Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Il Sottosegretario Drago alla riunione INCE di Tatranska Lomnica (Slovacchia)

Data:

27/05/2005


Il Sottosegretario Drago alla riunione INCE di Tatranska Lomnica (Slovacchia)

27 maggio 2005 - Il Sottosegretario agli Affari Esteri, Giuseppe Drago, ha guidato la delegazione italiana alla riunione ministeriale dell'INCE (iniziativa centroeuropea) in Slovacchia a Tatranska Lomnica, che rappresenta il più antico esercizio di cooperazione regionale, risalente ad un'iniziativa italiana del novembre 1989 (riunisce attualmente, oltre all'Italia, l'Austria, l'Ungheria, l'Albania, la Bielorussia, la Bosnia-Erzegovina, la Bulgaria, la Croazia, la Repubblica Ceca, la Macedonia, la Moldava, la Polonia, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia e l'Ucraina).

Nel suo intervento il Sottosegretario ha fatto riferimento agli sviluppi più significativi registrati nella regione nell'ultimo anno dopo lo storico allargamento della UE che ha interessato cinque paesi membri dell'INCE. “L'Ucraina” - ha osservato Drago - “è uscita rafforzata dal sofferto periodo elettorale di fine anno ed inizio 2005, dimostrando una grande maturità politica ed un'autentica volontà di rinnovamento democratico”. In Moldova - ha sottolineato il Sottosegretario - “le recenti elezioni parlamentari e la conseguente riconferma del Presidente Voronin hanno evidenziato la fiducia riposta dalla maggioranza della popolazione nella linea di continuità rappresentata dalla attuale dirigenza politica”. Drago ha anche evidenziato che “il problema più urgente da affrontare e, auspicabilmente, da risolvere rimane quello della Transnistria, un “conflitto congelato".

I Balcani “permangono per noi” - ha proseguito Drago - un'area di prioritaria importanza, ancor più alla vigilia delle importanti scadenze dei prossimi mesi, relative al Kossovo e alla Bosnia-Erzegovina. In Kossovo, l'Italia sostiene la ricerca di una formula di compromesso tra le parti, che, escludendo il ritorno allo status quo ante il 1999, dovrà fondarsi su determinati capisaldi quali il necessario coinvolgimento di Belgrado nell'adozione delle scelte, l'acquisto da parte dell'UE di crescenti quote di responsabilità, la realizzazione di concreti avanzamenti in tema di standard e di decentramento”.

In Serbia e Montenegro, Drago ha sottolineato che “constatiamo con soddisfazione che la prospettiva europea sta contribuendo ad innestare una dinamica favorevole, in particolare per quanto concerne la collaborazione con il Tribunale dell'Aja”. Mentre in Bosnia-Erzegovina, - ha fatto notare Drago - “il consolidamento di un contesto stabilizzato crea le premesse per il superamento del quadro istituzionale tracciato dieci anni fa a Dayton, nel senso di una maggiore responsabilizzazione delle autorità bosniache. “Anche l'Albania - ha detto Drago - ha compiuto in questi ultimi anni sensibili progressi nel processo di riforme interne; ulteriori passi avanti sono tuttavia necessari, soprattutto per quanto concerne la lotta alla criminalità organizzata ed i traffici illeciti.

Seguiamo con attenzione le elezioni politiche del prossimo luglio cui la stessa UE accorda un significato particolare per valutare il quadro generale albanese, in vista dell'avvicinamento a Bruxelles”. Per concludere l'elenco Drago ha fatto riferimento alla Macedonia, in cui “partendo da una situazione di sostanziale guerra civile nel 2001, sono stati realizzati progressi rilevanti grazie a un piano di decentramento propiziato dall'UE”; e alla Croazia, dove “nonostante i significativi avanzamenti nel processo di avvicinamento all'UE e alla NATO, che l'Italia continua fortemente a sostenere, permane l'esigenza della piena collaborazione con il Tribunale dell'Aja”.

Drago ha poi ricordato “come l'INCE sia diventata, anche grazie al costante impegno finanziario dell'Italia, una organizzazione sempre più attiva ed efficace nei suoi aspetti operativi. Nel solo 2004 il Fondo di Cooperazione ha co-finanziato ben 51 progetti con un impegno complessivo di circa 700.000 Euro pari al 12,15% del costo totale superiore a 5 milioni di Euro”. Drago ha anche evidenziato come “il Fondo di Solidarietà teso a favorire la partecipazione alle varie attività da parte degli Stati membri economicamente più deboli è stato adeguatamente potenziato. Fondi ad hoc sono stati stanziati per le attività scientifiche, con un particolare riguardo allo sviluppo della rete universitaria INCE che comporta ricadute positive sulla mobilità di studenti e docenti e delle conoscenze afferenti al settore economico, alla pubblica amministrazione e alla tecnologia informatica. Si sta elaborando - ha aggiunto Drago - in questi giorni il testo di un Protocollo di Cooperazione tra la rete universitaria INCE e quella UNIADRION dell'Iniziativa Adriatico Ionica che estenderà i rapporti tra i diversi programmi di ricerca, sviluppo e alta formazione a valenza regionale, favorendo così le sinergie e limitando duplicazioni e sovrapposizioni. Anche le iniziative di cooperazione finanziate attraverso l'Italian Trust Fund custodito presso la BERS a Londra, sono state numerose e molto positive alla luce dei risultati”.

Drago ha anche ricordato come la quasi totalità del bilancio dell'INCE dipende da sempre dai contributi italiani e che “anche per quest'anno abbiamo confermato il nostro impegno”. Il Sottosegretario ha concluso osservando che “il Documento Finale che approviamo oggi contiene una elencazione precisa dei nuovi compiti e le sfide del futuro. Eliminare le barriere di divisione, sostenere la cooperazione regionale e transfrontaliera, proteggere le minoranze, lottare contro la corruzione e le nuove forme di criminalità organizzata, appoggiare lo sviluppo e sostenere le economie più deboli sono soltanto alcuni dei settori nei quali l'INCE è chiamata ad operare”.


Luogo:

Rome

6142
 Valuta questo sito