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Governo Italiano

Audizione del Sottosegretario Giro sulla promozione della cultura e della lingua italiana

Data:

17/12/2013


Audizione del Sottosegretario Giro sulla promozione della cultura e della lingua italiana

L’Italia è una grande potenza culturale troppo spesso inconsapevole. La nostra lingua e la nostra cultura costituiscono un potente strumento di attrazione, dialogo e diplomazia culturale. Ogni anno la lingua italiana è la quarta o quinta più studiata nel mondo, sebbene sia al 19mo per numero di persone che la parlano.

La Settimana della Lingua italiana nel Mondo, evento arrivato alla tredicesima edizione, mira ad aggregare intorno ad Ambasciate, Istituti Italiani di Cultura e Consolati differenti iniziative orientate verso un progetto comune, quest’anno era dedicata all’ “l’Italia dei saperi: ricerca, scoperta e innovazione”.

Secondo dati parziali, sono state realizzate più di 1200 iniziative in oltre 94 sedi nel corso delle quali è stata valorizzata l’azione dei molti soggetti che promuovono l’insegnamento della lingua italiana all’estero con l’obiettivo di creare necessarie sinergie, a fronte di contributi pubblici più che dimezzati dal 2008.

Grazie all’azione delle sedi diplomatiche e consolari, degli Istituti Italiani di Cultura, degli Enti gestori, delle Istituzioni scolastiche italiane all’estero, delle sezioni italiane presso scuole straniere e scuole europee, dei Comitati della Dante Alighieri, delle Università per stranieri, dei lettori di lingua, delle comunità di italo-discendenti e dei consorzi universitari per l’apprendimento on-line, la nostra lingua è un patrimonio e un valore di cui occorre essere pienamente consapevoli.

Lo studio della lingua italiana coinvolge ogni anno circa 600.000 studenti stranieri. A questo dato devono aggiungersi gli studenti raggiunti attraverso accordi di cooperazione culturale che garantiscono l’offerta dell’italiano all’interno dei sistemi scolastici locali: ad esempio, in Tunisia l’italiano è insegnato come lingua opzionale in 400 scuole e in Cina in 36 atenei; l’accordo con l’Albania prevede che per il 2019 il 10% degli studenti di lingue straniere studi l’italiano; la nostra lingua è insegnata in 60 istituti in Russia.

Gli italo-discenti ogni anno sono molti di più perché prosperano scuole di lingua private non censite e perché l’italiano si impara attraverso programmi televisivi o il cinema. E’ il caso dell’Africa sub-sahariana,dove accanto al migliaio scarso di studenti censiti dagli Istituti, si stima attorno ad 11.000 il numero di quanti nella regione studiano l’italiano.

La domanda di italiano resta costante anche in una fase di crisi ed è in espansione in molte aree del mondo emergente. Se nel 2012 si è registrata una contrazione complessiva degli studenti di lingua italiana presso gli Istituti Italiani di cultura dello 0,6%, la riduzione si è concentrata soprattutto in Europa; la domanda resta in crescita in tutto il continente Americano e in Asia, con una media di oltre il 6%. Negli Stati Uniti l’iscrizione ai corsi di italiano offerti dai privati aumenta del 15-20% all’anno.

E’ necessario guardare alla domanda per delineare una politica di promozione linguistica.

- Complessivamente si studia l’italiano sempre più per amore della cultura, per avvicinarsi a quella che Thomas Mann chiama “la lingua degli angeli”. Questi italo discenti alimentano i flussi turistici.

- Al secondo posto, l’italiano è appreso per cogliere occasioni di studio, mettendo in evidenza come il nostro Paese possa essere destinazione di giovani talenti, soprattutto provenienti dall’Area mediorientale.

Ho chiesto che per la primavera prossima sia disponibile un rapporto che analizzi nel dettaglio gli aspetti dell’insegnamento della lingua italiana all’estero e che interpreti le tendenze in atto, sia positive che negative.

Ne traggo due considerazioni in prospettiva:

- La nostra lingua è un patrimonio che vanta un capitale poco intaccato dalla crisi economica, dalla riduzione dei bilanci e dalla particolare fase che sta vivendo il Paese. L’italiano all’estero contamina, evolve e avanza perché seduce anche senza un’azione unitaria e con scarse risorse.

- Esiste ancora un potenziale legato alla lingua italiana che potrebbe generare ritorni d’influenza, reputazione, ital-simpatia, turismo e investimenti, attraverso una strategia e una didattica più unitarie e risorse mirate.

Come ho accennato in apertura, in questa fase è importante esplorare tutte le potenzialità legate alla lingua italiana e alla sua diffusione. Dobbiamo far emergere il gruppo di italo-discenti e italofoni, Ambasciatori-amici dell’Italia, che spesso occupano anche posizioni importanti in differenti settori nel mondo, dalla moda agli affari alla politica.

Da anni si parla dell’opportunità di costituire la comunità dell’italofonia, sull’esempio della francofonia, ma prima di ogni istituzionalizzazione è importante ritrovare il senso e la passione per la scelta e per l’esperienza linguistica. La comunità dell’italofonia esiste già. E’ sufficiente riconoscerla, richiamarla e radunarla, andando a cercare nei registri didattici degli attori che promuovono la lingua italiana all’estero.

Perciò il Ministero degli Esteri organizzerà il prossimo 29 gennaio un incontro dalla forte valenza comunicativa sullo stato e importanza della diffusione della lingua italiana, con l’obiettivo di dare testimonianza diretta al grande pubblico sul livello di diffusione ed apprezzamento dell’italiano nel mondo, come strumento di cultura e di innovazione. Si racconteranno agli italiani le testimonianze di italofoni importanti – gli ambasciatori dell’italiano. Invito tutti i presenti a partecipare all’incontro, in occasione del quale lanceremo “l’associazione degli ex-studenti d’italiano”, ossia una rete di personalità influenti amiche dell’Italia grazie alla cultura. Dall’incontro del 29 gennaio si avvia il percorso di preparazione per convocare entro la fine del 2014 gli “Stati generali della lingua italiana all’estero” rivolti agli italo-parlanti. Si tratterà di un iniziativa che dovrà essere partecipata dai molti attori che insegnano la lingua italiana e che vorremmo concludere con la produzione di una sorta “libro bianco” sulle politiche e sulle misure per rafforzare gli strumenti di promozione e diffusione della lingua italiana nel mondo.

Ci sono ritorni economici evidenti per il nostro Paese, a fronte di costi contenuti. Il documento strategico del Governo “Destinazione Italia” considera la reputazione del Paese come una variabile cruciale per attrarre investimenti.

La promozione culturale e la lingua italiana attirano turisti e studenti stranieri in Italia. La richiesta di visti turistici in Italia è passata da 1.000.000 circa nel 2010 a 1.300.000 nel 2012. Gli studenti extracomunitari in Italia sono circa 60mila l’anno, in maggioranza statunitensi. Questi ultimi soggiornano in Italia almeno 100 giorni con una spesa complessiva in Italia di circa 645 milioni di euro, escludendo l’indotto delle visite di parenti e amici, stimato intorno ai 3,6 per studente.

I risultati conseguiti dal sistema di promozione dell’italiano sono ancora più interessanti se si pensa agli investimenti di altri Paesi europei:

- L’Institut français ha 160 sedi, con 11.000 dipendenti, dei quali solo 800 distaccati dalla Francia. Le risorse a disposizione sono 760 milioni di euro di cui 135 milioni per spese di gestione e personale e 625 milioni per azioni di promozione. Il tasso di autofinanziamento della rete è attorno al 50%. La rete degli istituti riesce ad attrarre circa 300.00 studenti,escludendo il sistema delle Alliances Françaises.

- Il British Council dispone di 826 milioni di euro annui in finanziamento pubblico. E’ presente in 110 paesi con 7.000 dipendenti. Nel caso inglese, il finanziamento pubblico copre solo il 28% del fabbisogno della rete; il resto si regge su corsi e sponsorizzazioni.

- Il Goethe Institut ha 156 sedi in 93 paesi con 3.000 dipendenti di cui solo 250 distaccati dalla Germania. Gli istituti ricevono complessivamente 218 milioni di contributi statali e 103 milioni da sponsorizzazioni.

- L’Istituto Cervantes è attivo in 150 paesi con 1.100 dipendenti e con un bilancio di 97 milioni di euro, di cui 80 milioni di contributi pubblici.

La rete della promozione della lingua e cultura italiana all’estero, che comprende i 90 Istituti Italiani di Cultura, le oltre 140 istituzioni scolastiche italiane all’estero, i 146 enti gestori, i 176 lettori di ruolo e i 146 lettori a contratto locale, copre 250 città al mondo con un costo medio per città di appena 42 mila euro. A queste si aggiungono le 399 sedi della Società Dante Alighieri sparse in altrettante città del mondo.

Si raggiunge un totale di circa 600.000 studenti così ripartiti:

- circa 85.000 studenti frequentano i corsi dei lettori di ruolo e locali;

- circa 70.000 studenti sono iscritti ai corsi presso gli Istituti italiani di cultura;

- circa 30.000 studenti, di cui il 76% stranieri, frequentano le nostre

istituzioni scolastiche all’estero;

- oltre 116.000 studenti seguono i corsi di italiano organizzati dai Comitati della Dante Alighieri;

- 300.000 studenti frequentano i corsi organizzati attraverso gli Enti gestori ai sensi del D.Lgs. 297/94.

Inizio da quest’ultimo aspetto, i corsi di lingua italiana a favore delle nostre collettività all’estero. Avviati inizialmente per mantenere vivo il legame con la lingua di origine, sono diventati negli anni uno strumento fondamentale nella strategia generale di diffusione dell’italiano grazie alla loro capillare presenza nelle scuole locali. La presenza diffusa di questi corsi ha reso possibile la formazione di un ampio bacino di utenza grazie al quale si sono potuti raggiungere stadi avanzati di competenza della lingua con incrementi del numero di studenti a livello liceale e universitario. Essi raggiungono ormai - come detto - un bacino di quasi 300.000 studenti.

E’ continuata l’azione volta a sostenere in modo particolare i corsi di lingua e cultura italiana integrati, a vario titolo, nel sistema scolastico locale. A tale tipologia è stata infatti data priorità ritenendo che, tra le iniziative previste dal D.Lgs. 297/94 (corsi di lingua e cultura per studenti della fascia scolastica, per adulti e di sostegno), fosse quella meglio rispondente alla complessiva azione all’estero del nostro Paese.

Negli ultimi anni, si è scelto di passare dalla loro diretta organizzazione all’affidamento esterno per avere una più duttile capacità di azione con oneri nel complesso ridotti. La vigilanza sui corsi è affidata – sotto la responsabilità complessiva dell’autorità consolare – al Dirigente scolastico territorialmente competente.

In coincidenza con la sensibile contrazione dello stanziamento intervenuto negli ultimi anni (da oltre 26 Mil. euro del 2008 a circa 10.1 Mil. del 2013) è stata promossa un’intensa opera di razionalizzazione delle iniziative: il numero degli Enti Gestori si è così ridotto dai 279 del 2008 ai 146 del 2013.

Tornando agli Istituti Italiani di cultura, gli 89 Istituti (sono 90, ma quello di Baghdad non ha attività in corso) presenti in 60 paesi ricevono 12 milioni di euro dal bilancio dello Stato (ne riceveranno 11 milioni nel 2014), ma generano circa 17 milioni, essenzialmente grazie ai corsi di lingua.

Il tasso di autofinanziamento medio degli Istituti Italiani di Cultura è di circa il 51%, come per l’Institut Français.

Ogni euro pubblico investito negli Istituti italiani di cultura ne genera 1,8 in Asia/Oceania e 2,32 in America latina, aree geografiche dove si registra più profitto: a Lima ogni euro attribuito all’Istituto ne genera 10; a Rio 5 euro; a Istanbul 3,3 e a Beirut 2 euro. Organizzare corsi di lingua italiana permette agli Istituti di generare risorse e finanziarsi.

Non in tutti i Paesi questo è possibile per la presenza di molti soggetti privati che la insegnano o per limiti della normativa. In Europa la rete ha una minore capacità di finanziamento autonomo, perché vi sono molti soggetti privati che insegnano l’italiano e gli studenti hanno a disposizione più veicoli di apprendimento.

Gli Istituti italiani di cultura sono suddivisi il 40% nell’UE, il 9% in Nord America, il 12% in America Latina, il 12% nell’Europa extra UE, il 3% in Africa, l’11% nel Mediterraneo e Medio Oriente, il 2% in Oceania e l’11% in Asia”. Il 40% degli stanziamenti per gli IIC è destinato all’Area europea, solo l’11% e il 13% vanno, rispettivamente, all’America Latina e all’Asia/Oceania. Si crea un chiaro disallineamento tra aree di crescita della domanda di lingua italiana, essenzialmente America Latina, Asia e Golfo persico e presenza storica degli Istituti.

La concentrazione eurocentrica si riflette anche nella presenza del personale che ammonta a circa 438 unità, 196 delle quali sono allocate in Europa, 48 in paesi europei non UE, 72 in nord America, 27 in America latina, 40 nella regione Mediterraneo e Medio Oriente, 10 in Africa, 11 in Oceania e 34 in Asia.

I 146 Enti Gestori che insegnano l’italiano agli italo-discendenti si trovano per la maggior parte in Europa (49%) e America Latina (39%).

Organizzano corsi di lingua italiana per 282 mila studenti, per il 64% in America Latina e il 14% in Europa.

I 247 lettorati di lingua italiana presenti nel mondo nel 2011-2012 erano ripartiti come segue: il 43% in Europa, 11% nei paesi europei non UE, 17% in America, 11% nel Mediterraneo e Medio Oriente, il 3% in Africa e 15% in Asia e Oceania.

Il bilancio complessivo per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero è passato da 195 milioni di euro nel 2008 a 152 milioni di euro nel 2013. La riduzione si registra anche sugli organici: gli addetti per la promozione culturale sono 140 funzionari su una pianta organica di 184, e 11 dirigenti. Nel 2008 c’erano 194 funzionari addetti alla promozione culturale e 11 dirigenti. Nel 2014, la promozione della lingua e cultura italiana all’estero subirà una riduzione di circa 6 milioni di euro.

La rete degli Istituti Italiani di Cultura è tra i maggiori punti di forza della Farnesina. Una rete ampia, che è tuttavia diventata troppo estesa rispetto alle risorse, umane e finanziarie, oggi disponibili. La sua distribuzione geografica risente di una visione in parte superata, concentrata com’è sull’Europa, e richiede un aggiornamento.

Di qui l’esigenza di avviare un processo di parziale rimodulazione della rete degli Istituti Italiani di Cultura, parallelamente a quello condotto sulla rete diplomatico-consolare, che tenga conto delle altre presenze italiane – istituzionali e non – che all’estero operano, a vario titolo, nel settore della promozione culturale. Un processo dettato certo da fattori obiettivi (scarsità di risorse finanziarie e contrazione degli organici), ma che serve anche – e voglio sottolinearlo – ad avviare il necessario spostamento della nostra presenza culturale all’estero verso le aree emergenti con più forte crescita economica

Come è noto, nell’ambito di un più ampio piano di ri-orientamento della rete estera del MAE, richiesta dalla spending review, è stata avviata una riflessione che riduce anche la presenza degli Istituti di Cultura. Puntiamo a mirate e ponderate chiusure e ad aprire, al contempo, nuove sedi in aree prioritarie: penso in primo luogo all’Asia e ai Paesi del Golfo. La presenza degli IIC verrà comunque mantenuta in un numero costante di Paesi: 60.

Questa azione sarà affiancata da iniziative rivolte a rendere maggiormente flessibile il sistema attuale ed a garantire de facto un espansione della presenza della rete di promozione della cultura e lingua in più paesi.

In tale senso vanno le recenti modifiche alla Legge 401/1990, apportate dal DL sulla razionalizzazione della Pubblica Amministrazione, convertito in legge a fine ottobre, che consentiranno ad un Istituto di Cultura di essere accreditato - e quindi di operare - in più Paesi, così come di inviare personale dell’Area della Promozione Culturale anche presso Ambasciate e Consolati di Paesi nei quali non sono presenti Istituti di Cultura, permettendo di ricollocare il personale presente negli istituti in chiusura. Per consentire di massimizzare questa flessibilità sarebbe opportuno un aumento dell’organico dell’Area della promozione culturale di almeno una decina di unità rispetto al contingente attuale.

Tale maggiore flessibilità passa anche attraverso un rafforzato raccordo con gli altri attori attivi nella promozione della cultura e della lingua italiana nel mondo. Con la Dante Alighieri, in particolare, il Ministero degli Esteri lavora in stretto coordinamento, come confermato dal recente adeguamento dello Statuto dell’Ente per consentire una maggiore sinergia con la rete diplomatico-consolare. Il dialogo costante tra MAE e Dante Alighieri si rivela particolarmente utile nei Paesi più grandi, dove è più difficile assicurare una presenza capillare in zone lontane dalla Capitale, e nelle sedi dove non è presente l’Istituto di Cultura.

Attraverso questa maggiore flessibilità, la promozione della lingua e cultura italiana all’estero ha la possibilità di ampliare la propria area di intervento anche in un periodo di spending review come quello attuale.

La promozione della lingua e cultura italiana passa anche attraverso le scuole italiane all’estero. Mi piace ricordare qui alcuni recenti riconoscimenti ricevuti dal sistema scolastico all’estero. Lo scorso 23 settembre alcune nostre scuole statali all’estero hanno partecipato per la prima volta alla Cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico tenutasi al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato. Nel mese di aprile scorso si sono svolte a Firenze le finali delle Olimpiadi di Italiano promosse dal MIUR in collaborazione con l’Accademia della Crusca, l’Associazione per la storia della lingua italiana, il Comune di Firenze e con il fondamentale sostegno del Ministero degli Affari Esteri. Grazie alla collaborazione con il MIUR è stato possibile investire nella formazione e nell’aggiornamento del personale in servizio presso la rete scolastica estendendo loro il progetto di formazione a distanza INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa).

Come sapete bene, la revisione della spesa (art. 14, comma 11, b del Decreto Legge 95/12 convertito in L. 135/12,) ha stabilito un nuovo limite massimo di 624 unità per il contingente del personale scolastico all’estero (rispetto alle 1024 esistenti al momento dell’approvazione del Decreto Legge) inserendo un meccanismo di riduzione automatica:impossibilità di sostituire il personale che termina il proprio mandato all’estero con altro di nuova nomina inviato dall’Italia fino a che non venga realizzata la prevista riduzione di 400 unità.

Per l’anno scolastico 2012-2013 tale riduzione è stata pari a 134 unità, mentre per l’anno scolastico 2013-2014 è stata di 57 unità.

Questo automatismo dei tagli ha fatto registrare importanti criticità: 1) mancanza di alcuni profili professionali di docenza, che potrebbero pregiudicare l'avvio degli anni scolastici; 2) drastica riduzione dei Dirigenti Scolastici, cui sono demandati il monitoraggio delle iniziative scolastiche all'estero, il controllo dei contributi erogati agli Enti gestori e la gestione delle scuole statali, tanto che alcuni paesi sono completamente scoperti; 3) inosservanza di impegni internazionali in relazione a scuole straniere ed internazionali, anche a fronte di una contestuale diminuzione dei finanziamenti a disposizione per potere erogare contributi e sopperire al mancato invio di docenti; 4) drastico calo del numero dei lettori all’estero (attualmente 176 rispetto a 247 dell’anno scolastico 2011/2012); a questo va aggiunto che, sulla base della normativa vigente, su 833 unità di personale, 221 sono destinate alle 8 scuole statali.

Questo è il perimetro normativo entro cui dobbiamo operare. Da parte nostra siamo pronti a dar seguito all’ordine del giorno, approvato recentemente dal Senato, in materia di istituzioni scolastiche ed educative all'estero. Nell’immediato, per attenuare - almeno nei suoi effetti più gravi – tali criticità, sarà di fondamentale importanza l’applicazione dell’art. 9 del DL 101 del 31 agosto 2013 (“Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”), convertito in Legge 30 ottobre 2013, n. 125, che mira a superare le rigidità più evidenti e prevede la possibilità di invio, in casi eccezionali, di docenti e dirigenti all’estero. D’intesa con il MIUR e con il MEF si sta procedendo all’individuazione di un limitato numero di posti da ricoprirsi con personale di ruolo dall’Italia.

Un breve cenno agli altri strumenti a nostra disposizione per promuovere la lingua e la cultura.

- Nel campo dell’editoria, continua la collaborazione con l’AIE (Associazione Italiana Editori) per ampliare la diffusione del libro italiano sul mercato internazionale (fiere del libro e altre manifestazioni), per incentivare la traduzione di opere italiane in lingue straniere e per stimolare la presenza all’estero della nostra industria editoriale. Accanto a questo è necessario incrementare le risorse destinate al doppiaggio di produzioni-video italiane per favorirne la diffusione.

Come per gli altri contributi assegnati dal Ministero, anche per le iniziative di promozione culturale all’Estero è necessario muoversi verso un sistema più competitivo e trasparente che riprenda almeno in parte alcuni aspetti dei bandi europei.

- Per quanto attiene alla cooperazione interuniversitaria, il programma di offerta di borse di studio coinvolge studenti provenienti da un centinaio di Paesi: per l’anno accademico 2012/13 ne hanno beneficiato quasi 900 candidati (853 più alcune altre decine di vincitori iscritti a programmi che hanno calendari variabili), per un impegno totale di spesa di circa 3.000.000 €.

In confronto all’anno precedente si è registrato un consistente aumento del numero di borsisti (circa il 20%) grazie a una diversa ripartizione delle mensilità e ad una selezione dei candidati più mirata e rivolta a programmi di studio di più breve durata. Anche in questo settore stiamo attuando un ri-orientamento geografico: ridurre al minimo le borse di studio per studenti europei in Italia che possano disporre di altre fonti di finanziamento e aumentare invece il numero per gli extra europei. Il programma di borse di studio continua ad essere uno strumento importante per la diffusione della lingua e resta prioritario sia per la formazione permanente di insegnanti stranieri di italiano che operano nel loro paese d’origine, sia per tutti coloro –ricercatori e studenti – che fanno della lingua italiana veicolo o materia di ricerca.

Una rete di italofoni si ritrova in molte delle iniziative avviate nel settore scientifico e tecnologico: il Ministero degli Affari Esteri si pone quale facilitatore nel processo di internazionalizzazione del sistema della ricerca e dell’innovazione italiano. Ciò attraverso un’azione coordinata con MIUR, MISE, con le nostre Rappresentanze all’estero e in particolare attraverso la Rete degli Addetti scientifici e degli Addetti per le questioni spaziali. La riunione degli Addetti Scientifici del 18-19 luglio scorso alla Farnesina, cui hanno partecipato i principali Centri di ricerca, Distretti Tecnologici, start-up e spin-off universitari, ha consentito di delineare una strategia condivisa in questa direzione.

E’ stata recentemente siglata una Convenzione Operativa fra il Ministero e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Attraverso tale accordo verrà rafforzata la collaborazione con il CNR per definire insieme le linee d’azione sui Paesi terzi e per agevolare la partecipazione di enti e istituti di ricerca a bandi internazionali, in particolare quelli finanziati dall’Unione Europea. Estenderemo tale modello ad altri grandi Enti di ricerca.

Stiamo anche lavorando per sviluppare strumenti informatici volti a favorire un raccordo più stretto tra gli scienziati italiani all’estero tra loro e con le Istituzioni. Un primo esempio in tal senso è rappresentato dalla Piattaforma informatica “Innovitalia.net”, che è in fase di attuazione. E’ allo studio la possibilità di farla interagire con il nuovo Portale del MIUR “ResearchItaly”.

Un altro strumento a sostegno del processo di internazionalizzazione del nostro sistema della ricerca gestito dal Ministero degli Affari Esteri è la conclusione di Protocolli Esecutivi di cooperazione scientifica e tecnologica (P.E.), nell’ambito dei quali vengono assegnati cofinanziamenti annuali a progetti di “grande rilevanza” e progetti di “mobilità dei ricercatori”.

Vorrei ricordare anche la funzione delle missioni archeologiche che hanno come obiettivo la valorizzazione del patrimonio culturale dei Paesi partner e il rafforzamento dello sviluppo turistico e socio-economico dei siti. Ad oggi diamo contributi in favore di 173 missioni.

La rete di promozione della lingua e cultura italiana all’estero potrà realizzare meglio il suo potenziale, grazie ad un miglior raccordo tra i vari attori, Istituti di cultura, insegnanti all’estero e Enti gestori. L’indagine conoscitiva avviata in Senato e il vostro Comitato potranno portare ad una revisione in senso unitario della disciplina della promozione della lingua italiana all’estero, in una sorta di testo unico.

Nel frattempo sarà possibile garantire al sistema la sinergia e maggiore coordinamento attraverso l’elaborazione di una strategia unitaria,operativa, pluriennale della promozione della lingua e cultura italiana all’estero. Si tratta di elaborare una politica e orientamenti strategici per la presenza linguistica da articolarsi su più anni, individuando messaggi e momenti unificanti tematici e geografici in modo che i diversi attori possano dare il loro contributo, non frustrando l’autonomia di nessuno. Sono buone pratiche la tradizionale “Settimana della lingua italiana all’estero” a ottobre e l’“Anno della Cultura”.

Fra le intese concluse dal Ministero degli Affari Esteri per promuovere la lingua italiana all’estero, esaltando la sussidiarietà dei molti attori presenti, vi è oggi anche una Convenzione con ICoN, Italian Culture on the Net, per la diffusione di lauree e corsi a distanza, settore cui prestiamo oggi forte attenzione.

La sottoscrizione della Convenzione con la Società Dante Alighieri ha propiziato una accresciuta collaborazione in tutti i settori, da quello linguistico a quello culturale, di concerto con la nostra rete all’estero, soprattutto in quelle aree dove non siamo presenti con un Istituto di Cultura.

E’ infine in fase di consolidamento il nuovo sistema unificato di certificazione dell’italiano come lingua straniera - CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità), con cui è stato sottoscritta una Convenzione dal Ministero, che all’estero renderà la nostra offerta linguistica più visibile ed efficace.

La molteplicità di attori coinvolti nella diffusione della lingua italiana all’estero è una ricchezza se si evitano competizioni e si favorisce il dialogo e la collaborazione.

Purtroppo la spending review ha fatto venir meno la Commissione per la promozione della lingua italiana. Si sta lavorando per individuare idonei meccanismi che permettano l’incontro per i diversi attori che intervengono nel settore, atto a sviluppare una programmazione pluriennale condivisa.

E’ importante che, anche con l’azione del Parlamento, si possa ritrovare questo luogo più aperto di condivisione strategica.

Per la strategia relativa alla promozione linguistica e culturale del futuro, immagino un documento complessivo pluriennale nei messaggi, che unisca i vari aspetti della promozione culturale, dalla lingua alla cooperazione scientifica, articolato per temi ed aree geografiche, che includa le buone pratiche locali da riporre e replicare.

In passato le “Conferenze annuali dei Direttori degli Istituti di Cultura” potevano fornire l’occasione di una riflessione complessiva e non focalizzata su aree specifiche. Per ristrettezze di bilancio l’incontro a Roma è stato sostituito da incontri regionali, che in futuro dovranno produrre indirizzi specifici di area. Non vi nascondo che sarei felice di ripetere la riunione unitaria dei Direttori degli Istituti per elaborare una strategia pluriennale: mi auguro di realizzarla attraverso una sana sinergia con attori privati o utilizzando al meglio i contributi di tutti gli attori che interverranno agli Stati Generali.

Come negli anni precedenti, nel 2013 è stata inoltre individuata un’area verso cui concentrare uno speciale impegno organizzativo, costituita quest’anno dagli Stati Uniti - Paese a cui è stato dedicato un programma di eventi particolarmente articolato, con l’intento di rilanciare e rafforzare ulteriormente i rapporti bilaterali e di dare nuova visibilità all’importante tradizionale presenza italiana nel Paese. L’“Anno della cultura italiana negli Stati Uniti” ha rappresentato una formidabile vetrina per il Sistema Italia sia nella sua componente culturale sia in quella produttiva, raccontando l’Italia del presente con le sue eccellenze e le sue potenzialità, e insieme rinnovando l’attenzione del pubblico americano per le testimonianze della nostra storia. Un’attenzione particolare è stata inoltre rivolta alle nuove generazioni con una serie di eventi focalizzati su giovani talenti.

Il 2013 è stato anche l’anno delle celebrazioni dell’ “Anno della cultura italiana in Ungheria e della cultura ungherese in Italia” e dell’“Anno della Cultura italiana in Giappone”.

Il 2014 sarà l’Anno della Cultura Italia – Israele. Nello stesso anno avvieremo la preparazione dell’anno della Cultura Italia-America Latina 2015, che avrà un’anteprima già durante il mondiale del prossimo anno ma che sarà inaugurato in Messico all’inizio del 2015. Sarà un “anno della cultura incrociato”, con eventi nei singoli paesi latinoamericani e in Italia. Il titolo iniziale, ancora in fase di elaborazione, è “Viaggi, scoperte e storie”. In America Latina pensiamo di realizzare iniziative itineranti nei singoli Paesi, della durata ciascuna di due settimane, che attraverseranno l’intera regione nel corso dell’anno solare. I temi saranno il più possibile legati all’Expò. Quale trait d'union tra le diverse iniziative, si metteranno in evidenza personaggi che ci legano con il continente come Garibaldi, Calvino e Ungaretti; si manterrà l’attenzione sui giovani talenti e si favorirà in particolare la diffusione della filmografia italiana nel subcontinente d’intesa con il MiBAC. L’anno della cultura Italia America Latina sarà un’occasione di coordinamento e sinergia, coinvolgendo già dalla programmazione altri attori, soprattutto il MiBAC e anche i territori italiani.

Per quanto riguarda la parte italiana del programma, questa sarà definita d’intesa con l’IILA e con le Ambasciate in Italia dei Paesi della Regione Latino americana. La VII Conferenza Italia - America Latina e Caraibi 2015 e il Forum Unesco delle culture e industrie creative che avrà luogo a Firenze nel 2014 saranno due momenti italiani importanti dell’anno della cultura.


Luogo:

Roma

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