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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

17/03/2010


Dettaglio intervento

Afghan Media Forum

Elementi per l’intervento del Direttore Generale

(Roma, 17 marzo 2010)

  • Sono lieto di partecipare a questo momento di incontro e condivisione tra la società civile afghana e quella italiana, che conferma le relazioni di amicizia e collaborazione che intercorrono tra i nostri popoli ed il nostro impegno di lungo periodo a sostegno della stabilizzazione afghana.
  • Il contributo all’espansione e al rafforzamento del sistema mediatico afghano rappresenta l’anello di congiunzione tra le nostre tradizionali attività di cooperazione civile e una strategia di assistenza da sempre fondata sul dialogo e il partenariato con le comunità locali, nell’ottica di una progressiva emancipazione e democratizzazione della società civile.
  • Chiamato ad affrontare le sfide dello sviluppo e, ancor prima, della riconciliazione nazionale e del consolidamento dello Stato, l’Afghanistan attraversa oggi una delicata fase di transizione. La nostra storia nazionale ci ha posto di fronte a simili difficoltà, insegnandoci che in questo frangente i media possono e devono farsi veicolo di divulgazione culturale, di recupero di un patrimonio di valori condivisi e di definizione di un’identità comune.
  • D’altro canto, il potere insito nella facoltà di raggiungere un pubblico ampio e diversificato fa sì che i moderni mezzi di informazione possano costituire efficaci vettori di messaggi di moderazione, tolleranza e pacificazione. In occasione dell’outreach G8 di Trieste, la Presidenza italiana ha voluto inserire nello “Statement Presidenziale su Afghanistan e Dimensione Regionale” l’idea – largamente condivisa dalla comunità internazionale -secondo cui i media possono svolgere la duplice funzione di propulsori della democratizzazione interna, e, in una dimensione più ampia, di strumenti operativi contro la propaganda del radicalismo militante e delle sue derive terroristiche.
  • I mezzi di informazione rappresentano inoltre un elemento chiave per la realizzazione dei diritti dell’individuo e del cittadino, permettendo la fruizione della libertà di espressione e, più in generale, del diritto a partecipare attivamente alla vita sociale e politica del Paese. Un’informazione aperta e indipendente renderebbe inoltre effettivo quel controllo dell’operato istituzionale che è la premessa di ogni sistema di governo che si voglia rappresentativo della volontà popolare. In tal senso, è innegabile il contributo che i media offrirebbero alla lotta alla corruzione e alla cultura dell’impunità.
  • In un Paese in cui le difficoltà di accesso alle aree più remote costituiscono una realtà quotidiana, va tenuto in alta considerazione anche il ruolo che i media possono svolgere nel settore della formazione. L’insegnamento a distanza è in effetti tra le priorità del Piano strategico nazionale 2006-2010 del Ministero dell’Istruzione afghano finalizzato alla scolarizzazione della popolazione afghana.
  • Nel quadro delle iniziative rivolte alla società civile, l’Italia sostiene, sin dal 2003 la Educational Radio and Television (ERTV) afghana, braccio operativo per l’attuazione dei programmi di insegnamento a distanza indirizzati, principalmente ma non esclusivamente, ai docenti afghani. La nostra partecipazione ai programmi UNESCO ha reso possibile il ripristino della struttura e la ripresa delle trasmissioni dell’ERTV, che oggi trasmette nell’area di Kabul programmi radiofonici e televisivi in dari e pashto. L’Italia vuole sostenere la ERTV nello sforzo di ampliamento del proprio bacino di utenza ad altre aree del Paese. Il progetto, finalizzato al potenziamento delle capacità dell’ERTV e del Dipartimento Educazione Insegnanti del Ministero dell’Educazione, includerà attività di produzione multimediale, distribuzione di moduli formativi e creazione di un portale web.
  • Oltre a iscriversi nell’alveo delle iniziative a sostegno dell’amministrazione afghana e in linea con le priorità strategiche del Governo, il programma riserva particolare attenzione alle questioni di genere, rivolgendosi in primo luogo alla formazione del personale docente femminile e favorendo così l’accesso all’istruzione primaria da parte delle donne.
  • Consapevole della significatività di questi primi passi verso un sistema di informazione moderno e indipendente, l’Italia intende adoperarsi per garantire continuità alle esperienze ad oggi avviate e per studiare nuove possibili forme di collaborazione. Vanno in questa direzione le numerose iniziative di collaborazione interuniversitaria nate negli ultimi anni e, ancora, la possibile creazione di una partnership tra il Centro di Giornalismo realizzato dal PRT italiano a Herat, la Scuola di Giornalismo di Milano e l’Università di Herat -ipotesi prospettata in occasione della recente missione congiunta dei rappresentanti della Regione Lombardia e dell’Università Cattolica di Milano nella provincia di Herat.
  • Accanto alla cooperazione allo sviluppo, che resta fondamentale per rendere disponibili i servizi sociali essenziali, l’Italia intende valorizzare il ruolo particolarmente significativo che può essere svolto dai settori privati afgano e dei Paesi partner, anche con l’aiuto delle IFI, con l’obiettivo di dare sostenibilità ad uno sviluppo endogeno. Ciò appare di particolare interesse nella regione di Herat, ricca di risorse (marmo, zafferano, frutta, tessuti) non adeguatamente utilizzate per mancanza di capacità tecniche e manageriali e di risorse finanziarie per passare alla fase di lavorazione in loco e commercializzazione. Abbiamo attuato pertanto iniziative in tale direzione (incontro tra imprenditori di Herat e operatori e associazioni italiane a Roma, lo scorso maggio) ed altre sono allo studio.
  • Anche in questo caso, il vostro ruolo è particolarmente significativo, in quanto attraverso i media si può trasmettere l’immagine dell’Afghanistan come Paese che, pur alle prese con gravi problemi, può essere anche considerato fonte di opportunità di commercio e investimenti, soprattutto informando della doversità di condizioni esistente nelle varie province.
  • Vorrei concludere evidenziando anche il ruolo che i media possono svolgere nel far conoscere l’attività civile che l’Italia svolge in Afghanistan, pur in presenza, in questa fase, dell’indispensabile cornice di sicurezza garantita dalle nostre Forze Armate, cui rendiamo omaggio per il valore dimostrato e le numerose perdite di vite umane subite.

Luogo:

Roma

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