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Governo Italiano

Dettaglio comunicato

Data:

10/12/2009


Dettaglio comunicato

L'aumento del contingente italiano e degli Alleati in Afghanistan "non è una finalità in sé: non può esistere una soluzione militare per la stabilizzazione" del Paese, perché "la soluzione può essere solo politica". Lo ha ribadito il Ministro Franco Frattini in un'audizione congiunta assieme al Ministro della Difesa Ignazio La Russa presso le commissioni Esteri e Difesa della Camera. Quest’ultimo ha poi confermato che "la nostra valutazione è stata di incrementare di 1.000 uomini la nostra presenza".

L'obiettivo vero della missione in Afghanistan, ha sottolineato il Ministro Frattini, è "consegnare agli afghani il destino e il controllo del loro Paese". L’Italia, ha poi puntualizzato, “è a favore del tentativo politico” di cercare la strada del dialogo con i talebani non legati ad al Qaida che rifiutino la violenza e siano pronti ad accettare la nuova costituzione afghana. Quindi, ha ribadito che l'inizio del disimpegno internazionale in Afghanistan “è fissato nel luglio 2011”, nell’ambito di una strategia “con una road map chiara, limiti temporali e obiettivi da realizzare entro quei tempi”.

Il Ministro ha annunciato quindi un "rafforzamento" dell'impegno civile italiano in Afghanistan che si protrarrà anche oltre il futuro ritiro del contingente militare e ha auspicato "una maggiore responsabilizzazione del governo afghano". Alcuni dei nuovi progetti italiani sono rappresentati da nuovi contributi al settore dell'agricoltura e un maggiore impegno di uomini della Guardia di Finanza in collaborazione con la polizia di frontiera afghana nel settore ovest del Paese, confinante con l'Iran.

L’Italia, ha ricordato poi il Ministro, è in Afghanistan anche per garantire la propria "sicurezza nazionale", perché "le infiltrazioni jihadistiche di cui troviamo tracce anche in Europa e in Italia, trovano origine" nelle regioni di confine tra Afghanistan e Pakistan.


Luogo:

Roma

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