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Governo Italiano

UNGA. Italia-Libia: Alfano incontra il suo omologo libico

Data:

19/09/2017


UNGA. Italia-Libia: Alfano incontra il suo omologo libico

Continua l’impegno dell’Italia sul dossier Libia. Al suo secondo giorno a New York per partecipare all’apertura della 72^ Assemblea Generale delle Nazioni, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, ha incontrato il suo omologo libico Mohamed Siyala. Il colloquio ha fatto seguito alla Riunione dei ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione Europea sulla Libia del giorno precedente.

Rivolgendosi al ministro Siyala, Alfano si è rallegrato per la efficace collaborazione tra Roma e Tripoli sulla gestione dei flussi migratori. “In tema di contrasto al traffico di esseri umani l’Italia ha adottato un approccio globale, che mira a combinare virtuosamente sicurezza e sviluppo economico, in linea con il Memorandum d’Intesa tra i nostri due Governi del 2 febbraio scorso. La riduzione significativa dei flussi migratori nel corso degli ultimi due mesi è un segnale incoraggiante”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.

Al suo omologo, Alfano ha altresì ribadito le preoccupazioni umanitarie dell’Italia.

“Osserviamo con la massima attenzione la situazione all’interno dei campi di accoglienza in Libia. ONG italiane sono interessate a lavorare nel Paese nordafricano per migliorare le condizioni dei centri dove sono ospitati i migranti".

Il Ministro Siyala si è espresso positivamente rispetto alla prospettiva di un impegno delle ONG italiane nei campi libici purché esse operino in cooperazione con  le ONG ed il personale locali nel comune obiettivo di migliorare le  condizioni di trattamento dei migranti.

Al riguardo Alfano ha precisato "Sono pronto a lanciare una richiesta di offerte, necessaria per finanziare servizi e strutture nei centri”.

Infine, Alfano ha confermato il pieno sostegno dell’Italia all’opera delle Nazioni Unite in Libia, definendo “un successo” il ritorno di diverse Agenzie Onu nel Paese nordafricano. “Sia l’UNHCR sia l’OIM devono svolgere un ruolo di primo piano in Libia”, ha dichiarato il titolare della Farnesina.


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