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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

13/02/2008


Dettaglio intervento

Signor Presidente del Consiglio dei Governatori,
Signor Presidente dell’IFAD,
Signori Governatori
Signori Delegati

non ho voluto mancare a questo importante appuntamento, che segna il trentennale dalla fondazione dell’IFAD e costituisce un’occasione di rilievo per segnalare la centralità del cosiddetto “Polo agricolo romano” e per valorizzarne ancora di più le potenzialità, nel contesto degli intensi sforzi compiuti dalla comunità internazionale per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio .

La volontà politica dell’Italia di costituire un polo specializzato nella lotta alla fame ed alla povertà, con particolare riferimento allo sviluppo agricolo, risale all’inizio degli anni ’50: la sede della FAO venne trasferita a Roma nel 1951. In seguito, il nostro sostegno alle politiche di sviluppo multilaterali in questo campo si è ulteriormente consolidato con l’istituzione del Programma Alimentare Mondiale nel 1962 e del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, nel 1977.

La decisione di istituire il  Fondo è stato uno dei maggiori risultati della Conferenza Internazionale sull’Alimentazione degli anni ’70. Nel contesto della lotta alla fame ed alla insicurezza alimentare, essa conferì la priorità agli aggiustamenti strutturali dei Paesi in via di sviluppo, nei quali la maggioranza della popolazione più povera era concentrata nelle zone rurali. Al nuovo Fondo Internazionale, in particolare, venne dato mandato di  finanziare a condizioni particolarmente agevolate o a dono progetti di sviluppo agricolo destinati alle zone rurali nei PVS.

Da allora, il sostegno dell’Italia alle attività ed agli obiettivi dell’IFAD è stato sempre confermato nel corso di tutti i replenishments, in occasione dei quali l’Italia si è costantemente collocata tra i principali Paesi donatori. Infatti, anche in occasione dell’ultimo replenishment, per il periodo 2007-2009, l’Italia ha impegnato nel Fondo oltre 51 milioni di dollari US, così collocandosi al secondo posto nella scala dei Paesi donatori,.

In aggiunta, vanno ricordati i numerosi contributi volontari che sono stati erogati attraverso il Ministero degli Affari Esteri. Grazie ad essi sono stati finanziati, o co-finanziati, numerosi programmi e progetti specifici, per un ammontare di oltre 40 milioni di dollari US. 

Ritengo opportuno sottolineare alcuni elementi che caratterizzano i lavori di questo Consiglio:
 
1.Innanzitutto, in occasione dell'ottavo replenishment dell’IFAD, diversi Paesi hanno indicato il loro interesse a riposizionarsi all'interno del Fondo con incrementi rilevanti dei loro contributi;

2. Il Consiglio odierno e il trentennale dell’IFAD cadono, inoltre, in un momento di particolare vivacità del dibattito internazionale: anche il recente World Development Report della Banca Mondiale ha enfatizzato la centralità dell’agricoltura nelle politiche di sviluppo. In esso si  sostiene infatti che, per raggiungere gli Obiettivi del Millennio entro il 2015, occorre  aumentare gli investimenti  nel settore agricolo.
Anche il percorso di verifica degli impegni internazionali che culminerà con la Conferenza di Doha sul finanziamento dello sviluppo si sta progressivamente ri orientando in una direzione analoga.

Più nel dettaglio, le tre Tavole Rotonde  organizzate nel quadro dei lavori, alle quali parteciperanno anche autorevoli esperti internazionali, affronteranno tematiche di grande attualità e rilevanza primaria per il settore agricolo, che rappresentano altrettante sfide per la comunità internazionale. Si tratta degli effetti del cambiamento climatico, dell’incremento dei prezzi delle derrate alimentari  e delle prospettive future della produzione delle bioenergie.  Mi auguro che il dibattito apporterà elementi di riflessione e spunti operativi, utili a meglio delineare le strategie del Fondo, in piena coerenza con le priorità emergenti e con gli indirizzi che si vanno definendo anche in altri Fori internazionali.

La scelta di questi argomenti, argomenti tutti di straordinaria attualità, testimonia del posto centrale che l’IFAD meritatamente occupa tra le istanze della cooperazione multilaterale deputate ad affrontare le grandi sfide globali. Del resto, un indicatore sintomatico del rilievo primario che rivestono i temi di cui il Fondo è chiamato ad occuparsi è costituito dalla circostanza che al primo posto tra i Millennium Development Goals stabiliti nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite figura proprio la lotta alla povertà ed alla fame nel mondo. Ed a ben vedere sono in qualche modo legati alle attività del fondo anche gli altri Obiettivi del Millennio (pensiamo ad esempio all’eguaglianza di genere, alla mortalità infantile, alla sostenibilità ambientale), legati tra loro da quei vincoli di interdipendenza caratteristici della società globalizzata in cui viviamo.

E, per ribadire una volta di più l’importanza di questi argomenti, non posso fare a meno di osservare, incidentalmente, che il tema prescelto dalla città di Milano per la sua candidatura ad ospitare l’Esposizione Universale del 2015 riguarda proprio “Nutrire il pianeta: energia per la vita”. Una coincidenza significativa e non fortuita, in quanto ad essa corrisponde quella che ha costituito una precisa priorità per il governo di cui faccio parte:  rilanciare l’impegno ed il ruolo dell’Italia nel settore degli aiuti allo sviluppo, in coerenza con le sue responsabilità di paese sviluppato e con la vocazione umanitaria della sua politica estera.

È appena il caso di ricordare che questa priorità non si è limitata ad astratte dichiarazioni di principi, ma si è tradotta in precisi impegni di spesa: in un aumento significativo degli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo (tanto più significativo, se teniamo presente il vincolo stringente del quadro di finanza pubblica) ; nel pagamento dei contributi, da lungo tempo dovuti, al Fondo Globale per la Lotta all’AIDS la Tubercolosi e la Malaria, per un totale di 410 milioni di euro. L’Italia è stato il primo fra i Paesi aderenti al Fondo a rendere disponibile il proprio contributo per il 2008, pari a 130 milioni di euro.


3. Un ultimo punto che mi preme ricordare è che l’attuale congiuntura dell’IFAD si colloca in un contesto generale di riforma, che tocca l’insieme delle istituzioni societarie e, in particolare, l’attività ed il modo di operare delle due altre principali agenzie con sede a Roma.

a) nella FAO e’ infatti in corso un dibattito sulle possibili linee di riforma identificate dalla recente Valutazione Esterna Indipendente. Credo di riassumere l’auspicio di tutti i presenti, esprimendo il piu’ vivo incoraggiamento a coloro che lavorano a questa riforma per individuare gli strumenti piu’ idonei a  fronteggiare le nuove sfide per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio, in primo luogo l’obiettivo numero uno, che è  quello di ridurre e possibilmente dimezzare la fame e la povertà entro il 2015. 

b) Anche il World Food Programme sta procedendo ad una ristrutturazione per far fronte alle sue difficoltà operative e finanziarie. L’inesorabile aumento dei prezzi delle derrate alimentari e dei trasporti, soprattutto negli ultimi sei mesi, nonché l’attuale andamento delle valute internazionali, impongono scelte innovative per l’organizzazione, propedeutiche ad una nuova visione strategica e ad un’attività più coerente e sinergica con gli altri organismi internazionali che operano nel campo dello sviluppo.

c) In questo difficile contesto l'IFAD ha svolto un ruolo pionieristico nell’adeguarsi alle mutate circostanze internazionali. Il robusto processo di ristrutturazione interna, avviato a seguito della Valutazione indipendente di tre anni fa, è stato unanimemente considerato come un modello di riforma, sia per le Nazioni Unite che per le Istituzioni Finanziarie Internazionali.

Ci auguriamo pertanto che il non facile percorso intrapreso dall’IFAD possa essere d’esempio anche per le altre Agenzie e che si possa cogliere appieno l’opportunità di questo momento propizio per attuare tutte le riforme necessarie a conferire il massimo grado di efficienza ed efficacia alle Organizzazioni con sede a Roma.

 


Luogo:

Roma

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