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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

22/04/2008


Dettaglio intervento

11° International Energy Forum (IEF)  e 3° International Energy Business Forum (IEBF)

(Roma, Hotel Hilton Cavalieri, 22 aprile 2008)

Final remarks del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, On. Massimo D’ALEMA


Signori Ministri,

Autorità,

Signore e Signori,

a conclusione dei lavori di questa undicesima edizione dell’International Energy Forum vorrei innanzitutto manifestare la riconoscenza del governo italiano, e quella mia personale, a tutti coloro che vi hanno partecipato per la qualità delle analisi e delle proposte che essi hanno offerto sulle numerosi ed importanti questioni emerse durante queste due giornate di dibattito. Intendo rivolgere un ringraziamento particolare al Ministro Bersani e ai suoi colleghi qui convenuti da tutti i continenti, al Segretariato dello International Energy Forum/IEF e agli organizzatori che hanno permesso il successo dell’evento.

La riuscita di questa edizione dell’International Energy Forum conferma l’utilità di questa occasione di incontro e discussione informale tra responsabili politici sulle questioni energetiche. Credo che una delle chiavi del successo di questo tipo di appuntamenti sia proprio nel suo carattere informale, che consente di approfondire le questioni sul tappeto, e discutere delle ipotesi di soluzione, con la lucidità e la schiettezza che tali questioni richiedono. Questioni essenziali: la centralità della questione-energia rispetto a sfide altrettanto vitali per l’avvenire dell’umanità come il clima, l’ambiente e l’alimentazione, fotografa come poche altre la natura complessa ed interdipendente del mondo in cui viviamo.

Lo dico senza enfasi: è la cronaca di questi giorni a mostrarci come sicurezza degli approvvigionamenti energetici, salvaguardia di un equilibrio ambientale e climatico sostenibile ed affermazione del diritto basilare all’alimentazione da parte di tutta la popolazione mondiale siano questioni tra loro intimamente connesse. Siamo dinanzi a veri e propri beni pubblici globali, la cui tutela più efficace e duratura non puo’ che essere assicurata dalla comunità internazionale nel suo complesso. Come ci rammentava uno studio ercente dall’Alto Rappresentante PESC Solana, alla gestione di queste emergenze è legata in ultima analisi la stessa sicurezza internazionale.

Per un Paese come l’Italia, convinto che quello di un’armoniosa concertazione multilaterale sia il metodo più efficace per una risposta adeguata alle complesse sfide globali del nostro tempo, l’opportunità di ospitare uno dei più importanti momenti di dialogo a livello mondiale in ambito energetico è motivo di particolare soddisfazione, ed al tempo stesso costituisce una responsabilità particolarmente onerosa.
Il Forum ha offerto infatti un’occasione preziosa per mettere a confronto le prospettive e le esigenze di Paesi consumatori e produttori, economie emergenti, Paesi industrializzati e Paesi in Via di Sviluppo, policy-makers e settore privato. In altre parole, per iniziare a porre le basi di un partenariato globale fra tutti gli attori della questione energetica che vada al di là della logica del mero do ut des commerciale.

È quindi motivo di particolare soddisfazione rilevare come il Forum che si avvia a conclusione abbia assicurato un contributo significativo in questa direzione.
Un contributo di analisi, innanzitutto: del contesto globale, delle linee tendenziali e delle criticità del settore. Una disamina sobria, che ha saputo tenere a distanza l’ipoteca condizionante di approssimazioni e sensazionalismi, permettendo di individuare con chiarezza alcune priorità di indirizzo strategico.

Un’esigenza sicuramente prioritaria è quella del dialogo. Di un dialogo non fine a se stesso, beninteso, ma come strumento indispensabile per rendere complementari esigenze tra loro concorrenti, e potenzialmente conflittuali. Ed il dialogo, inteso come cooperazione aperta e costruttiva fra tutte le parti in causa, è emerso nei lavori del Forum come via maestra per stabilizzare il mercato energetico globale, per mitigarne la volatilità così pronunciata degli ultimi anni, per introdurre meccanismi di maggiore prevedibilità e certezza in un contesto segnato da oscillazioni anche violente dei prezzi, fluttuazioni spesso di origine speculativa che, come ricordava il Ministro Bersani, rischiano di acuire ulteriormente l’instabilità del mercato.

Stabilità del mercato e sicurezza degli approvvigionamenti sono due facce della stessa medaglia. Il perseguimento della sicurezza energetica è concepibile solo in una logica di collaborazione a tutto campo, in vista dello stabilimento di partnership consumatori-produttori che superino il concetto commerciale dell’approvvigionamento energetico per evolvere verso forme di vero e proprio partenariato organico. La sicurezza energetica è indivisibile perché essa non puo’ essere considerata esclusiva: al contrario, sicurezza dei produttori e dei consumatori, sicurezza dei Paesi ricchi e dei Paesi poveri di fonti di approvvigionamento energetico, sicurezza dei Paesi più e meno avanti nei processi di industrializzazione si completano ed arricchiscono a vicenda.
In quest’ottica, il Forum ha avuto il merito di porre in evidenza vischiosità ed imperfezioni – materiali (in tema di infrastrutture) così come immateriali (in tema di regolamentazione) - che impediscono di considerare quello dell’energia un mercato compiutamente globale; e di dedicare attenzione a quei Paesi che, oltre ad essere caratterizzati da economie in via di sviluppo, sono consumatori netti di energia ed i cui bilanci pubblici e privati sono particolarmente esposti agli aumenti e alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime: Paesi che trarrebbero innegabile beneficio da politiche di trasferimento di nuove tecnologie e di programmi di efficienza energetica da parte dei Paesi più avanzati.

Analizzando più nel dettaglio i lavori del Forum, mi sembra che si sia operato fattivamente per il rafforzamento della sicurezza del sistema: dal lato dell’offerta di energia, attraverso la promozione della qualità e della trasparenza dei dati relativi alla disponibilità delle risorse, in particolare il petrolio con il programma JODI (Joint Oil Data Initiative) - per il quale desidero con l’occasione ribadire il grande apprezzamento dell’Italia, e con esso l’auspicio che questa iniziativa possa essere estesa al mercato del gas. Dal lato della domanda di energia, sono stati individuati obiettivi equilibrati e realistici per quanto concerne il mix di generazione e le politiche del risparmio ed efficienza energetica.
Strettamente collegato alla sicurezza degli approvvigionamenti e punto cardine dei lavori è stata l’analisi del quadro regolatorio più appropriato per stimolare quegli investimenti nella filiera energetica che sono indispensabili per la disponibilità e trasportabilità delle risorse, a fronte di una domanda mondiale crescente e stimata in ulteriore espansione anche nel futuro prevedibile. Al riguardo, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha recentemente quantificato il volume di finanziamenti necessari, per quanto concerne le sole infrastrutture, in oltre 22 mila miliardi di dollari.
Dobbiamo ridurre le barriere agli investimenti e incoraggiare relazioni ancor più collaborative tra le società private e le national oil companies le quali, ricordo, detengono oggi l’80% delle risorse mondiali. Sono essenziali investimenti aggiuntivi da parte del settore privato, oltre che mirati incentivi di parte pubblica, naturalmente in un quadro di compatibilità con il corretto funzionamento del mercato. Desidero a questo proposito esprimere convinto apprezzamento per gli esiti della terza edizione dell’International Energy Business Forum, che, come già nelle due edizioni precedenti ha affiancato l’IEF creando i presupposti per solide partnership tra pubblico e privato, componenti essenziali per il consolidamento del sistema energetico.
Ho particolarmente apprezzato l’attenzione dedicata allo sviluppo sostenibile. Modificare il tradizionale modello di sviluppo, basato sul consumo dei combustibili fossili a prescindere dalla loro scarsità e non rinnovabilità, è indispensabile per conseguire una sostenibilità di lungo periodo. Ma non basta: il dibattito di questi giorni sui biocombustibili evidenzia la necessità di ridefinire tutte le politiche energetiche in un’ottica di sostenibilità ambientale quanto più possibile ampia e comprensiva. Occorre pertanto individuare e mettere a punto azioni in grado di coniugare sicurezza delle forniture, competitività  economica e sostenibilità ambientale.
Proprio perché le fonti fossili rimarranno la base dei consumi energetici nei prossimi decenni, ne consegue l’importanza della ricerca e della diffusione di nuove tecnologie più sostenibili, quali il carbon capture and storage, nonché lo sviluppo di più efficienti tecnologie di utilizzo delle risorse tradizionali, innanzitutto il carbone.
Altrettanto importante è incoraggiare efficaci politiche in materia di efficienza energetica. Risultati tangibili degli investimenti nel risparmio energetico possono ottenersi con relativa rapidità e producono due effetti positivi: riducendo i consumi assoluti a parità di unità prodotta, fanno aumentare la disponibilità di risorse, così da rafforzare la sicurezza – e la durata nel tempo - degli approvvigionamenti; riducendo i consumi, inoltre, vengono contestualmente abbattute le emissioni di gas ad effetto serra.
Risparmio ed efficienza energetica; ricerca ed innovazione in nuove tecnologie quindi. Un’esigenza non meno imperativa, che merita anch’essa di essere rammentata, è quella della diversificazione del mix energetico. Un’esigenza strategica che va perseguita senza rinunciare a priori ad alcuna opzione potenzialmente suscettibile di contribuire in positivo alla sicurezza energetico-ambientale (penso, in particolare, al nucleare).

Il raggiungimento di traguardi ambiziosi presuppone un impegno sempre più incisivo da parte di tutti gli attori in gioco. Se la dimensione energetica va considerata parte integrante e prioritaria delle relazioni internazionali, su questi temi i Ministeri degli Affari Esteri sono chiamati ad un ruolo più articolato ed attivo rispetto al passato. Se la questione energetica è una delle sfide centrali all’interno di quel fenomeno composito noto come globalizzazione, questioni come il sistema di approvvigionamento e l’utilizzo delle fonti energetiche, il cambiamento climatico e le sue criticità geopolitiche si collocano di diritto al centro degli sforzi della politica e della diplomazia tesi ad assicurare alla globalizzazione un governo più giusto ed efficace

E’ in funzione di una governance rinnovata nelle forme e nei contenuti che l’Italia è impegnata in tutti i tavoli internazionali dove si definisce una politica comune. Innanzitutto nell’ambito di quell’Unione Europea che ha assunto impegni particolarmente onerosi in materia, mettendo a disposizione del resto della comunità internazionale una leadership generosa e disinteressata. Al Consiglio Europeo di un anno fa è stato infatti varato un pacchetto-energia ambizioso, che contempla obiettivi precisi, e tanto più significativi in quanto vincolanti, in tema di espansione delle energie rinnovabili, di riduzione delle emissioni inquinanti e più in generale in tema di efficienza energetica: obiettivi vincolanti da raggiungere entro il 2020. Adesso l’Europa ha il dovere di fare in modo che il ruolo-guida che essa si è data sia assistito dal necessario ed auspicabile successo. Il successo si misurerà sia dalla coerenza delle iniziative che faranno seguito agli impegni assunti che dalla capacità che nel portarle avanti l’Europa non resti isolata ma sappia fare proseliti. Per questo è interesse dell’Italia, e dell’Europa, impegnarsi attivamente e costruttivamente nelle varie istanze internazionali, dal G8 al Major Economies Meeting/MEM, fino alla Conferenza delle Parti sul Cambiamento climatico delle Nazioni Unite che, nel 2009, a Copenaghen dovrà concludere i negoziati per il regime post-2012.

Un ruolo ancor più importante in questo percorso spetterà all’Italia in virtù dell’esercizio della Presidenza del G8 nel 2009.
Da subito, le conclusioni di questo International Energy Forum di Roma saranno illustrate dal Ministro italiano per lo Sviluppo Economico al Vertice G8 dei Ministri dell’Energia, che si terrà in Giappone nel mese di giugno prossimo.

In conclusione, desidero ribadire la mia convinzione che questi lavori dell’IEF e dell’IEFB abbiano recato un contributo di sicura utilità alla promozione di un multilateralismo efficace, che sappia concorrere ad un nuovo modello di gestione mondiale delle risorse e delle “relazioni energetiche”. A questa convinzione associo volentieri l’augurio che le future edizioni dell’International Energy Forum sappiano consolidare e sviluppare ulteriormente la direzione che abbiamo iniziato a tracciare insieme qui a Roma.

Sono infine particolarmente lieto di cedere la parola al Sindaco di Milano Letizia Moratti, che interviene dopo di me per illustrare brevemente il programma con cui la città di Milano si prepara ad ospitare l’Esposizione universale del 2015. Un intervento ed una presentazione che evidentemente esulano dal programma ufficiale del Forum, ma sono significativi dell’attenzione prioritaria che l’Italia nel suo complesso attribuisce agli argomenti che sono stati al centro delle discussioni di questi giorni. A partire dal titolo prescelto per l’Expo di Milano: “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”.
Grazie.


Luogo:

Roma

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