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A Madrid Raffaella Mariniello, “La deriva del paesaggio”

Data:

15/02/2018


A Madrid Raffaella Mariniello, “La deriva del paesaggio”

L’Istituto italiano di cultura di Madrid presenta nell’ambito di Arco, Fiera internazionale d’arte contemporanea, la prima mostra personale in Spagna dell’artista Raffaela Mariniello.

La mostra “La deriva del paesaggio” si propone come una retrospettiva dell’artista e fotografa napoletana Raffaela Mariniello, includendo un folto nucleo di lavori fotografici di formato diverso e light box.

La mostra si inserisce in un dibattito di carattere internazionale sull’evoluzione del paesaggio urbano attraverso un percorso espositivo dinamico e diacronico della produzione dell’artista negli ultimi 20 anni.

Un bianco e nero fortemente evocativo è protagonista nei lavori degli anni ’90 in cui l’artista indaga principalmente le periferie metropolitane e le zone industriali, in primis quelle della sua città natale indugiando in particolare sulla nota acciaieria di Bagnoli a Napoli, cogliendo similitudini e contrasti lungo le sponde del Mediterraneo (Beirut, Tunisi, Napoli) e soffermando lo sguardo su quei luoghi marginali, interstiziali, e sui loro “ruderi contemporanei”.

Dal bianco e nero Mariniello passa, nei primi anni 2000, ad un uso ironico e coinvolgente del colore nelle opere del progetto Souvenirs d’Italie. L’attenzione volge ora ai centri urbani ed in particolare alle città più rappresentative del nostro paese, un tempo mete obbligate del Grand Tour ed oggi veloci tappe di un turismo onnivoro spesso incapace di andare oltre il simulacro di una cultura assimilabile alla merce.

In maniera disincantata l’artista focalizza l’interesse sugli elementi stranianti e al limite del kitsch che abitano le piazze dei centri storici che con la loro apparente festosità, sottolineata dai colori sgargianti e dal dinamismo dello scatto, divengono icone del turismo di massa.

Il fil rouge del viaggio, dell’attraversamento del tempo e della civiltà, trova il suo massimo sarcasmo negli scatti realizzati nel parco romagnolo dedicato all’Italia in miniatura.

La riflessione sul turismo di massa e sui cambiamenti che questo fenomeno contemporaneo comporta sul paesaggio è il soggetto anche della recente serie Capri Teorema, in cui l’artista restituisce, in una narrazione visiva personalissima, una Capri diversa da quella patinata e glamour attraversando alcune zone più segrete dell’isola, le meno battute dal turismo, zone in cui, come sempre nel lavoro dell’artista, l’uomo è solo di passaggio ma se ne leggono le tracce, nel bene e male.

L’isola diviene oggetto di un racconto alla luce lunare tracciato sul confine del passaggio stagionale. Tra paesaggi surreali e percorsi abbandonati spiccano delle incredibili still life “installazioni spontanee”, catturate lungo la marina e in percorsi campestri, micro incursioni nella realtà che sembrano tradire quell’aspetto di mito, di luogo del desiderio caro ai tanti frequentatori dell’isola azzurra.

Raffaela Mariniello (Napoli 1962) è tra le più note fotografe italiane. Nel 1991 inizia il progetto a tutt’oggi unica testimonianza storica sull’attività dell’acciaieria Bagnoli, una fabbrica esposto a Napoli, Nantes, Calais, Parigi e Milano.

La serie Souvenirs d’Italie sui centri storici delle città italiane in cui si evidenzia la trasformazione dei luoghi preda del turismo di massa è stata esposta a Villa Pignatelli |Casa della Fotografia nel 2011.

Nel 2014 dedica il un progetto al tragico incendio di Città della Scienza con il poetico e silente racconto Still in Life. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: Bibliothèque National de Paris; Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Banca Commerciale di Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fond National d’Art Contemporain, Parigi; Museo Madre, Metropolitana di Napoli; Maxxi di Roma; Collezione Cotroneo. Lavora con la galleria Studio Trisorio di Napoli.

Catalogo: il catalogo è stato prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, edito in italiano e spagnolo, contiene testi critici di Achille Bonito Oliva e Adriana Rispoli. La mostra è stata organizzata dall’Istituto italiano di cultura di Madrid in collaborazione con la galleria Studio Trisorio.


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