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Governo Italiano

Giordania, inaugurazione della diga di Al Lajjoun

Data:

12/03/2018


Giordania, inaugurazione della diga di Al Lajjoun

È stata inaugurata, alla presenza del Ministro giordano dell’Acqua e dell’irrigazione Ali Al- Ghezawi e dell’Ambasciatore Italiano in Giordania Giovanni Brauzzi, la diga di Al Lajjoun nel governatorato di Kerak, al sud della Giordania. Il progetto ha l’obiettivo di sfruttare e le risorse idriche a beneficio delle attività agricole e di allevamento nell’area di Kerak. La portata della diga è 1 milione di metri cubi; l’altezza del manufatto è di 27,7 metri.

Il progetto si colloca nell’ambito dell’impegno dell’Italia a sostenere gli sforzi della Giordania per migliorare la situazione idrico-sanitaria del Paese ed è stato finanziato nel quadro dell’Accordo per la conversione del debito (debt swap) dal valore di 16 milioni di euro firmato dai due Governi il 22 maggio 2011. L’accordo punta a favorire il trasferimento di competenze e tecnologie in settori-chiave come quelli della gestione delle acque e della salute pubblica.

In questo contesto, il 14 marzo 2016 il comitato di gestione congiunto del programma di Conversione del Debito ha approvato il finanziamento di due progetti: quello per la Diga di Al Lajjoun, nel Governatorato di Kerak, di un valore complessivo di 6,2 milioni di dinari giordani (corrispondenti a circa 7,2 milioni di euro), e il secondo consistente nell’utilizzo di residui fondi per circa 7,5 milioni di dinari giordani (corrispondenti a circa 8,7 milioni di euro), per cofinanziare l’ampliamento di una diga esistente ad Al Waleh, nel Governatorato di Madaba, da 9 a 25 milioni di metri cubi d’acqua.

Con la conclusione di questi progetti si pongono le premesse per una seconda fase del programma, volta a dare seguito agli impegni assunti dall’Italia alla Conferenza dei Donatori di Londra del 4 febbraio 2016, che prevedono anche 50 milioni di euro da impegnare per ulteriori programmi di conversione del debito da negoziare a livello bilaterale tra Italia, da una parte, e Giordania e Libano dall’altra.


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