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Tirana - Festival Internazionale del Teatro Butrinti, in scena “Voci Straniere”

Data:

09/07/2015


Tirana - Festival Internazionale del Teatro Butrinti, in scena “Voci Straniere”

Storie di erranza e di speranza del terzo millennio in scena a Tirana. E’, infatti, uno spettacolo legato al tema del viaggio ed ai tanti modi di essere viaggiatori quello che verrà ospitato dalla capitale albanese sabato 18 luglio e  mercoledì 22. A promuovere “Voci Straniere” - della compagnia Silence Teatro di Bergamo diretto da Luigi Pezzotti - l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana e il Butrinti Festival. Lo spettacolo verrà messo in scena  nell’ambito della nuova edizione del Festival Internazionale del Teatro Butrinti. E’ dal 2000 che il sito archeologico della riviera dell’Albania del Sud, vicino al confine con la Grecia  ospita nel mese di luglio  il Festival Internazionale del Teatro: gli spettacoli si svolgono di sera, il parco viene illuminato da fiaccole e gli spettatori siedono sulle antiche gradinate del teatro greco.

Spettacolo legato al tema del viaggio ed ai tanti modi di essere viaggiatori

In questo luogo suggestivo e affascinate il pubblico potrà conoscere il progetto del Silence Teatro che da anni - con i suoi spettacoli itineranti  - partecipa a importanti festival in Russia, Polonia, Slovacchia, Olanda, Belgio, Austria, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna,  Finlandia, Ungheria, Libano e tanti altri Paesi. Nell’antico teatro greco “Voci Straniere” metterà in luce  milioni di storie identiche e diverse: uomini, donne, bambini cacciati via dalla loro terra dall'intolleranza o dalla miseria; dall'oppressione politica, razziale, religiosa o dalle guerre sempre d'attualità.  Al centro dello spettacolo lo straniero: colui che in una nuova terra vuole ritrovare qualcosa che gli appartiene, una traccia della sua storia.  Uno spettacolo attuale come non mai: come già succedeva nel XIX secolo per molti popoli dell'Europa in cerca di fortuna in America, ancora oggi esiste una moltitudine di persone costrette ad abbandonare la terra dove sono nate e cresciute. 


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