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Governo Italiano

Immagini distruzione vestigia Nimrod: Giro, necessario reagire

Data:

25/04/2015


Immagini distruzione vestigia Nimrod: Giro, necessario reagire

“Le immagini della distruzione delle vestigia di Nimrod da parte di miliziani Daesh impone una reazione” dichiara il sottosegretario agli affari esteri Mario Giro. “Distruggere il passato significa odiare il futuro – prosegue Giro- per questo l'Italia ha chiesto all'UNESCO di promuovere misure concrete ed efficaci per interrompere tali devastazioni contro il patrimonio culturale mondiale ed il traffico illecito di beni artistici, provenienti soprattutto da Iraq , Siria e Libia in luoghi simbolo della storia dell'umanità”. Pochi giorni fa una risoluzione promossa dall’Italia è stata approvata per acclamazione dal Consiglio Esecutivo dell'Unesco, sottoscritta da numerosi Paesi tra i quali tutti i paesi UE e i 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Con tale iniziativa si intende sensibilizzare la Comunità internazionale sull'urgenza di arrestare tali atti criminali, diretti contro simboli della cultura, della religione, della storia e dell'identità dei popoli che in essi si riconoscono.

La risoluzione italiana chiede all'UNESCO di esplorare e proporre nuovi meccanismi normativi che siano in grado di contenere, ma soprattutto di prevenire le distruzioni del patrimonio culturale mondiale. Propone inoltre di istituire "zone culturali protette" intorno ai siti del Patrimonio mondiale minacciati. Si tratta di un primo passo che impegna la comunità internazionale ad assumere collettivamente la responsabilità della storia comune. Tale responsabilità dovrà essere presto accompagnata da misure più efficaci di protezione e di contrasto al traffico illecito –fonte di finanziamento per Daesh- da individuare nell'ambito del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In tale contesto, l'Italia ha rilanciato all'Unesco la proposta di istituire i "caschi blu della cultura", e continua a lavorare perché anche le minoranze minacciate in aree di crisi –come il caso di Aleppo o dei cristiani in Medio Oriente e degli yezidi- siano considerate patrimonio dell’umanità.


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