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Governo Italiano

L'Oleodotto della leggenda

Data:

30/05/2005


L'Oleodotto della leggenda

29 maggio 2005 - Economia e politica, storia e tradizioni si mescolano nell'oleodotto appena inaugurato a Sanghachal, 50 km a sud di Baku in Azerbaijan. La mastodontica opera messa in piedi con il contributo della Bers, dalla Banca Mondiale, un consorzio di banche, istituti di credito, con la supervisione della British Petroleum e una partecipazione dell'Eni, permetterà il trasporto del petrolio del Mar Caspio dalla regione caucasica al Mediterraneo. 1770 km di tubature fortemente volute dagli americani e da tutti i Paesi che ne beneficeranno, Italia in testa. Il nostro Paese vanta con l'Azerbaijan ottimi rapporti commerciali (è il suo maggiore importatore di greggio), diplomatici (l'Italia sostiene fortemente l'inserimento dell'Azerbaijan nella “politica europea di vicinato”) e di amicizia, anche personali, in quanto ho compiuto a Baku 4 missioni ufficiali in questi ultimi anni. Alla cerimonia di inaugurazione, sotto una tenda gremita di rappresentanti delle compagnie coinvolte e di giornalisti, erano presenti il Presidente azero Ilham Aliyev, il Capo di Stato georgiano Mikheil Saakashvili, quello kazako Nursultan Nazarbayev e il turco Ahmet Sezer, oltre al Ministro per l'energia americano Samuel Bodman. L'oleodotto che sarà con molta probabilità operativo da settembre di quest'anno, attraverserà la Georgia per sfociare a Ceyhan, in Turchia, permettendo di aggirare una serie di problemi logistici e politici legati all'instabilità di Iran e Cecenia.

Un grosso vantaggio per i net importers come l'Italia, se così li si vuole chiamare, dell'oro nero dell'Asia centrale, nuova frontiera delle risorse energetiche dopo i paesi del Golfo Persico. Ci vorranno 10 milioni di barili di greggio per riempire la pipeline, che quando sarà a regime permetterà di condurre al terminale di Ceyhan circa 1 milione di barili al giorno. Sono cifre veramente impressionanti, che dimostrano l'importanza strategica e geopolitica dell'opera: a 25 dollari a barile, si stima un guadagno per l'Azerbaijan di 50 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni, mentre grazie ai diritti di passaggio, Turchia e Georgia incamereranno rispettivamente 2.5 miliardi e 600 milioni di dollari (per il Paese di Saakashvili tale cifra rappresenterebbe una crescita del pil pari all'1.5%).

Si tratta infatti di sfruttare gli immensi giacimenti petroliferi dell'Asia centrale, la nuova linea di confine delle relazioni tra Stati del vecchio continente e dell'Asia, che vede impegnate le maggiori diplomazie europee e d'oltreoceano, attente agli sviluppi che hanno vissuto negli ultimi 2 anni le ex repubbliche sovietiche. Georgia, Ucraina e Kazakhstan hanno visto scendere in piazza centinaia di migliaia di manifestanti desiderosi di maggiore libertà e partecipazione democratica, che hanno permesso un avvicinamento politico e ideale con i paesi dell'Europa.

Con l'amministrazione Usa fortemente attiva, per le repubbliche tra il Mar Nero e il Caspio si aprono anche nuovi scenari di partnership geostrategiche con la Nato e l'Unione Europea. La "via della seta”, la storica rotta tracciata da Marco Polo per raggiungere la Cina, attraversa questi Paesi e idealmente rivive in questa opera infrastrutturale appena inaugurata. Si avvererà così la vecchia leggenda caucasica secondo la quale, un giorno, il Mar Caspio si sarebbe Unito al Mar Nero e al Mar Mediterraneo.


Luogo:

Rome

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