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Governo Italiano

Cartagine: al teatro romano la grande Opera lirica italiana

Data:

26/08/2019


Cartagine: al teatro romano la grande Opera lirica italiana

Oltre 5000 spettatori hanno assistito nel teatro romano di Cartagine al Gran gala dell’Opera lirica italiana portato in scena dell’Ente luglio musicale trapanese in chiusura della 55ma edizione del Festival Internazionale di Cartagine.

Quattro solisti di caratura internazionale hanno accompagnato il pubblico in un viaggio musicale attraverso i capolavori del melodramma italiano: il soprano Francesca Sassu, il mezzo soprano Valeria Tornatore, il tenore Rosario La Spina e il baritono Giuseppe Garra hanno emozionato e appassionato il pubblico con il contributo dell’orchestra diretta dal maestro Andrea Certa e dal Coro guidato dal maestro Fabio Modica.

In una notte dedicata alle storie e alle sonorità della lirica sono state presentate le arie e i cori dal Nabucco al Trovatore, da Pagliacci a Cavalleria Rusticana, da Manon Lescaut a Rigoletto, da Norma a Turandot, a  La Traviata, tutti i capolavori che hanno diffuso nel mondo  la cultura musicale italiana. Si tratta di un evento inserito nell'ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera «Medithéâtres Grande musique dans les anciens théâtres mediterranéens». Medithéâtres,  acronimo di Med(iterraneo), IT(Italia e Tunisia) e Théâtres, vuole  creare un polo d'eccellenza nell'ambito della musica lirica e sinfonica dell'intero  Mediterraneo a partire dai siti di interesse storico in Sicilia e in Tunisia. 

Il progetto vede tra i partner istituzionali, l'Ambasciata d'Italia e l'Istituto Italiano di Cultura a Tunisi, il MiBAC, che sono anche promotori della rassegna "La Settimana dell'Opera Italiana in Tunisia",  collegata con il progetto Medithéâtres.

“Abbiamo promosso la cultura italiana con l’Opera italiana che ne è la sua espressione emblematica, la sua quintessenza – ha detto a fine concerto l’Ambasciatore d’Italia Lorenzo Fanara -  abbiamo voluto far prevalere l’armonia della musica alla disarmonia delle spaccature e fratture che ancora dividono il Mediterraneo”.


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