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Governo Italiano

Usa - Italia in prima fila alla Darpa Robotics Challenge

Data:

08/06/2015


Usa - Italia in prima fila alla Darpa Robotics Challenge

L’Italia era in prima fila alla Darpa Robotics Challenge a Pomona, dove si sono sfidati i più forti team a livello globale sulla robotica. In palio un premio di due milioni di dollari, assegnato all’automa più utile per assistere in futuro gli essere umani nella risposta ai disastri naturali. Per trionfare nella competizione era necessario far superare al proprio robot un percorso a ostacoli entro il tempo massimo di un’ora, all’interno del quale bisogna svolgere otto compiti specifici: guidare un veicolo, aprire una porta, chiudere una valvola, tagliare un buco nel muro con un attrezzo, rimuovere ostacoli, camminare su terreno sconnesso, salire una o più scale e scavalcare macerie. La vittoria è andata a un team sud coreano, Kaist, e a due statunitensi, Ihmc e Tartan Rescue, arrivati secondo e terzo. Per il nostro paese ha partecipato “Walkman”, costruito dall’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova in collaborazione con il centro di ricerca “E.Piaggio” di Pisa. Il robot è alto 1,85 metri e pesa 120 chili. Si tratta di un androide capace di intervenire in situazioni di emergenza nelle zone degradate e pericolose del pianeta.

“Walkman”, un androide capace di intervenire in situazioni di emergenza nelle zone degradate e pericolose del pianeta

Il team Walkman, che ha ricevuto la visita – tra gli altri - del console generale italiano a Los Angeles Antonio Verde, è arrivato 17esimo a seguito di un problema alle batterie. Ha dimostrato comunque di avere ottime capacità. Dalla forza (è in grado di sollevare massi) al movimento (può guidare, nonché spostarsi e compiere azioni su terreni disagiati), all’interazione con gli oggetti (sa usare martelli pneumatici e frese). Peraltro, ha anche ottime capacità cognitive e percettive che gli permettono di operare in autonomia in caso di black out o severe limitazioni delle comunicazioni. La Darpa Robotics Challenge è cominciata nel 2012 ed è nata dopo il disastro nucleare di Fukushima l’anno precedente. In quel caso se i soccorritori avessero avuto dei robot, si sarebbe potuto evitare un disastro di quelle proporzioni.


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