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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

06/10/2008


Dettaglio intervento

“Costruzioni italiane nel mondo: successi e prospettive della collaborazione tra imprese e Istituzioni”

6 ottobre 2008, ore 16.00
Sala Conferenze Internazionali - Farnesina

(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

- Desidero rivolgere il cordiale benvenuto al Presidente dell’ANCE Ing. Buzzetti, al Vice Presidente Ing. Ghella, al Direttore Generale Caprioli del Ministero Sviluppo Economico, al Corpo Diplomatico e a tutti i graditi ospiti delle Istituzioni e del mondo economico, in particolare – ma non solo – del settore delle costruzioni. Saluto altresì i rappresentanti della stampa.

- La Farnesina è particolarmente lieta di ospitare questa Conferenza che si situa lungo il percorso di una Diplomazia economica italiana che “personalizza” la strategia di sostegno all’internazionalizzazione, ben focalizzando le caratteristiche dei principali attori del nostro sistema economico, assieme ai Dicasteri tecnici interessati, a cominciare dal Ministero dello Sviluppo Economico.

- Di questo percorso l’ANCE è senza dubbio uno dei protagonisti ed è per questo che abbiamo deciso di presentare alla Farnesina i risultati conseguiti all’estero dalle imprese di costruzione. Un settore, quello delle costruzioni, che da alcuni anni - come ci illustrerà l’Ing. Ghella - registra una forte crescita sia in termini di fatturato che di commesse acquisite, a fronte di una componente domestica che non raggiunge una sufficiente massa critica.

- Questi risultati sono ancora più importanti, oggi, nel momento in cui la crisi finanziaria evidenzia la vulnerabilità soprattutto di quei Paesi che non hanno solide strutture produttive e che non sono presenti su una pluralità di mercati.

- Peraltro, alcuni fenomeni penalizzanti sul piano globale, come l’aumento del  prezzo del petrolio, possono - nel contempo - determinare grandi opportunità.  Infatti, molti Paesi esportatori di idrocarburi stanno  utilizzando le loro maggiori entrate per vasti programmi di infrastrutture. Le imprese italiane, con il livello di eccellenza qualitativo, tecnologico e manageriale che le caratterizza, hanno iniziato a sfruttare queste opportunità, con al fianco le Istituzioni.

- Organizzare alla Farnesina questa riflessione sulla collaborazione tra Istituzioni e imprese, presentando il Rapporto ANCE 2007 sul  comparto estero, testimonia la volontà di parametrare gli strumenti alle nuove sfide. Lo scorso anno, nel corso dell’analoga Conferenza organizzata dall’ANCE, era emersa la forte consapevolezza circa il ruolo che la Farnesina può svolgere nel settore.

- E’ in questa logica che stiamo lavorando con l’ANCE, concentrandoci su tre direttrici: a) l’attività informativa; b) il supporto in loco; c) il coordinamento fra i diversi attori del Sistema-Italia.

- Per ciò che concerne l’attività informativa, ricordo in particolare il sistema ExTender, piattaforma operativa informatica condivisa dal Ministero degli Affari Esteri con l’ICE, con le Camere di Commercio all’estero e in Italia e con la  Confindustria, finalizzata a diffondere agli operatori economici italiani i  bandi di gara lanciati dai governi e dalle istituzioni pubbliche nel mondo.

- Grazie alla collaborazione attraverso questo strumento comune,  nei soli primi 9 mesi del 2008 ExTender ha portato a conoscenza degli imprenditori italiani ben 5.200 bandi di gara e 800 anticipazioni su opportunità di business, i cosiddetti early warning. Abbiamo poi chiesto al Ministero dell’Economia di associarsi a questa piattaforma, per aggiungervi informazioni dalle Delegazioni presso la Banca Mondiale e le Banche regionali, utili per un incrocio con i dati inseriti dalle reti diplomatiche, camerali e dell’ICE.

- Il successo di questo sistema operativo ci ha spinto ad allargare il suo raggio di azione. Oltre alle informazioni, la Farnesina ha infatti promosso e messo a disposizione delle imprese e delle associazioni di categoria alcuni studi di  approfondimento sul mercato degli appalti nei settori e paesi più promettenti. Mi riferisco alle recenti analisi realizzate per il settore delle acque ed energia in Arabia Saudita e per il settore infrastrutturale in Kazakhstan, che hanno fatto seguito agli studi già promossi nel 2005-2006 sui Paesi del Golfo, Turchia, Brasile e India per il settore delle infrastrutture.

- La seconda direttrice su cui si concentra l’azione del Ministero degli Affari Esteri per l’internazionalizzazione delle imprese di costruzione italiane, è il  sostegno diplomatico, che poggia sulla fitta trama di rapporti politico-economici della politica estera italiana. Abbiamo assieme all’ANCE identificato una serie di mercati-obiettivo per le imprese del settore e qui orientato l’azione della nostra rete diplomatica. Vi figurano fra gli altri i Paesi dell’Europa orientale che, grazie ai Fondi dell’Unione Europea, beneficiano di ingenti risorse da convogliare verso la realizzazione di moderne reti che integrano ed unificano il continente.

- Desidero qui osservare che l’interesse della politica estera italiana per il settore è motivato non solo da un legittimo interesse nazionale. Il Governo italiano è convinto che lo sviluppo sostenibile, esteso ad ogni area, è la premessa necessaria per una vera stabilità e che non può esservi una reale dinamica di crescita senza adeguate infrastrutture materiali ed immateriali, con accesso da parte di tutti. In tale quadro l’Italia ha molto da offrire al mondo.

- In terzo luogo,  un’esigenza sempre più sentita dalle imprese di costruzione italiane è quella di una maggiore finalizzazione delle iniziative per penetrare sui mercati esteri. Uno strumento importante in questa direzione è quello delle missioni di filiera, organizzate dall’ANCE con la fattiva collaborazione delle nostre Ambasciate, ma l’impegno in questa direzione deve comprendere anche  una accurata fase preparatoria in Italia con il crescente  coinvolgimento di ulteriori attori, quali ad esempio il mondo bancario, qui oggi presente con assai qualificati rappresentanti, che ringrazio per l’adesione.

- Infatti, nella misura in cui le nostre imprese di costruzioni arrivano a beneficiare di uno strutturato “accompagnamento” finanziario, fin dalla selezione dei mercati e dalla partecipazione alle gare, poniamo allora le premesse per conseguire un triplice obiettivo: a) consolidamento della qualità dell’offerta italiana; b) sostegno alla crescita dimensionale delle aziende di costruzione; c) nell’ottica bancaria, diversificazione dei rischi-Paese e dei rischi operativi.

- Sul piano dell’impulso ad un simile ruolo delle banche italiane - con cui la Farnesina ha una proficua collaborazione - voglio soffermarmi su un fattore importante, ma poco noto, per il quale questo Ministero ha fornito un sostegno molto convinto e fattivo, cioè i nuovi  strumenti finanziari offerti al sistema economico da SACE. Infatti SACE, con il suo nuovo e più esteso perimetro operativo, può oggi assicurare anche gli attivi bancari, determinando così sia la maggiore finanziabilità delle imprese che la riduzione del costo del finanziamento stesso. Questa funzione è particolarmente significativa anche quale antidoto alla attuale stretta creditizia, conseguente alla crisi dei circuiti finanziari di questi mesi.

- Quello che ho delineato è un percorso che vogliamo ulteriormente estendere, approfondendo i contenuti della Convenzione MAE-ANCE firmata nel novembre 2007, dove è definita la cornice delle azioni comuni all’estero per promuovere l’eccellenza del sistema italiano delle costruzioni.

- In questo contesto si situa il distacco di un alto funzionario diplomatico presso l’ANCE per lo sviluppo delle attività internazionali. Ci sono quindi tutte le basi, anche organizzative, perché il rapporto di collaborazione fra Ministero degli Affari Esteri ed ANCE continui a rafforzarsi.

- In conclusione, l’Italia ha una lunga tradizione di opere civili nel mondo, che trae origine dai nostri grandi ingegni nei secoli. Il Paese si è strutturato su una imprenditorialità  articolata in dinamiche imprese, di grandi, medie e piccole dimensioni. Il posizionamento geo-economico e geo-politico dell’Italia rappresenta un vantaggio comparativo, a condizione che la sfida dell’internazionalizzazione sia colta e vinta. Sta alle imprese saperne trarre le conseguenze in termini strategici, operativi e anche di assetti proprietari. Sta alle Istituzioni accompagnare e, se possibile, precedere questa  evoluzione.

- L’impegno comune è dunque chiaro e condiviso. E’ in questo spirito che, nel ringraziarvi, vi auguro buon lavoro. Grazie.


Luogo:

Roma

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