre all'Italia, Grecia e Slovenia) ed altri dell'area balcanica che è destinata a fungere da "tavolo permanente di consultazione".

Anche il Prof. Gianni de Michelis ha ribadito l'importanza di un raggiungimento della stabilità nell'area balcanica, attraverso forme creative che superino il solo "status quo", utilizzando l'Adriatico quale via di unione e comunicazione e non di separazione. E' importante, secondo il Prof. De Michelis, il ruolo che può assumere l'Italia nell'anticipare il processo di integrazione. "Tanto più capitali, beni, persone, servizi, ma soprattutto idee, circoleranno liberamente", ha concluso, "tanto più il processo di integrazione sarà rapido".


Luogo:

Rome

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