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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

27/09/2011


Dettaglio intervento

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

Il percorso nazionale dell’Italia ha con efficacia espresso il principio dell’unità e indissolubilità dello Stato ma al tempo stesso promosso, garantito e amalgamato le diverse realtà territoriali. E’ questa la storia del pluralismo dell’Italia fin dalla tradizione dei Comuni.

Gli sguardi verso l’Italia da oltre frontiera, inclusi quelli degli italiani all’estero, tendono a cogliere una sola Italia, una cultura, un modo di essere che esprime un’identità nazionale, viva più che mai. Siamo semmai noi, all’interno, che talvolta sentiamo a riconoscerla!

Il Sottosegretario Letta ha ricordato il contributo fondamentale del Cristianesimo all’identità dell’Italia. Quello stesso contributo, aggiungo, che un’Europa ancora tiepida sui valori assoluti non ha solennemente riconosciuto nei suoi Trattati.

E’ un contributo vivente anche nella società civile, con l’associazionismo e i singoli credenti impegnati a portare testimonianza quotidiana di solidarietà e convivenza.

L’abbandono del potere temporale permise certo alla Chiesa di contribuire ancora meglio all’evoluzione positiva della società. A dimostrazione della straordinaria attualità di questo tema, si rileggano le parole di Sua Santità Benedetto XVI domenica scorsa a Friburgo: “per ritrovare la fedeltà alla propria missione la Chiesa deve distaccarsi dalla mondanità. Liberata dal suo fardello materiale e politico, essa può dedicarsi meglio e in modo veramente cristiano al mondo intero”.

I valori profondi della identità cristiana sono una delle direttrici alla base della prospettiva internazionale dell’Italia. Accanto all’esperienza storica millenaria, ed alla dimensione internazionale del processo di unificazione italiana, a quelle identità e a quel profondo umanesimo dobbiamo l’apertura al mondo che è al cuore stesso dell’italianità.

E’, questo, un orizzonte – fondato sul primato della persona umana – che ognuno di noi si porta dentro e che è ben più vasto del campo di azione ragionevole per un Paese delle nostre dimensioni e potenzialità nell’epoca della globalizzazione.

Dobbiamo poi ricordare che l’azione della Chiesa ed i principi del cristianesimo, soprattutto con la straordinaria azione avviata nel pontificato del beato Papa Giovanni Paolo II nel campo dei diritti umani, hanno dato un’impronta importante all’apporto italiano al mondo. Un contributo che ho recentemente confermato nell’intervento dinanzi all’Assemblea Generale dell’ONU, e che si qualifica per l’impegno nel campo dei diritti umani, del multilateralismo, della ricerca della pace e della convivenza.

Le battaglie contro la pena di morte – che hanno visto idealità laiche e cattoliche combattere insieme, quelle per un ambiente sostenibile, contro la povertà, sono solo alcuni esempi di convergenza fra Stato italiano e Santa Sede sul fronte internazionale. Si potrebbe aggiungere, per restare su temi di grande attualità, il rilievo che entrambi attribuiamo ai rapporti con i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente nonché all’affermazione della pace in Terra Santa. Ed entrambi ci siamo mossi con determinazione per promuovere e difendere la libertà di religione e mettere i cristiani al riparo da abusi e discriminazioni nei Paesi dove l’Islam manifesta i suoi connotati più radicali.

Chiudo ricordando l’azione sinergica svolta per difendere la libertà di esporre il crocifisso in luoghi pubblici, riconosciuta infine dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Con questa iniziativa, l’Italia ha difeso la sua storia: che è quella di un Paese aperto e tollerante, in cui l’esibizione del simbolo del cristianesimo, punto di riferimento spirituale per la maggioranza dei cittadini ed elemento fondante dell’identità nazionale ed europea, rappresenta un messaggio di apertura, di rispetto, di amore per gli altri.


Luogo:

Roma

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