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Governo Italiano

Gentiloni: speranze per la Libia, no a chi vuole sabotare il dialogo

Data:

17/01/2015


Gentiloni: speranze per la Libia, no a chi vuole sabotare il dialogo

“L’esito della prima tornata di colloqui a Ginevra apre nuove speranze verso la soluzione della crisi politica, di sicurezza, istituzionale ed economica in Libia. Di questo significativo sviluppo desidero ringraziare personalmente il Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite Bernardino Leon, per il suo costante impegno, cui l'Italia ha fornito ogni possibile sostegno”, ha detto il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni.

“Non ignoro le difficoltà, ma con altrettanta speranza guardo alla ripresa dei colloqui a Ginevra la settimana prossima. Auspico che tutte le parti invitate confermino la loro partecipazione, mostrando lo stesso atteggiamento costruttivo e di apertura al dialogo che ha caratterizzato le prime giornate di discussione per trovare una soluzione politica alla crisi in atto, in primo luogo attraverso la formazione di un esecutivo di unità nazionale”, ha dichiarato il titolare della Farnesina. “Non esiste una soluzione militare alla crisi e per questo, sono incoraggiato dall’annuncio di un cessate il fuoco, che auspico possa consolidarsi nelle prossime ore” ha aggiunto Gentiloni.

“L’autobomba di questa mattina contro l’Ambasciata algerina a Tripoli sottolinea l’urgenza di un’azione comune da parte dei sostenitori del dialogo, volta a frustrare le mire del terrorismo e il tentativo di sabotare l’uscita dalla crisi”, ha detto il Ministro. Ed ha aggiunto che “in un tale contesto, la situazione nel Paese richiede da parte di tutte le componenti della società libica il massimo impegno e determinazione a superare le differenze. Chi non coglierà questa importante occasione si condanna all’isolamento”.

Gentiloni ha infine ribadito che “l'Italia non farà mancare il suo sostegno a quegli attori libici che contribuiranno effettivamente all'obiettivo della formazione di un governo di unità nazionale e alla cessazione delle ostilità”.


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