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Governo Italiano

Comunicato

Data:

04/06/2007


Comunicato

La visita del Ministro D’Alema in Siria e Libano testimonia in maniera significativa la volontà da parte italiana di attuare una politica di dialogo, e dimostra l’autorevolezza di cui godiamo nell’area mediorientale.

La visita in Siria avviene all’indomani della riconferma del mandato del Presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashar al-Assad, e in un momento particolarmente delicato per la regione mediorientale.

Le recenti visite effettuate a Damasco dai Ministri degli esteri belga e portoghese, nonché l’incontro del Segretario di Stato Rice con l’omologo siriano, avvenuto a Sharm el Sheikh a margine della Conferenza Ministeriale sull’Iraq del 4 maggio scorso, delineano un quadro complessivo di nuovi sforzi in atto da parte della Comunità Internazionale per coinvolgere la Siria in un “circolo virtuoso” per la stabilizzazione delle situazioni di crisi in Medio Oriente.

L’ Italia intende svolgere un ruolo efficace in un percorso negoziale che coinvolga Damasco ed incoraggi il Governo siriano ad adoperarsi per la pacificazione della regione, con particolare riguardo alle relazioni siro-libanesi, alla soluzione della crisi politica interna in Libano, al processo di pace israelo-palestinese ed alla stabilizzazione e pacificazione dell’ Iraq. Le relazioni bilaterali fra Italia e Siria, sul piano economico, della Cooperazione allo Sviluppo e della cooperazione culturale, sono ottime.

Terminati gli incontri a Damasco, il Ministro D’Alema volerà a Beirut, per manifestare il forte sostegno italiano al popolo libanese ed al suo Governo e per incoraggiare le parti - sono previsti incontri con il Primo Ministro Siniora e con il Presidente del Parlamento Berri - a superare le divisioni e trovare una soluzione di compromesso, affinchè si eviti una radicalizzazione del confronto politico interno, che avrebbe ricadute negative non solo sulla stabilità del Paese ma su quella di tutta la regione.

Oggetto di discussione sarà anche l’ aggravamento del quadro di sicurezza a seguito degli scontri tra l’Esercito libanese e i miliziani di Fatah al-Islam.


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