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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

02/12/2010


Dettaglio intervento

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

vorrei porgere il mio più caloroso saluto ai due co-Presidenti del Foro, Luisa Todini e Vladimir Dmitriev, e ringraziare gli organizzatori e gli sponsor che hanno reso possibile questa importante iniziativa.

Il compito, e l’onore, di chiudere i lavori del Foro mi sono tanto più graditi alla luce dell’eccellente stagione che stanno vivendo i rapporti italo-russi tanto a livello politico ed economico, quanto nelle interazioni tra le società civili.

Il partenariato bilaterale italo-russo

Questa brillante stagione dura da molti anni. Essa trae alimento da un tessuto di esemplari rapporti bilaterali. Il nostro partenariato strategico è una realtà solida, che si basa sull’interdipendenza delle economie, sul riconoscimento di interessi comuni in politica estera e sui sentimenti di naturale comprensione fra i due popoli e le rispettive dirigenze.

Le cooperazioni strategiche italo-russe

Nel corso di questi anni abbiamo consolidato numerose cooperazioni di grandissimo rilievo in settori strategici. E’ un’intensa collaborazione su basi paritarie, fondata sul rispetto, sulla reciproca fiducia e sulla condivisione del sapere e delle tecnologie.

Una parte di questa interdipendenza resta riconducibile al settore energetico. La stabile relazione commerciale tra l’imprescindibile fornitore russo e gli affidabili consumatori italiani si è però evoluta grazie ai significativi investimenti diretti di Compagnie italiane in Russia e russe in Italia. Il risultato è un avanzato modello di interdipendenza, impostato su criteri di mercato e su scambi di “assets”.

Gli investimenti italiani in Russia non si riducono peraltro al solo comparto energetico. In Russia sono attive 500 imprese italiane in settori produttivi di punta, che spaziano dalle alte tecnologie all’ingegneria aerea, alla ricerca scientifica. Anche il nucleare civile offre nuovi spazi di cooperazione tra i nostri settori d’eccellenza.

Partenariato per la Modernizzazione.

Partendo da queste valide premesse, con il Ministro Kudrin abbiamo pensato di applicare un moltiplicatore di potenza al nostro modello di cooperazione. Lo scorso mese di luglio, abbiamo lanciato il Partenariato bilaterale per la modernizzazione.

La cornice di riferimento resta la fiducia reciproca scaturita dalle relazioni tra i nostri imprenditori e le nostre società civili, grazie innanzi tutto all’impegno di quegli operatori economici e culturali (alcuni di loro presenti oggi), che decisero di credere in questo Paese nei difficili anni Novanta.

Crediamo ora di poter realizzare progetti ancora più ambiziosi. Stiamo mettendo a punto iniziative che spaziano dall’efficienza energetica alla pubblica amministrazione; dal trasferimento di tecnologia e conoscenze a specifici programmi di ricerca. Stimoleranno l’imprenditoria e la produttività; moltiplicheranno i canali di contatto; in modo da assecondare il programma di modernizzazione e di progressiva apertura della Russia.

Scienza e Cultura

Vogliamo anche ampliare la già fitta rete di contatti culturali e scientifici. Ci sono quasi 300 accordi sottoscritti fra le nostre Università; tantissimi studenti russi iscritti a Atenei italiani; numerosi progetti bilaterali di ricerca fra il nostro CNR e l’Accademia Russa delle Scienze. L’italiano è appreso in 16 università e in varie scuole a Mosca, San Pietroburgo e altre grandi città. L’Italia è fra le principali mete di destinazione dei turisti russi.

Ecco perché abbiamo deciso insieme di dedicare il 2011 all’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia. Ci sono tutte le premesse perché si riveli un successo. Grazie all’aiuto di istituzioni e sponsor privati, abbiamo messo in calendario appuntamenti di arti visive, teatro, musica, cinema e sport. E ciascun Paese avrà anche modo di far conoscere ed apprezzare le proprie eccellenze scientifiche e tecnologiche.

Con questa iniziativa puntiamo a consolidare, oltre alla conoscenza reciproca tra le nostre società civili, anche la consapevolezza della tradizionale qualità delle relazioni culturali e scientifiche. Perché la modernizzazione -come noi la concepiamo- non può essere un cerchio chiuso su se stesso, che ingloba solo asettici progetti tecnologici. La modernizzazione è piuttosto un cerchio di cerchi, in cui si intersecano le passioni per le nuove idee, per gli scambi culturali, per l’osmosi tra diverse tradizioni.

Il partenariato euro-russo

Abbiamo compreso di possedere insieme un potenziale enorme. Che molti ci invidiano. Ma bisogna smettere di guardare con sospetto ai successi delle relazioni bilaterali dei grandi Paesi con Mosca, e imparare piuttosto a considerarle paradigmi vincenti applicabili in più ampi contesti. Anche perché noi vogliamo mettere questo privilegiato rapporto bilaterale a servizio della comunità internazionale, esercitando ogni sforzo per allargare ed approfondire gli spazi di collaborazione multilaterale ed impegnandoci in particolare a facilitare l’espansione dei rapporti della Russia con l’Unione Europea. Puntiamo in particolare a favorire intense sinergie con l’analogo esercizio per la modernizzazione lanciato sul binario euro-russo. L’Italia si è battuta per affermarlo e ora intende corredarlo di contenuti progettuali. Fra pochi giorni, il Vertice euro-russo di Bruxelles potrà dare slancio all’iniziativa.

Per creare uno spazio aperto di armonica interazione fra Europa e Russia, continueremo a sottolineare la necessità di liberalizzare quanto prima il regime dei visti. Per noi modernizzazione significa accorciare le distanze fisiche e mentali, iniziando proprio dal superamento delle estenuanti ed anacronistiche code davanti ai nostri rispettivi Consolati. Le lunghe file ci ricordano lontani periodi di contenimenti e contingentamenti. Ma noi vogliamo eliminare le barriere ed ogni condizionamento al dialogo tra i nostri due popoli.

D’altro canto, siamo convinti che un avvicinamento degli standard normativi e regolamentari accelererebbe le dinamiche della nostra interazione. Ci attendiamo grandi contributi dall’auspicata adesione di Mosca all’OMC e dalla conclusione del nuovo Accordo quadro UE-Russia.

Possiamo costruire insieme un grande spazio comune di libera circolazione di merci, persone e idee. Dobbiamo utilizzare appieno gli strumenti che abbiamo a disposizione: la prossima, comune appartenenza all’OMC; la piattaforma di convergenze da concordare con il nuovo Accordo quadro UE-Russia; l’abolizione dei visti di ingresso.

La Russia nel cuore del moderno multilateralismo

Non possiamo fallire l’obiettivo. Dobbiamo evitare di cadere di nuovo in trappole culturali che negli ultimi venti anni hanno disseminato di ambiguità ed incomprensioni il rapporto fra Occidente e Russia.

Dobbiamo cogliere le opportunità che ci offrono i tempi cambiati. Il Vertice di Lisbona ha segnato una svolta epocale, sancendo una nuova visione dei rapporti fra la NATO e la Russia.

L’Italia ci ha sempre creduto. Nel 2002 ha promosso le intese di Pratica di Mare per voltare definitivamente pagina. A quello spirito si è sempre attenuta, lavorando con tenacia e pazienza quando altri hanno dubitato o remato contro. Alla fine, grazie al formidabile slancio impresso dai Presidenti Obama e Medvedev, il risultato è stato di portata storica. Consentitemi perciò, per una volta, di esprimere un sentimento di fierezza per la coerenza e la costanza con cui il nostro Paese ha aperto la strada e mantenuto la rotta.

La lezione del successo delle relazioni italo-russe

Vorrei concludere con un’ultima osservazione. Agendo su un terreno fertilizzato dalle intese tra i rispettivi leaders politici, il dialogo tra le nostre società civili ha dimostrato la forza dirompente che può avere lo spirito di apertura e di mutua comprensione, senza alcun timore di costruire su quanto abbiamo in comune.

Abbiamo dimostrato che un approccio non prescrittivo, basato su un’attitudine pragmatica è utile anche ai processi di graduale e positiva contaminazione della Russia. Il successo di questo approccio ci ispira fiducia sia per i prossimi sviluppi del partenariato di modernizzazione, sia per l’avvenire delle più complesse relazioni euro-russe.

Negli ultimi quattro anni, ad animare questo spirito di apertura ha contribuito anche la brillante azione del nostro Ambasciatore a Mosca. Alla fine del Vertice bilaterale, l’Ambasciatore Surdo lascerà il servizio diplomatico per raggiunti limiti d’età. A lui rivolgo un caloroso ringraziamento per aver favorito l’ulteriore avvicinamento delle società civili dei nostri due Paesi.

Signore e Signori,
spero di avere dato atto della ricchezza e della complessità di quello che stiamo costruendo. A Italia e Russia spetta un ruolo speciale in questa nuova dinamica di avvenire. A tutti noi il compito di contribuirvi in modo consapevole e concreto.

Grazie per l’attenzione.

Luogo:

Sochi

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