Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio comunicato

Data:

01/01/2009


Dettaglio comunicato

"Desidero esprimere la mia profonda e sentita adesione al solenne messaggio del Santo Padre per la "Giornata mondiale della pace 2009", dedicata al tema "Combattere la poverta', costruire la pace".
L'anno che si sta concludendo e' stato caratterizzato da una congiuntura economica particolarmente difficile per il verificarsi di tre crisi correlate fra di loro: quella energetica, quella alimentare e quella finanziaria. Esiste il rischio obiettivo che i loro effetti si cumulino ripercuotendosi non solo sulle economie dei paesi sviluppati ma anche e soprattutto su quelle dei paesi in via di sviluppo e sulle condizioni di vita delle loro popolazioni.
Su un piano generale, negli ultimi decenni sono intervenuti cambiamenti epocali: l'esempio piu' chiaro e' rappresentato proprio dalla globalizzazione, con la percezione di trovarsi di fronte ad una svolta importante per la vita di tutti.
Sorgono quindi interrogativi sull'evoluzione di fenomeni che caratterizzano lo stato dei presenti rapporti e fra essi in primo luogo rientrano la sconfitta della poverta' e la riduzione delle disuguaglianze. Ed e' giustamente sui temi dello sviluppo e della solidarieta' internazionale che il Santo Padre, rispondendo ad un'esigenza sentita e consapevole della particolarita' della situazione attuale, ha incentrato il tradizionale messaggio per la Giornata Mondiale della Pace.
Viene dunque promosso un approccio evangelico che si fonda in larga parte sulla consolidata dottrina sociale della Chiesa per combattere contro la poverta' stessa, a livello sia nazionale che internazionale, invitando chi ha l'onere di responsabilita' specifiche ad avere una piu' articolata attenzione e consapevolezza dei problemi della poverta' e dei poveri nel mondo, senza dimenticare che oggi la poverta' estrema ha innanzitutto il volto delle donne e dei bambini specialmente in Africa. Il dinamismo evangelico della missione ecclesiale spinge a privilegiare logicamente i poveri, a rivolgere le nostre risorse verso di loro e a considerare il rinnovo della societa' a partire dalle loro esigenze primarie.
Sulla globalizzazione, il Santo Padre era gia' intervenuto nel gennaio del 2008 affermando che non sempre essa coincide con l'ordine economico mondiale, ma che talora inasprisce i conflitti per la supremazia e per l'accaparramento delle risorse e delle materie prime rendendo quindi piu' difficile la realizzazione di un mondo piu' giusto e solidale. Si tratta di un approccio dialettico alla globalizzazione, fondato sulla convinzione che i rischi e i costi sociali, anche in termini di instabilita' e insicurezza, possono pero' rappresentare anche opportunita' politiche per una nuova modernizzazione delle societa'.
La globalizzazione, sia essa considerata una novita' assoluta o la si ponga sulla scia dello sviluppo socio-economico seguito alla Seconda Guerra Mondiale, appare del resto inevitabile e richiede una risposta articolata. Segnali di carattere sicuramente positivo, quali progresso, innovazione, integrazione economica, mobilita' delle persone o innovazione finanziaria, si alternano ad aspetti di carattere negativo evidenziando quanto sia difficile gestirla. La visione e' sicuramente diversa se ci si pone dal lato dei "vincitori" o dei "perdenti" della globalizzazione, sia all'interno dei singoli Paesi che fra i Paesi stessi. Ponendoci sul terreno esclusivamente economico e' indubbio che la globalizzazione ha portato all'instabilita' dei mercati valutari e finanziari ed alla disparita' nell'accesso alle risorse, con una forte richiesta di una redistribuzione di queste ultime. Occorre quindi accettare la logica di una corretta simmetria che consideri vittorie e sconfitte in un contesto nuovo che tenga conto del carattere estremamente invasivo e pervasivo del fenomeno della globalizzazione.
Al centro del dibattito economico e culturale va sicuramente posto il tema della giustizia sociale; in tale prospettiva, il tema della poverta' non si pone solo in termini economici ma occorre una visione piu' ampia ed articolata che non trascuri, oltre alla poverta' economica internazionale e al fenomeno del sottosviluppo, anche gli aspetti inerenti alla poverta' sociale e culturale. In altri termini, al centro del giudizio di valori va posta la dignita' della persona umana.
Sappiamo che il gia' difficile traguardo del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio sembra ulteriormente allontanarsi: anche se il numero delle persone che vive in condizioni di poverta' estrema continua a diminuire a livello globale, specie nei Paesi dell'Africa Sub-Sahariana, i progressi appaiono lenti e disomogenei. La percentuale di persone malnutrite che soffrono la fame e' cresciuta e si stima che nel complesso la crisi alimentare attuale spingera' in prospettiva cento milioni di nuove persone nella poverta' estrema. Il dibattito deve focalizzarsi sia sulle cause che sui rimedi di fenomeni cosi' gravi.
La circostanza che non esista neppure un concetto univoco per definire la poverta' indica quanto drammatico sia il problema: quest'ultimo non e' legato solo alla crescita esponenziale delle popolazioni ma anche alle pandemie, alla crisi alimentare e a diverse altri fattori che finiscono per sottrarre risorse per lo sviluppo.

Cooperazione allo sviluppo
L'Italia resta profondamente impegnata a fornire il suo contributo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio mediante iniziative di cooperazione, mirate a favorire lo sviluppo e la ripresa economici. Specialmente in questa difficile congiuntura finanziaria, occorre un approccio mirato ad una piu' efficace e razionale utilizzazione di tutte le risorse disponibili, sia di quelle derivanti dall'Aiuto Pubblico allo Sviluppo, sia di quelle che possano essere reperite attraverso meccanismi innovativi: in un' ottica di complementarieta', l'Aiuto Pubblico deve costituire un vero e proprio "catalizzatore" di contributi e risorse, anche provenienti dal settore privato.
Nel perseguimento di questi ambiziosi obiettivi, l'Italia intende ispirare la propria azione ad un approccio olistico. Esso dovra' mirare, da un lato, ad una maggiore coerenza delle politiche e degli strumenti di sviluppo e a risultati concreti, in linea con i parametri della "Accra Agenda for Action"; dall'altro, in linea con i principi delle Conferenza di Monterrey e di Doha, ad un ampio coinvolgimento della societa' civile e del settore privato, con una forte condivisione di strategie e sinergie.
Le priorita' italiane, Africa, lotta alla poverta' e Obiettivi del Millennio, verranno perseguite sia attraverso i canali bilaterali che nei fori internazionali, in particolare nel quadro della prossima Presidenza italiana del G8.

Africa
Un pensiero particolare non puo' non andare all'Africa, dove tuttora permangono, ed in alcuni casi si sono riaccese, gravi situazioni di conflitto. Mi riferisco in particolare alla "crisi dimenticata" della Somalia, alla Repubblica Democratica del Congo, al Darfur. Dobbiamo inoltre avere presente che in altre regioni dell'Africa la stabilita' democratica e la pace non sono state ancora acquisite.
L'Italia, anche in sede G8, del quale nel 2009 esercitera' la Presidenza, si impegna a contribuire a superare le cause di conflitto che in Africa assumono gli aspetti cruenti delle lotte inter-etniche, dell'oppressione religiosa, quest'ultima purtroppo riapparsa recentemente, dell'intollerabile impiego dei bambini soldato.
Inoltre, attraverso la cooperazione allo sviluppo, l'Italia si adopera a creare condizioni di vita migliori, lottando contro la poverta', le malattie, l'analfabetismo, con l'unica consapevolezza che fine dell'attivita' di cooperazione deve essere il rispetto della dignita' dell'uomo.

Sicurezza alimentare e lotta alle pandemie
La creazione del Partenariato Globale per l'Agricoltura e la Sicurezza alimentare costituira' uno dei temi chiave della nostra Presidenza del G8, insieme a salute, istruzione ed alle problematiche connesse con la Governance dell'acqua e con un piu' equo accesso e condivisione di questa preziosa risorsa.
Tutte queste problematiche hanno, certamente, un aspetto di carattere umanitario che si manifesta in emergenze cui bisogna far fronte nel modo piu' rapido ed efficiente. E' inoltre evidente la loro influenza sulla stabilita' politica e sociale e sulla pace. Le crisi producono dolorose situazioni di conflitto, come si e' gia' verificato in alcuni dei Paesi maggiormente colpiti dalla crisi alimentare. Anche il problema della gestione dell'acqua rappresenta spesso un delicato problema politico internazionale, che richiede la messa in opera di un regime di condivisione e di gestione di una risorsa comune.
Infine, sconfiggere le pandemie e le malattie endemiche e rafforzare i sistemi sanitari dei paesi in via di sviluppo sono due degli obiettivi fondamentali per la cooperazione italiana, fra loro strettamente connessi. Il loro raggiungimento e' una delle principali condizioni per sradicare la poverta' estrema, nelle troppe aree del mondo in cui le persistenti gravi carenze sanitarie e gli effetti delle pandemie mettono a repentaglio la sostenibilita' di qualsiasi progresso nello sviluppo. Sia sul piano bilaterale e multilaterale, sia con la convinta partecipazione ed un ruolo spesso primario in forme innovative di finanziamento per la sanita' e la lotta all'AIDS, alla tubercolosi ed alla malaria, l'Italia e' attivamente impegnata anche in questo ambito della solidarieta' internazionale per un mondo piu' giusto.
Disarmo e non proliferazione
L'importanza della relazione tra disarmo e sviluppo rilevata dal Santo Padre coincide con l'approccio dell'Italia, che ritiene fondamentale questo collegamento. Quest'anno per la prima volta l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato consensualmente una Risoluzione in cui si sottolinea la correlazione tra disarmo e sviluppo. Altri passaggi positivi hanno contraddistinto il 2008 nel campo del disarmo. Il 3 dicembre scorso ad Oslo 94 paesi, tra cui l'Italia, hanno firmato la Convenzione che proibisce la produzione e l'impiego di munizioni a grappolo. Si tratta del primo accordo di disarmo multilaterale dalla firma nel 1997 della Convenzione di Ottawa sulle mine antipersona, che riveste anche una forte valenza sul piano della cooperazione ed assistenza internazionale nel campo umanitario. Continuano ad accrescersi i consensi nei confronti di iniziative lanciate da illustri personalita' che rilanciano l'obiettivo di un mondo libero da armi nucleari con il crescente sostegno della societa' civile e dei governi. L'Italia e' impegnata a promuovere, nei fori multilaterali competenti, il disarmo nucleare e la non proliferazione, secondo quanto espressamente previsto dal Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) ed a tal fine, partecipa attivamente alla Preparazione della Conferenza di Riesame del TNP del 2010.

Tutti questi aspetti sono ben evidenziati nel messaggio del Santo Padre: qualunque sia il punto di vista sulla globalizzazione e' indubbio che occorra una "Governance" di quest'ultima che non puo' essere disgiunta dalla solidarieta' globale contro il regime di "laissez faire" che sembra oggi prevalere nella societa' intera. Occorre pensare ad un modello di globalizzazione piu' solidale che tenga conto delle diversita' culturali e che non cerchi di assimilare tutto e tutti ad un unico modello. Tra globalizzazione e lotta alla poverta' vi puo' essere sicuramente un nesso attraverso la crescita ma non per questo e' possibile generalizzare. Occorre del resto una chiara assunzione di responsabilita' da parte dei Paesi sviluppati ma che chiama in causa anche i Paesi poveri e soprattutto le istituzioni internazionali.
La Governance della globalizzazione implica che vengano drasticamente ridotti i "mali pubblici globali" come inquinamento, instabilita' finanziaria e pandemie che sono in parte il risultato della stessa globalizzazione. Con riferimento all'instabilita' finanziaria ed ai processi in corso nei mercati e' evidente che episodi specifici e talora circoscritti ad un solo Paese o ad una sola area economica si sono tradotti in una crisi globale. Considerazioni analoghe valgono per le malattie endemiche: e' spesso la poverta' che caratterizza il livello di igiene e della prevenzione pubblica in materia. La lotta per la tutela dell'ambiente, infine, puo' essere complementare alla lotta alla poverta' ed alla crescita della produzione alimentare: lo stesso concetto di sviluppo sostenibile si basa del resto sulla sostenibilita' ambientale. Come dimenticare, infine, l'accesso ad alcuni beni fondamentali, come l'acqua o le materie prime?
Di qui l'esigenza sentita dal Santo Padre della cooperazione internazionale, della ricerca di soluzioni coordinate per affrontare i problemi comuni anche se spesso la cooperazione internazionale si e' rivelata incapace di risolvere i problemi globali. Le critiche alle istituzioni internazionali e ad una cooperazione da piu' parti definita "zoppa", non ci esimono certo dalla ricerca di soluzioni eque ai vari problemi distributivi , di creazione della ricchezza e del reddito e di accesso alle risorse di base ed ai beni primari. La strategia di riforme che deve coinvolgere il vasto mondo delle organizzazioni internazionali e all'interno di esso quello delle istituzioni finanziarie non e' facile ma va fatta: occorre cambiare, superare interessi particolari, introdurre nuove regole di governo, in una parola ridisegnare i contorni stessi delle istituzioni.
L'analisi delle correlazioni esistenti fra il fenomeno della globalizzazione e la lotta alla poverta' ci riporta quindi al problema originario dell'ambiguita'-ambivalenza della globalizzazione.
Le spinte di ordine socio-economico e culturale che la globalizzazione talora genera mettono in discussione i fondamenti stessi dello Stato sociale. Oggi il livello e le disuguaglianze nella distribuzione delle risorse sono enormi e spesso intollerabili.
Da sempre la Chiesa dispone di una dottrina sociale consolidata che ci permette di vedere con chiarezza tra poverta' da un lato e sviluppo e globalizzazione dall'altro e ci aiuta quindi ad orientare la nostra azione di governo. Questa dottrina ci invita ad uscire dall'autoreferezialita' per aderire ad un concetto di giustizia solidale e cooperativa che faccia riferimento ad una visione del mondo che ha anche origini nel passato, dall'internazionalismo ai vari concetti di genere umano.”


Luogo:

Roma

8521
 Valuta questo sito