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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

31/03/2010


Dettaglio intervento

Come “riscoprire e promuovere” l’identità cristiana del vecchio continente nel XXI secolo, “tenendo conto delle tendenze che caratterizzano l’attuale scenario globale”. E’ il tema dell’intervento del Ministro Frattini a Montecassino, in occasione della Festa di San Benedetto, Patrono d’Europa.

“Siamo di fronte ad una fase storica in cui avvertiamo un forte senso di incertezza”, ha sottolineato il Ministro, affermando che “la crisi economica ha rivelato l’esistenza di un pericoloso ‘vuoto etico’ nel sistema politico ed economico internazionale”. Per “riempire questo vuoto”, le dimensioni della politica, dell’economia, della cultura e della religione devono “rinnovarsi e integrarsi fruttuosamente” per “permettere all’Europa di lasciare l’impronta dei suoi valori e delle sue regole nella ridefinizione degli equilibri globali e per diffondere i vantaggi della globalizzazione, consentendo a tutti, anche alle categorie più fragili, di poterne beneficiare”.

Bisogna combattere “la diffidenza dell’Europa verso i propri valori fondanti”. Il Ministro ha citato ad esempio la scelta di alcuni leader europei “di non riconoscere le radici giudaico-cristiane della nostra cultura, rifiutando di farne riferimento nel Trattato costituzionale”. Quindi, ha ricordato che “l’idea di Europa e la civiltà europea nascono nel Medioevo cristiano”, attraverso un’opera di “unificazione spirituale, lenta e faticosa, alla quale San Benedetto e i monasteri benedettini hanno offerto un contributo cruciale”, portando la civiltà cristiana “dal Mediterraneo alla Scandinavia, dall’Irlanda alla Polonia, con la croce, con il libro e con l’aratro. Una “sintesi tra fede, cultura e lavoro”.

Tornando all’attualità, un esempio di come l’Europa “possa risultare lontana dal comune sentire dei suoi cittadini” è sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, contro la quale il Governo italiano “ha reagito in modo convinto e determinato, riuscendo a far ammettere la richiesta di riesame”: una “battaglia di civiltà e di libertà” che non vuol dire “adottare posizioni di stampo confessionale”, ma ribadire che “ogni Stato è - e deve rimanere - libero di regolare come meglio ritiene, in funzione della sua storia, della sua cultura e della sua tradizione il rapporto fra il pubblico e la dimensione del sacro”.

Allo stesso modo, l’Europa “deve vincere la sfida di accogliere, anche nel loro universo simbolico, nuove culture e religioni senza però tradire la propria identità. Per riuscire in questa quadratura del cerchio, bisogna elaborare delle politiche di integrazione lungimiranti – ad esempio dell’immigrazione mussulmana - e fissare uno sfondo chiaro di regole, diritti e responsabilità”.

“L’attualità del messaggio di San Benedetto” va colta anche per lavorare, in tempi di globalizzazione, “alla creazione di un nuovo ordine economico a misura d’uomo”: l’Europa deve cioè “contribuire a promuovere un modello di sviluppo sostenibile”. Papa Benedetto XVI “ha colto” il senso di questa sfida in due documenti di “grandissimo valore”: l’Enciclica “Caritas in Veritate” e il messaggio per la giornata della pace 2010, dal significativo titolo “Se vuoi coltivare la pace salvaguarda il creato”.

E in un quadro in cui si chiede all’Europa di porre al centro di ogni politica la persona e i suoi diritti, “appare fondamentale sottolineare, in particolare, l’importanza di tutelare la libertà di culto, intesa quale libera espressione pubblica – e non solo privata – delle proprie convinzioni religiose”. Quindi, bisogna “alzare la voce a difesa dei diritti delle minoranze cristiane nel mondo”, “una priorità della politica estera italiana”. In particolare, l’Italia “ha ottenuto che l’UE elabori una sorta di manuale per le nostre Ambasciate presso i Paesi Terzi, che serva da guida per orientare e applicare, direttamente sul campo, i principi e gli strumenti dell’Unione a difesa della libertà di religione”. Inoltre, “continueremo a lavorare affinché anche nel 2010 l’Unione possa presentare una risoluzione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che condanni tutte le forme di intolleranza e di discriminazione basate sulla religione o sul credo”.


Luogo:

Montecassino

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