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Rabat - Le statue in Marocco in epoca romana: prof di Siena ospite dell’Iic

Data:

29/09/2015


Rabat - Le statue in Marocco in epoca romana: prof di Siena ospite dell’Iic

Emanuele Papi, professore ordinario di archeologia classica all’Università di Siena e di archeologia romana alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, svolge missioni archeologiche in Grecia, Marocco ed Egitto. La sua esperienza sarà al centro dell’incontro, il 29 settembre, organizzato dall’Istituto italiano di cultura di Rabat insieme all’Insap (Institut National des Sciences de l'Archéologie et du Patrimoine): tema della conferenza le statue in marmo in Marocco in epoca romana. Le più antiche statue del paese magrebino furono scolpite all'epoca dei re Juba II e Tolomeo (25 a.C. - 40 d.C.), per celebrare i sovrani come eroi e come dei. Il marmo era stato importato dalla Grecia e le statue erano state probabilmente trasportate dalle botteghe di Cesarea di Mauritania, la capitale del Regno (oggi Cherchell in Algeria).

Le statue in marmo in Marocco in epoca romana

La società del Marocco romano (40- fine III/V secolo d.C.) utilizzò le statue di marmo per raffigurare gli dei, gli imperatori, i personaggi più eminenti delle città e anche per arredare le dimore. Ogni città aveva il suo corredo di statue, commissionate ad artisti locali o importate da altri centri del Mediterraneo, che esprimeva la volontà di auto-rappresentazione delle comunità militari e civili e che racconta una storia interessante e finora poco conosciuta del Marocco antico. L’incontro si terrà a partire dalle 18.30 presso la sede dell’Iic.


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