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Governo Italiano

Dettaglio comunicato

Data:

19/06/2009


Dettaglio comunicato

L’inviato Speciale per l’Afghanistan ed il Pakistan del Ministro degli Esteri Franco Frattini, Ambasciatore Attilio Massimo Iannucci, si è recato questa settimana in Pakistan per una missione incentrata in primo luogo sugli aspetti umanitari.

La missione dell’Inviato speciale italiano, la quarta dal suo insediamento, ha inteso verificare le condizioni degli sfollati dalle aree a nord del Paese interessate dagli scontri tra esercito pakistano e militanti talebani, raccolti, in condizioni di assoluta precarietà, nel campo profughi di Shah Mahmood, nei pressi di Swabi (nella parte meridionale della valle dello Swat) e informare sulle iniziative italiane di cooperazione già in cantiere.

Il Governo italiano si è già attivato per dare avvio a nuovi progetti di cooperazione allo sviluppo (nel campo della formazione professionale, del microcredito rurale e della coltivazione dell’olio d’oliva) che insisteranno proprio sulle regioni pakistane di frontiera con l’Afghanistan. Progressi si stanno registrando anche nella messa a punto dei progetti che saranno finanziati con le risorse liberate a seguito dell’accordo di conversione del debito pakistano nei confronti dell’Italia.

L’Ambasciatore Iannucci ha raccolto particolare apprezzamento da parte pakistana per i due voli umanitari inviati nei giorni scorsi dalla Cooperazione italiana, per alleviare le prime esigenze degli sfollati, come pure per gli ulteriori recenti interventi disposti dal Governo italiano attraverso le organizzazioni internazionali umanitarie del sistema ONU (UNHCR, OMS, PAM). L’impegno complessivo finora profuso dall’Italia per l’emergenza sfollati ammonta a circa 3,6 milioni di euro.

La massiccia offensiva militare lanciata dalle forze armate pakistane a fine aprile contro i talebani nella NWFP (provincia di Malakand, distretti dello Swat, Buner e Dir) ha generato l’esodo di circa 2,4 milioni di civili. Come illustrato dalle autorità pakistane, soltanto il 10% degli sfollati ha trovato riparo nei 25 campi allestiti dal Governo con l’assistenza dell’UNHCR, mentre il restante 90% è stato accolto da altre famiglie nelle aree a ridosso di quelle colpite dagli scontri. Per tale ragione si rendono necessari interventi volti non solo a garantire assistenza agli sfollati, ma anche ad aiutare le comunità che hanno accolto la grande maggioranza dei profughi e per avviare l’opera di ricostruzione e riabilitazione delle aree colpite dagli scontri.


Luogo:

Roma

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