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Governo Italiano

Dettaglio comunicato

Data:

03/04/2008


Dettaglio comunicato

A fronte di alcune notizie circolate nei giorni scorsi su organi di stampa circa presunte irregolarità registrate nello svolgimento del voto nella Circoscrizione estero, il Ministero degli Affari Esteri intende rassicurare le forze politiche e l’opinione pubblica sulla correttezza con cui l’intero esercizio si sta svolgendo nell’intera rete diplomatico-consolare. Al riguardo, si ritiene necessario svolgere le considerazioni che seguono.
 
Procedure
 
Gli Uffici Consolari hanno da giorni terminato l’invio del materiale elettorale a ciascun avente diritto, e già risultano votate numerose schede, che saranno conservate dai Consolati fino al 10 aprile, nella cui serata inizierà l’invio in Italia.
Si rammenta in proposito che il termine ultimo entro il quale i plichi elettorali devono giungere al Consolato è il 10 aprile alle ore 16 locali. Il rispetto di tale termine – previsto dall’art. 12, comma 7 della Legge 459/2001 - è necessario per fare in modo che da tutto il mondo le schede affluiscano a Roma al più tardi entro la mattinata di lunedì 14 aprile, in maniera che il voto all’estero sia scrutinato contemporaneamente al voto espresso in Italia.
Chi non avesse ricevuto il plico, può comunque rivolgersi al Consolato competente per controllare la propria posizione elettorale e richiedere un duplicato allo stesso  Consolato fino all’ultimo momento, tenendo sempre in conto che la scheda votata deve comunque pervenire alle sedi consolari entro il termine sopraindicato.
 
Disguidi materiali

Non trovano riscontro le illazioni secondo cui in alcune Sedi non sarebbero stati inoltrati i plichi elettorali agli aventi diritto.
• In particolare, in Costarica, contrariamente a dichiarazioni apparse sulla stampa, tutte le schede sono state regolarmente inviate, e molte di esse sono già state restituite all’Ambasciata.
• Si sono invece verificati alcuni limitati disguidi nella confezione dei plichi elettorali, da considerare peraltro fisiologici, data la complessità dell’esercizio ed il rilevante numero di connazionali ad esso interessati.
• In particolare, nella Circoscrizione di Mosca non era stato inserito lo stampato contenente la lista dei candidati. A ciò si è posto prontamente rimedio con l’invio a stretto giro di posta di una nuova busta con la lista in questione.
• Un altro problema di imbustamento si è verificato in Germania, dove nella Circoscrizione di Colonia numerosi plichi destinati ad elettori minori di 25 anni contenevano anche la scheda per il voto al Senato. In questo caso, potrà porsi rimedio in sede di pre-scrutinio da parte dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero, che disponendo dei numeri di registro elettorale provvederà allo stralcio delle schede per il Senato che risultassero votate da tale categoria di elettori.
• Analogo problema di imbustamento da parte della tipografia incaricata è occorso a Lione, dove una parte non trascurabile di plichi è stata spedita con la busta bianca di formato più piccolo destinata a raccogliere le schede una volta votate già sigillata. A questo inconveniente è stato posto subito riparo mediante un successivo invio di una nuova busta bianca.
• Quanto all’episodio registrato a Buenos Aires del rinvenimento di circa 120.000 buste in bianco eccedenti il fabbisogno stimato, è in primo luogo da precisare che si tratta appunto di semplici buste, e non di schede elettorali, come da alcuni sostenuto. E’ stato accertato al riguardo che il vettore postale incaricato dell’imbustamento e successiva distribuzione dei plichi aveva ritenuto prudente predisporre di propria iniziativa delle consistenti scorte di buste. Venuto a conoscenza dell’esistenza di tale stock supplementare di buste, il Consolato Generale in Buenos Aires, d’intesa con l’Ambasciata, ha determinato di provvedere alla distruzione immediata, avvenuta il 22 marzo, di gran parte del materiale di cancelleria in eccesso.

Modalità di invio dei plichi

• Altra questione spesso sollevata in questi giorni riguarda le modalità dell’invio dei plichi elettorali, per posta raccomandata o altri sistemi. Al riguardo si registrano osservazioni di segno opposto: se alcuni lamentano infatti l’uso della raccomandata, per il disagio causato agli aventi diritto di recarsi all’ufficio postale per il ritiro, nel caso in cui non si fossero trovati al loro domicilio al momento della consegna,  altri sostengono per contro che la posta ordinaria, o più snelle modalità equivalenti, non garantiscano la sicurezza del voto.
Si tratta di una questione non facile da risolvere in astratto. Privilegiando un approccio concreto e funzionale, il Ministero degli Esteri si è basato sulla constatazione della peculiarità dei sistemi postali, pubblici o privati, nei diversi Paesi.  Conseguentemente, ha affidato alle Ambasciate in loco, in virtù della loro esperienza diretta, la valutazione delle garanzie offerte dalle varie modalità di invio dei plichi,  al fine di meglio contemperare le necessarie misure di sicurezza con l’esigenza di raggiungere tutti gli elettori tempestivamente, senza arrecare loro inutili disagi.

Presunte irregolarità

Quanto alle persistenti illazioni su una presunta compravendita di schede in alcuni Paesi, il Ministero e i dipendenti Consolati possono evidentemente agire solo in presenza di circostanziate segnalazioni. E’ il caso di Colonia, ove il Consolato ha convocato, per acquisire la loro versione dei fatti, i due connazionali i cui nominativi sono stati citati  da un quotidiano in un servizio su asseriti brogli in Germania.
E’ ovvio che qualora risultassero confermati elementi di rilievo penale, sarà dovere dell’Ufficio consolare presentare una precisa denuncia alla Autorità giudiziaria competente, come è dovere di ogni cittadino elettore o cronista presentare denuncia all’autorità giudiziaria qualora in possesso di elementi che abbiano valenza penale.

Collaborazione con rappresentanti degli italiani all’estero

Su un piano più generale, infine, e sotto il profilo della trasparenza, il Ministero degli Affari Esteri tiene a sottolineare di aver di buon grado prontamente recepito l’auspicio da più parti avanzato, e in particolare dal Comitato del Senato per le questioni degli Italiani all’estero, di prevedere forme di collaborazione in loco degli Uffici consolari con i delegati delle liste elettorali ed i rappresentanti dei Comites e del CGIE.
Sono state quindi impartite apposite e precise istruzioni alla Rete all’estero, già nello scorso febbraio, di accogliere senz’altro le richieste di costituire  gruppi consultivi, come occasione da parte delle Autorità Consolari di fare stato puntualmente dell’andamento delle varie fasi del procedimento elettorale, e se del caso di recepire eventuali suggerimenti tecnici legati alla realtà locale, sempre, beninteso, nel rispetto della normativa specifica che regge il voto all’estero.
Si ricorda, infine, che gli Uffici diplomatico-consolari sono stati per tempo incaricati di rendere edotti gli Organi rappresentativi delle Collettività, Enti ed Associazioni, Clubs e Circoli, sulla circostanza che il loro diritto-dovere di informare i connazionali sulle modalità di voto non può in nessun caso spingersi, neppure su richiesta dell’elettore, a collaborare alla compilazione, imbustamento o spedizione delle schede elettorali.


Luogo:

Roma

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