Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio comunicato

Data:

14/12/2009


Dettaglio comunicato

Prima Commissione Mista Italia-Iraq

Intervento del Ministro Frattini

(Roma, 14 dicembre 2009)

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

Signor Ministro,

Caro Co-presidente e caro amico,

Eccellenze,

Distinti ospiti,

Signore e Signori,

non possono iniziare questo mio intervento senza prima rinnovare a Lei, Ministro Zebari, al suo Governo e al popolo iracheno il nostro cordoglio e la nostra più sentita solidarietà e vicinanza per i gravi attentati che hanno colpito Baghdad qualche giorno fa. Si tratta di atti barbari che vanno combattuti con determinazione, senza deflettere dall’obiettivo di consolidare le istituzioni e la democrazia iracheni.

Fatta questa doverosa premessa, lasciatemi dire che sono particolarmente onorato e felice di aprire quest’oggi, insieme al Ministro Zebari, la prima Riunione della Commissione Mista Italia-Iraq. Si tratta infatti di un evento di grande significato, dal momento che rappresenta il primo seguito concreto alla recente entrata in vigore del “Trattato di Amicizia, Cooperazione e Partenariato”, firmato nel 2007 dai nostri due Paesi. È questo per noi il modo migliore per consolidare e rafforzare le eccellenti relazioni esistenti tra la Repubblica Italiana e la Repubblica dell’Iraq.

Permettetemi anche di ringraziare tutti i componenti della delegazione irachena per essersi uniti oggi a noi nel comune sforzo di rendere possibile e ricca di contenuti e di risultati tangibili la Commissione Mista bilaterale. Un riconoscimento particolare va poi ai rappresentanti delle Amministrazioni ed Istituzioni italiane e della nostra imprenditoria presenti in questa sala, il cui numero e la cui articolazione costituiscono una chiara testimonianza del sincero e concreto interesse dell’Italia verso la realtà irachena.

Signore e Signori,

il dialogo politico tra Italia e Iraq si poggia già su forti e solide basi, ma riteniamo opportuno sostenerlo e svilupparlo ulteriormente. La Commissione Mista si pone proprio in quest’ottica, ed ha quindi tra i suoi obiettivi principali quello di istituzionalizzare un canale di dialogo permanente tra i nostri due Governi. Così facendo sarà possibile contemperare in modo ancor più efficace le due principali linee direttrici che hanno caratterizzato la politica estera italiana nei confronti dell’Iraq negli ultimi anni. E cioè, da un lato, il sostegno a Baghdad per raggiungere il prima possibile lo status di attore autonomo e costruttivo nella regione; e, dall’altro, lo sviluppo in chiave strutturale della partecipazione italiana alla ricostruzione istituzionale ed economica del Paese. Permettetemi quindi di soffermarmi su entrambi questi aspetti.

Il contesto regionale: tre questioni cruciali per il futuro dell’Iraq – Nella nostra visione, il nuovo Iraq ha tutte le carte in regola non solo per aspirare ad essere, sul piano interno, un Paese prospero, stabile e compiutamente democratico, ma anche per svolgere – in modo progressivo - un ruolo costruttivo sul piano regionale, offrendo un contributo alla pace e alla sicurezza dell’area, stemperandone le tensioni. Il segno di un nuovo profilo internazionale dell’Iraq lo si scorge anche - ad esempio – nel modo in cui si stanno sviluppando i rapporti tra Bagdad e l’Unione Europea, con la finalizzazione dei negoziati per un Accordo di Partenariato e Cooperazione.

Tornando però al contesto d’area, le dimensioni regionali che interessano il futuro dell’Iraq e che interagiscono con il suo destino e le sue prospettive di sviluppo sono sostanzialmente tre: (1) il processo di pace in Medio oriente; (2) i rapporti con gli altri Paesi del Golfo; (3) la questione iraniana.

(1) Processo di pace in Medio Oriente: il contributo dei paesi della regione - Per quanto riguarda il Processo di Pace, dopo un articolato dibattito svolto dall’Unione Europea che ha approvato – sul tema – un documento importante ed equilibrato, sono stato in visita nei giorni scorsi in Israele e nei territori Palestinesi. Nei vari incontri che ho avuto ho passato un messaggio forte e chiaro: è tempo di superare la fase di stallo in cui ci troviamo; di riprendere rapidamente i negoziati di pace, senza precondizioni. La scelta di Israele di congelare, sia pur parzialmente e temporaneamente, gli insediamenti va nella giusta direzione. Bisogna però continuare a sostenere con forza il Presidente Abbas e l’ANP. La pace è una responsabilità e un interesse di tutti. Bisogna lavorare tutti insieme – gli Stati Uniti, l’Europa, la Russia e i paesi della regione – per indurre le parti in causa a riprendere i negoziati diretti e per far nascere, nel giro di due anni, uno Stato palestinese che viva accanto e in sicurezza reciproca con Israele. Una pace sostenibile, deve inoltre essere “comprehensive” e regionale. Deve cioè riguardare anche i binari siriano e libanese. E anche su questi aspetti tutti i paesi dell’area, compreso l’Iraq, possono offrire un contributo prezioso nella ricerca di soluzioni adeguate e – al contempo – beneficiare degli effetti della pace.

(2) Rapporti con i Paesi del Golfo: un’opportunità da cogliere – Un’altra dimensione regionale fondamentale per lo sviluppo dell’Iraq è senza dubbio quella dei rapporti con i Paesi del Golfo. L’Italia ha aperto una nuova stagione nelle relazioni con i paesi dell’area, attribuendo loro una portata strategica. L’opportunità che ci ha spinto a compiere questo salto di qualità nasce dalla consapevolezza di appartenere tutti noi ad una regione centrale per gli equilibri internazionali: il “Mediterraneo allargato”. L’Italia persegue cioè una politica euro-mediterranea che coinvolga pienamente anche i Paesi del Golfo. Includere la “terza sponda” di quel Mare è infatti fondamentale per la stabilità dell’intera regione, per la sua integrazione economica, per svilupparvi le necessarie infrastrutture energetiche, di trasporto e di telecomunicazione.

In questa sua strategia e nei frequenti contatti ad alto livello avuti con i Paesi del Golfo l’Italia ha sempre messo in luce l’importanza di sviluppare un’attenzione prioritaria nei confronti dell’Iraq, improntata alla fiducia e alla collaborazione. In questo senso, esiste un’opera, il porto di Al Faw, che simboleggia questo potenziale triangolo di cooperazione tra Italia, Iraq e Golfo. La sua realizzazione – che avrà bisogno anche dei finanziamenti dei Paesi del Golfo - ha una rilevanza strategica poiché quel porto è destinato a diventare uno snodo cruciale del sistema dei trasporti, dell’approvvigionamento e delle esportazioni dell’Iraq, un corridoio mesopotamico parallelo al canale di Suez per i collegamenti tra il Mediterraneo e l’Oceano indiano e tra l’Asia e l’Europa. Un consorzio italiano, come noto, ha prodotto lo studio di fattibilità del porto e si accinge a firmare il contratto per la sua progettazione.

(3) La questione iraniana: una preoccupazione comune – La terza questione rilevante sul piano regionale per il futuro dell’Iraq è naturalmente la questione iraniana, sulla quale esiste una preoccupazione condivisa. E’ fondamentale che, al riguardo, tutta la comunità internazionale dia prova di coesione e credibilità. Naturalmente tutti noi continuiamo a ritenere preferibile il dialogo e l’individuazione di una soluzione negoziata con Teheran. Ma l’atteggiamento tenuto sinora dall’Iran, come segnalato dalla recente adozione della Risoluzione AIEA, obbliga ormai a considerazione tutte le opzioni. Se la politica della “mano tesa” dovesse fallire la strada non potrebbe infatti che tornare ad essere quella di nuove pressioni. In ogni caso è importante che nella gestione della “questione iraniana” vengano coinvolti tutti i Paesi interessati, a cominciare da quelli della regione.

Signore e Signori,

permettetemi adesso di passare alla seconda direttrice che ispira l’azione dell’Italia nei confronti dell’Iraq, quella – come accennavo – che concerne il nostro contributo, sotto vari aspetti, alla ricostruzione del paese.

Il contributo italiano al “capacity building” - Nei lavori della Commissione verrà posto l’accento sulle numerose iniziative di capacity building che l’Italia sta già portando avanti e che ha tutta l’intenzione di far proseguire. Il loro valore aggiunto è dimostrato anzitutto dalle richieste provenienti da parte irachena di sostenere e rafforzare l’architettura dello Stato, e che trovano la risposta migliore in iniziative quali il sostegno al dialogo di riconciliazione nazionale e la formazione dei funzionari dello Stato, dai funzionari di pubblica sicurezza, a quelli della conservazione del patrimonio artistico, agli stessi diplomatici. Proprio tra pochi minuti incontrerò insieme al Ministro Zebari quattordici diplomatici iracheni, che stanno per concludere qui a Roma un corso di formazione finanziato dal Ministero degli Affari Esteri.

L’attività che l’Arma dei Carabinieri porta avanti già da tempo nell’ambito della missione NATO NTM-I, volta ad addestrare la Polizia Federale irachena, è poi diventata una testimonianza da manuale di come le attività di capacity building giochino un ruolo centrale nel futuro del Paese e delle stesse relazioni bilaterali, anche dal punto di vista istituzionale, economico e sociale. La missione NTM-I sarebbe ulteriormente rafforzata dalla conclusione – che auspichiamo - di un accordo di cooperazione strutturata tra la NATO e l’Iraq, uno strumento che servirebbe anche a intensificare il dialogo politico e a schiudere la strada ad una cooperazione pratica in aree di comune interesse.

Ai fini della “capacity building” non va infine dimenticato il contributo che potranno dare i settori cruciali del privato, e proprio in quest’ambito si collocano utilmente le iniziative per favorire i contatti tra le due società civili.

Il partenariato economico Italia-Iraq: linea di credito e firma dell’accordo di protezione degli investimenti – Un altro elemento che dà prova della volontà italiana di porsi come partner credibile delle enormi potenzialità di sviluppo dell’Iraq è rappresentato dalla previsione di una linea di credito d’aiuto, secondo quanto stabilito dal Trattato di Amicizia.

Con il plafond fissato, sino ad un massimo di 400 milioni di Euro, ci proponiamo di agevolare, d’intesa con gli iracheni, il superamento di alcuni tra gli ostacoli che tuttora impediscono un più ampio sviluppo economico del Paese. Una prima tranche di 100 milioni di Euro è già stata destinata all’ammodernamento del settore agricolo, ma i futuri colloqui aiuteranno a chiarire quali altri settori di cooperazione potrebbero beneficiare della rimanente parte di credito, da erogarsi gradualmente, per continuare nella strada già intrapresa e guardare al futuro dei nostri rapporti in modo ancor più fattivo.

L’Iraq ed il mercato iracheno rappresentano un’opportunità che non deve essere sottovalutata, magari a causa dei problemi di stabilizzazione del Paese. Auspichiamo vivamente che dopo le elezioni, in programma per l’inizio del prossimo anno, la situazione complessiva di sicurezza sia destinata a migliorare progressivamente, ed il nostro obiettivo è comunque quello di essere sempre più presenti, anche laddove ci si continui a trovare di fronte a un contesto tale da richiedere uno sforzo straordinario in termini di predisposizioni organizzative e di prevenzione.

Il Ministro Zebari e l’articolata delegazione che lo accompagna potranno certamente meglio chiarire alla nostra imprenditoria, che tanto interesse sta manifestando verso l’Iraq, quali saranno gli scenari a breve dell’economia del Paese, quali le priorità del Governo e gli strumenti a disposizione per consentire alle società italiane di identificare validi partner locali. Quale il ruolo atteso dalle autorità locali per l’imprenditoria italiana, quali le interazioni con la programmazione della Banca Mondiale e gli orientamenti della Trade Bank of Iraq. Quali infine le possibilità di insediamento, l’accesso alle aree, le necessità specifiche (ed il profilo dei costi) per gli opportuni accorgimenti di sicurezza. Il completamento del negoziato, oggi, per l’accordo sulla protezione degli investimenti dimostra quanto il Ministro Zebari ed io stesso teniamo alla crescita dei rapporti economici.

A questo proposito, vorrei anche ricordare che l’Italia è divenuta il primo importatore dall’Iraq tra i Paesi UE, e che, anche a fronte di condizioni di sicurezza non favorevoli, l’interscambio tra Roma e Baghdad lo scorso anno ha superato i 4 miliardi di Euro. Ovviamente dietro ai dati economici vi è un forte squilibrio della bilancia commerciale a favore dell’Iraq, viste le ingenti importazioni di idrocarburi da parte nostra. Ma proprio questo dato deve rappresentare uno stimolo per entrambe le parti, al fine di sfruttare l’occasione di dialogo e sviluppo che la Commissione Mista ci offre. Anche sul piano culturale, Italia e Iraq hanno raggiunto un ottimo livello di cooperazione, basti pensare al vasto programma che abbiamo avviato per il recupero del patrimonio culturale iracheno, a cominciare dal restauro e dalla riorganizzazione dei Musei di Bagdad e Nassiria.

Caro Ministro,

gentili delegati,

distinti ospiti,

Italia e Iraq proseguono oggi con rinnovato slancio il loro cammino congiunto di cooperazione politica, economica e sociale, proteso ad affermare i valori di dialogo, di concordia, di democrazia, di rispetto dei diritti umani, di collaborazione costruttiva nella regione e negli organismi internazionali. Lo strumento della Commissione Mista, adesso e nei prossimi anni, ci aiuterà non poco ad estrarre il meglio delle potenzialità del rapporto bilaterale, facilitandolo ed orientandolo verso sempre nuovi orizzonti.

Grazie.


Luogo:

Roma

9858
 Valuta questo sito