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Washington - Beni culturali in aree sismiche, l’Ingv fa il “massimo” negli Usa

Data:

23/12/2015


Washington - Beni culturali in aree sismiche, l’Ingv fa il “massimo” negli Usa

Fare il “massimo” per la salvaguardia dei beni culturali in aree sismiche: questo l’obiettivo del progetto PON01-02710, denominato appunto “Massimo” (finanziato dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) che l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha presentato in questi giorni presso l'Ambasciata Italiana e la sede della World Bank a Washington DC, illustrando l'architettura infrastrutturale, il relativo sistema di monitoraggio e i principali risultati tecnico-scientifici ottenuti sui dimostratori individuati dalla Regione Calabria. Ai due workshop hanno partecipato rappresentanti dell’Ingv, dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), dell’Università della Calabria, oltre ad agenzie federali come United States Geological Survey (Usgs), Smithsonian Institution, Library of Congress, Agenzia americana per la cooperazione allo sviluppo (Usaid), National Gallery, con diverse università e centri di ricerca americani.“L'evento - spiega Maria Fabrizia Buongiorno, ricercatrice dell’Ingv e responsabile scientifica del progetto - è stato organizzato con il duplice obiettivo di presentare le capacità tecniche sviluppate dagli istituti di ricerca italiani e, contestualmente, instaurare un dialogo e un confronto operativo con le istituzioni americane sulle possibili sinergie per affrontare la complessità delle sfide tecnologiche necessarie a migliorare il monitoraggio dell'ambiente urbano, ponendo particolare attenzione alla sorveglianza, sicurezza e salvaguardia delle aree urbane e delle infrastrutture critiche (come i beni culturali)”. Le aree urbanizzate sono ambienti molto complessi, in continua evoluzione, che pertanto necessitano di soluzioni tecnologiche real-time o near-real-time, al fine di garantire un efficace monitoraggio delle risorse e affrontare la valutazione multi-rischio, ponendo particolare attenzione alla copertura territoriale, alla risoluzione e ai costi economici e temporali. “Inoltre questo workshop si inquadra nell’ambito delle attività realizzate dal gruppo di lavoro ‘Scienza della Terra’ coordinate da Ingv e Usgs (attivato nel 2013), sotto l’accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Stati Uniti”, prosegue la ricercatrice Ingv. Il meeting si è concluso con un evento a finalità divulgative, dedicato a diffondere la ricchezza culturale e territoriale della Regione Calabria, sede di sviluppo del Progetto Pon Massimo.

Il sostegno di Ambasciata e IIC

Il workshop, introdotto dal ministro Luca Franchetti Pardo, vice capo delegazione dell'Ambasciata Italiana in Usa, è stato incentrato sulla presentazione delle attività di Ingv ed Enea per il monitoraggio e la protezione dei beni culturali in Calabria e su un’attività di promozione del patrimonio culturale della stessa regione e dei suoi tesori che fanno parte anche del Patrimonio Unesco, curato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio Calabria, rappresentato a Washington dall’assessore Patrizia Nardi, intervenuta sulla base di un progetto del Dipartimento programmazione nazionale e comunitaria della Regione Calabria. “La grande partecipazione a questi eventi - aggiunge Maria Fabrizia Buongiorno - è stata resa possibile grazie al contributo organizzativo offerto dall’ufficio di cooperazione scientifico tecnologico dell'Ambasciata Italiana a Washington e al sostegno dell'Istituto italiano di cultura presso la stessa Ambasciata”.


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