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Governo Italiano

Intervento

Data:

19/01/2007


Intervento

“Dedico questo pensiero ai bambini che sono rimasti per sempre in quella scuola, vittime di quegli stupidi kamikaze che si sono fatti saltare in aria”.

Questa frase scritta da Nicolò, alunno di una scuola di Pisa in ricordo dei bambini uccisi a Beslan, evidenzia il fossato che separa la stupidità di tanti adulti, protagonisti o sostenitori di guerre e terrorismo, dalla semplicità profonda dei bambini, vittime innocenti di una barbarie che sembra non avere mai fine, che sembra ogni giorno riprodursi nelle forme più criminali, “moderne” e distruttrici.

L'evento artistico che proponiamo, “sagome 547”, vuole essere memoria del presente, testimonianza e riflessione su drammi, guerra e terrorismo, contro i quali deve contrapporsi l'utopia concreta di chi, nelle forme più diverse, si batte affinchè i loro effetti devastanti non siano risucchiati nell'oblio, triturati, o peggio ancora metabolizzati, da una quotidianità pigra e anestetizzante.

Le cifre dovrebbero, da sole, destare moti spontanei di reazione, ma purtroppo non è così, del problema se ne parla solo in occasione di eventi particolarmente tragici e si tende a dimenticare in fretta. 547 bambini ogni giorno muoiono per colpa di guerre o terrorismo, oltre 200.000 ogni anno, e si stima possano essere molti di più se consideriamo che nei paesi dove si concentrano i conflitti il 41% dei bambini non viene registrato alla nascita. Negli ultimi dieci anni sono morti in guerra due milioni di bambini, un milione è rimasto orfano, cinque milioni hanno subito mutilazioni permanenti. E se a questo aggiungiamo che un bambino su dodici non raggiunge i tredici anni di età per gli effetti di un'altra guerra, non dichiarata, quella della fame, della povertà, delle malattie, della mancanza di educazione e di ricerca, si comprende ancora meglio l'ampiezza della tragedia e della barbarie.

Ringrazio i curatori dell'evento e gli artisti che hanno reso possibile una “narrazione” originale e non conformista, diretta ed efficace. E' memoria del presente, è stimolo alla comprensione e all'azione, è sostegno a quanti si sentono impegnati affinché in un futuro auspicabilmente non troppo lontano l'uomo planetario, pacifico e solidale, si affermi come positiva evoluzione dell'uomo contemporaneo, la cui mente, come scrive Morin, è ancora ferma all'età del ferro e, anche per questo, non riesce a liberarsi dalla violenza, dalla prepotenza, dalla guerra. Questa iniziativa è una delle tante azioni concrete affinché le cose cambino. E anche il nostro augurio di cuore per il 2007 a tutti i bambini del mondo.


Luogo:

Roma

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