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Governo Italiano

Boniver: “Le donne dell'Islam condannano i terroristi”

Data:

14/09/2004


Boniver: “Le donne dell'Islam condannano i terroristi”

14 settembre 2004 - Il Cairo, Beirut, Amman, Damasco e Sana'a. Tappa dopo tappa, il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver è riuscita nell'impresa di aggiungere (in appena tre giorni) solidissimi anelli alla catena di solidarietà femminile in favore di Simona Pari e Simona Torretta. Incontri ufficiali con le influenti first lady, contatti riservati, assemblee con giornaliste locali, appelli alla stampa e alle televisioni (Al Jazeera compresa): nulla è stato tralasciato nell'intento di informare l'opinione pubblica araba sull'attività di volontariato che le nostre connazionali svolgevano da anni a Baghdad così come sulle finalità della presenza dei nostri militari nella capitale irachena. “La nostra delegazione tutta al femminile - racconta Boniver a L'opinione - ha rappresentato una novità assoluta in campo diplomatico internazionale e la sua specificità è stata particolarmente apprezzata dalle donne arabe che in quei paesi sono quotidianamente impegnate nel ricchissimo fenomeno dell'associazionismo femminile. Ovunque abbiamo registrato uno sdegno e una condanna unanimi per l'azione terroristica di cui sono state vittime le nostre due connazionali e i loro accompagnatori (in Giordania e nello Yemen gli appelli a favore delle due Simona hanno addirittura preceduto il nostro arrivo). In ogni incontro abbiamo avvertito palpabile lo sgomento suscitato da un simile atto barbarico. In particolare a Beirut, proprio perché il Libano è una terra che durante quindici anni di guerra civile ha purtroppo conosciuto il fenomeno dei sequestri di persona utilizzati come arma di guerra”.

D. Diversi osservatori hanno sostenuto che in questa occasione la nostra diplomazia si sarebbe rifatta a un supposto modello francese. E' d'accordo?

R. “Sono osservazioni che lasciano il tempo che trovano. Vede, se questa missione è riuscita a raccogliere riscontri così favorevoli e per certi versi eccezionali lo si deve innanzitutto alla solida base di rapporti che da decenni intercorrono tra l'Italia e i maggiori paesi del Medio Oriente. Accordi bilaterali, iniziative specifiche, programmi comuni di sviluppo: grazie all'azione del governo Berlusconi e all'eccellente lavoro della nostra diplomazia i rapporti politici con i vicini dell'altra sponda del mediterraneo non potrebbero essere migliori”.

D. D'altra parte non sembra che il cosiddetto metodo francese - non estraneo a imbarazzanti compromessi politici con le peggiori organizzazioni terroristiche dell'area - abbia sortito risultati migliori per quanto riguarda la sorte dei rapiti…

R. “Purtroppo no. Gli voglio comunque riconoscere un pregio, quello di aver convinto le nostre opposizioni a far finalmente fronte comune per la salvezza degli ostaggi e contro ogni forma di terrorismo. Mi auguro che questa unità d'intenti possa ben presto allargarsi anche ad altre cruciali questioni di politica internazionale”.

D. Quanto potranno servire in concreto i numerosi appelli che dal mondo arabo stanno giungendo a favore della liberazione di Simona Pari e Simona Torretta?

R. “Magari fosse possibile stabilire un nesso certo tra un appello e la liberazione degli ostaggi! Non è questo il punto. Quello che conta è l'inequivocabile condanna del terrorismo che ci è giunta forte e chiara da tutte le donne arabe. Quello che conta è che la nostra azione ha innescato finalmente un gran parlare della inconciliabilità tra i valori dell'Islam e le immonde azioni terroristiche di questi fanatici. Col risultato che questi ultimi dovranno adesso fare i conti con un crescente clima di isolamento politico e sociale da parte dell'opinione pubblica araba. Non è poco, mi creda.


Luogo:

Rome

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