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Governo Italiano

Comunicato

Data:

19/12/2006


Comunicato

Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Massimo D'Alema, ha espresso oggi il proprio turbamento per la sentenza di condanna a morte decretata da un tribunale libico a carico di cinque infermiere bulgare e di un medico palestinese.

Pur esprimendo rispetto per l' autonomia della giustizia libica, il Ministro degli Esteri ha ribadito la più ferma e determinata opposizione dell' Italia alla pena di morte.

Lo stesso Ministro degli Esteri è intervenuto personalmente sulle Autorità libiche per rivolgere un appello alla clemenza, sollecitando un intervento personale del leader libico, colonnello Gheddafi, per una sospensione della pena e per una sua successiva commutazione.

Egli ha infine sottolineato la grande attenzione con la quale da parte italiana ed europea viene seguita questa vicenda ed auspicato che le determinazioni che il Governo libico vorrà assumere in proposito tengano conto di tale sensibilità.

E' con sentimenti di viva partecipazione che l'opinione pubblica italiana guarda da tempo alla tragica condizione dei minori di Bengasi e delle loro famiglie, ed è anche per questa sensibilità che il Governo italiano e le strutture sanitarie italiane, in spirito di amicizia e cooperazione con la Libia, hanno in questi anni, con grande impegno, contribuito a garantire - e non mancheranno di farlo anche in futuro - un' adeguata assistenza medica.


Luogo:

Roma

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