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Governo Italiano

Dettaglio comunicato

Data:

24/09/2009


Dettaglio comunicato

Nessuna exit-strategy, soltanto parlarne sarebbe “assurdo”. Il Ministro Frattini ha assicurato che l'Italia - assieme agli alleati della Nato - rimarrà in Afghanistan. E proprio l’Afghanistan è stato l’argomento principale della cena di lavoro, ieri sera, dei Ministri degli Esteri del G8 presieduta da Frattini, e di un incontro tra i capi delle diplomazie europee e la collega americana Hillary Clinton.

Il Ministro è tornato a proporre ai colleghi una “strategia di transizione”, con date precise e obiettivi concreti da mettere “nero su bianco” in quello che ha chiamato un “nuovo, solenne contratto” con il presidente che uscirà vincitore dalla tornata elettorale afgana. Riconteggi permettendo, dovrebbe essere Hamid Garzai, ma il Ministro non ha escluso la possibilità di un governo di unità nazionale: “Una vittoria del nuovo presidente con il 50,0001 per cento richiederebbe una riflessione sull'allargamento della base di consenso del governo”, ha osservato.

La sede per stipulare questa nuova “assunzione di responsabilità” potrebbe essere il vertice dei Ministri degli Esteri dell'Alleanza atlantica e dei Paesi impegnati in Afghanistan, che si sta cercando di organizzare entro la fine dell'anno a Kabul. Una proposta che l'Italia era stata la prima ad avanzare già in agosto e attorno alla quale si sta coagulando il consenso della comunità internazionale.


Luogo:

Roma

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