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Governo Italiano

Dei - Sace: per Italia previsto export +4,7% in 2015-2018

Data:

01/06/2015


Dei - Sace: per Italia previsto export +4,7% in 2015-2018

Nei prossimo quattro anni le esportazioni italiane dovrebbero aumentare in media del 4,7% l’anno. Queste le previsioni contenute nel rapporto Sace RESTART, che stima che le esportazioni italiane di beni cresceranno del 3,9% nel 2015, per poi aumentare ulteriormente nel triennio 2016-2018, fino ad attestarsi al 5%. Il rapporto Sace indica due strade per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati internazionali: la valorizzazione della filiera agroalimentare – uno dei settori di punta del Made in Italy, che rappresenta circa il 10% del nostro export complessivo – e l’identificazione delle geografie più promettenti per i prodotti italiani, attraverso la creazione di un nuovo indicatore, l’Export Opportunity Index.

Per quanto riguarda la filiera agroalimentare, Sace prevede che dovrà giocare un ruolo propulsivo per una maggior internazionalizzazione del nostro Paese e stima un potenziale guadagno di export aggiuntivo di 9 miliardi di euro entro il 2018: 7 miliardi dal comparto agroalimentare e altri 2 da quello dei macchinari, di cui l’84% macchine agricole. Per Sace il comparto dei beni agricoli e alimentari avra’ un particolare dinamismo nei prossimi quattro anni, con un’attesa di crescita media dell’export del 6,5% tra il 2016 e il 2018.

Come seconda via per aiutare le imprese a rafforzarsi nei mercati internazionali, Sace ha messo a punto l’Export Opportunity Index, una bussola che aiuta le imprese a cogliere la domanda dei paesi stranieri e le opportunità per l’export italiano. Il punteggio assegnato a ciascun Paese è calcolato in base al valore dei beni esportati, della crescita dell’export italiano nel periodo 2011-2018, della concentrazione dell’import nel Paese e dell’attuale quota di mercato italiana. Tra le migliori destinazioni ci sono l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, l’Algeria, il Qatar, ma anche la Corea del Sud, la Cina, l’Indonesia e la Malesia. Mercati più vicini, come la Turchia e la Polonia (un mercato grande quanto la Russia, quanto a volumi di export italiano) rimangono fortemente attraenti.


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