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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

02/04/2009


Dettaglio intervento

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

Signora Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, S.E. Sun Yuxi, Ambasciatore della Repubblica Popolare di Cina in Italia, Prof. Beniamino Quintieri, Commissario Generale per l’Esposizione Universale di Shanghai: è per me motivo di grande soddisfazione ribadire oggi, dinanzi ai rappresentanti del sistema produttivo nazionale, l’importanza attribuita dal Governo italiano all’Expo del 2010. Una decisione che ha già trovato conferma nella destinazione al progetto delle risorse economiche necessarie, nonostante la fase congiunturale che la nostra economia sta attraversando.

Del resto, è proprio nei momenti di crisi che occorre guardare oltre l’ostacolo e investire con coraggio nella ripresa. Nell’auspicabile prospettiva di un miglioramento della situazione generale per il 2010, l’appuntamento di Shanghai si presenta come una sfida e un’opportunità: una sfida rispetto alla competizione tra i partecipanti, tutti tesi a rappresentare le proprie eccellenze per rilanciare gli scambi, ed una opportunità, per fornire una visione compiuta ed aggiornata dell’Italia al pubblico dei visitatori e degli osservatori più qualificati. In sostanza, miriamo ad assicurare una partecipazione all’Expo che riproponga il nostro Paese al mondo come una realtà solida e dinamica che ha molto da offrire sul piano economico e commerciale.

In tale ottica, appare essenziale che i principali attori istituzionali e imprenditoriali contribuiscano alla definizione di un progetto carico di stimoli e di promesse. E sono particolarmente lieto di vedere come in questo senso si stia delineando un esemplare partenariato tra il settore pubblico e quello privato oggi documentato dal nostro incontro nella sede della Confindustria. E’ significativo che, accanto alla collaborazione già avviata con le principali istituzioni pubbliche e con i numerosi Dicasteri direttamente interessati dell’Innovazione Tecnologica, dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole, della Sanità e del Welfare, dei Beni Culturali, dell’Ambiente, tante aziende abbiano già manifestato una forte volontà di coinvolgimento attraverso interventi concreti a sostegno della realizzazione del padiglione italiano.
   
Il padiglione italiano a Shanghai rappresenterà un modello su scala ridotta degli aspetti più significativi e qualificanti del nostro modo di fare città, proposti in chiave interpretativa contemporanea, con l’obbiettivo di promuovere la migliore vita possibile per i cittadini del futuro. Nella città dell’avvenire, estesa e densamente popolata, si prospetta l’esigenza di assimilare i nuovi insediamenti periferici, di inserirli nella rete globale delle comunicazioni, di renderli sostenibili attraverso l’impiego di tecnologie compatibili con la tutela dell’ambiente, di garantire la fruibilità dell’offerta culturale al fine di favorire la partecipazione alla vita della comunità.

A Shanghai intendiamo anche rappresentare l’importanza della sintesi che si e’ prodotta nel nostro Paese tra il retaggio culturale e la qualità creativa dell’ingegno, da un lato; i progressi della scienza e della tecnologia, il fervore della ricerca e la capacità di innovazione, dall’altro. Il nostro padiglione sarà una vetrina di prestigio delle capacità produttive sviluppate nel nostro Paese. L’edificio che ci accingiamo a costruire si caratterizzerà per uno speciale impiego dell’acqua e della luce, simboli e fonti di vita e di sviluppo. Sarà un esempio di architettura sostenibile e di tecnologie eco-compatibili nel quale esporremo le novità più interessanti del sistema produttivo nazionale nei settori relativi alla qualità dell’ambiente urbano: dai nuovi materiali da costruzione come il cemento trasparente ai trasporti non inquinanti alla produzione di energia rinnovabile, dalle tendenze emergenti del design industriale alle potenziali applicazioni delle nanotecnologie.

Nel padiglione sarà inoltre esemplificata l’esperienza delle città italiane che si sono mantenute vitali attraverso i millenni e che hanno ripetutamente fronteggiato il duplice problema di conciliare il rinnovamento urbano con la tutela dell’eredità storica, garantendo un rapporto corretto e produttivo con il territorio extra-urbano.

All’interno dell’involucro disegnato dall’Arch. Imbrighi, esporremo i prodotti, i processi, il know-how che l’operatività’ italiana mette a disposizione delle città future non soltanto nell’ottica della crescita esponenziale dei grandi centri urbani, ma anche in vista del recupero e della valorizzazione del patrimonio storico che qualifica la vita nelle città di antica tradizione tanto familiari ai cittadini italiani come a quelli cinesi.

Tenendo conto della valenza bilaterale della partecipazione all’Expo, il progetto italiano dedicato a “La città dell’uomo” allo stesso tempo interpreta perfettamente i valori culturali italiani ed esalta i paralleli con il contesto cinese. Esso riproduce infatti, in chiave moderna, il tessuto urbano complesso di molte città italiane e cinesi con l’intrico di strade e viuzze che si allargano all’improvviso in corti, giardini e piazze. Il padiglione italiano avrà inoltre una originale struttura unitaria articolata in componenti distinte che rappresentano la poliedricità di tradizioni, usi e costumi regionali afferenti ad un’unica realtà nazionale di grande tradizione. 

Sono convinto che la collaborazione con le imprese possa dare ottimi risultati anche in vista della complessa serie di eventi che si realizzeranno nel padiglione italiano per dimostrare come, nell’ottica italiana, la qualità della vita nelle città sia garantita non soltanto dall’architettura, dalle infrastrutture e dai servizi, ma anche dalla vivacità della produzione culturale che favorisce la coesione tra i cittadini e ne determina l’attaccamento al luogo di residenza. Nel definire le attività che caratterizzeranno la presenza italiana all’Expo, si pensa, infatti, non soltanto al pubblico generico dei visitatori, ma anche a coloro che determinano le scelte urbanistiche, amministrative, economiche e sociali, oltre che ai protagonisti dell’attività industriale, accademica e scientifica.

Il massiccio impegno italiano per l’Expo del 2010 deve contribuire alla migliore immagine del nostro Paese, anche in vista del successivo appuntamento di Milano del 2015, ed a rafforzare le già ottime relazioni con la Repubblica Popolare Cinese.

In questo senso, la nostra partecipazione all’Expo del 2010 va anche letta nel quadro più generale di un diverso approccio italiano ed europeo ormai ampiamente maturato nei confronti di Pechino. L’Italia e l’Europa hanno cioè realizzato da tempo un importante cambio di mentalità verso la Cina. Sono passate da un atteggiamento timoroso e difensivo ad un approccio dinamico e di maggior fiducia. Sia l’Italia che l’Europa hanno in sostanza sposato l’idea di una Cina come territorio delle opportunità da cogliere e valorizzare, tanto sul piano politico quanto su quello economico e commerciale.

Europa ed occidente hanno sono inoltre consapevoli che è nostro interesse aiutare Pechino a gestire la sua complessa transizione. Dobbiamo cioè accompagnare la continuazione del “moderato sviluppo” e della “pacifica ascesa” della Cina, non limitandoci più a considerarla soltanto come un mercato, ma puntando ad una vera e propria partnership strategica, anche politica.

L’Italia, in quanto Presidente del G8, conta naturalmente molto sulla Cina per costruire insieme - e ne avremo l’occasione al Vertice de La Maddalena del prossimo luglio - un nuovo modello di governance internazionale, che ci consenta di affrontare efficacemente i complessi temi dell’agenda globale: crisi economica e finanziaria, lotta alla povertà e sviluppo, sicurezza alimentare, lotta ai cambiamenti climatici e crisi regionali. Tutti settori in cui è sempre più importante che Pechino dimostri di saper agire come “responsible stakeholder” sulla scena internazionale.
Nella ferma convinzione della “centralità” che ormai la Cina riveste per l’Italia sono convinto che, grazie anche all’impegno ed alla collaborazione del nostro sistema produttivo e della ricerca, la partecipazione italiana alla prossima edizione dell’Esposizione Universale sarà un successo e formulo a tutti i protagonisti coinvolti i migliori auguri di buon lavoro.


Luogo:

Roma

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