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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

10/02/2011


Dettaglio intervento

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

 

E’ con grande piacere che torno a presentare l’opuscolo “Bambini contesi: guida per i genitori”, giunto alla settima edizione.

Sono contento che i colleghi Maroni, Alfano e Carfagna abbiano accolto l’invito a prendere parte a questa iniziativa. La vostra presenza è la testimonianza della volontà del Governo di fare gioco di squadra per la soluzione di casi tanto complessi sul piano giuridico quanto delicati su quello umano.

Abbiamo avvertito infatti l’esigenza di un intervento delle Istituzioni per contribuire a far maturare la consapevolezza delle conseguenze di una sottrazione illegale di minore: dalle gravi responsabilità penali al drammatico impatto emotivo sul bambino conteso. Quando la famiglia si rompe, vogliamo evitare il rischio che uno dei due genitori privilegi la cieca via della fuga e della sottrazione al diritto irrinunciabile del minore di avere rapporti affettivi stabili e duraturi con entrambe le figure genitoriali anche dopo la separazione o il divorzio.

La Prevenzione del fenomeno

Per questa ragione, l’azione del MAE è diretta in primo luogo alla prevenzione con un’opera capillare di sensibilizzazione. Vogliamo far sapere al più ampio pubblico possibile che la sottrazione illecita di un minore è un reato. Lo prevede il codice penale. Per di più, con il pacchetto sicurezza del 2009, il Governo ha introdotto la fattispecie di sottrazione internazionale di minori (art. 574 bis).

Malgrado ciò, la sottrazione illecita di minore resta un fatto ancora troppo spesso sottovalutato. Forse perché non è sempre chiara la consapevolezza delle sue conseguenze. L’opuscolo “Bambini contesi. Guida per i genitori” intende accrescere questa consapevolezza, contribuendo a far capire che la legge tutela con gravi sanzioni l’interesse superiore del bambino di non essere sradicato dal Paese di residenza abituale e di avere un rapporto equilibrato e costante con entrambi i genitori.

La Guida vuole essere quindi uno strumento di agile consultazione da parte del pubblico e degli operatori del settore. Essa vuole fornire risposte concrete ai più frequenti quesiti. L’opuscolo non si limita quindi ad inquadrare il comportamento illecito e gli strumenti giuridici per contrastarlo, illustrando il ruolo del MAE nella protezione del bambino condotto all’estero in violazione della legge. Esso intende anche e soprattutto dare indicazioni su come prevenire il fenomeno e su quali misure intraprendere in caso di illecita sottrazione.

La normativa internazionale ed europea

In questa edizione della “Guida” abbiamo dato particolare rilievo ai rimedi giuridici internazionali e soprattutto europei, ai quali il genitore italiano può ricorrere. Durante il mio precedente lavoro a Bruxelles come Commissario Europeo mi sono battuto con forza per l’approvazione di una normativa europea (Regolamento 2201/03, cosiddetto Bruxelles II bis).

Ma il mio obiettivo di creare uno spazio unico europeo in materia di diritto di famiglia resta ancora lontano. La norma europea non offre garanzie adeguate per l’esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio. Alcuni Paesi europei tendono ad imporre procedure interne complesse e spesso estremamente lunghe, che di fatto finiscono con il dilazionare all’infinito il rientro in Italia del bambino sottratto. Perciò, in questa edizione abbiamo dato spazio anche alle possibilità di ricorso offerte dal sistema dell’Unione europea.

D’altra parte, proprio in Europa continuiamo a registrare il maggior numero di bambini contesi. Nel 2010 il 56% del totale, a riprova del fatto che i bambini non sono contesi solo da genitori con marcate differenze di origine culturale o religiosa.

Il ruolo della mediazione

Abbiamo voluto dare risalto anche al ruolo della mediazione. I genitori coinvolti in situazioni di grave conflittualità familiare possono rivolgersi alle figure di mediazione previste dagli ordinamenti locali o al Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori. Anche le nostre Rappresentanze diplomatico-consolari sono pronte a svolgere un’azione per giungere ad una composizione amichevole della contesa nell’interesse del bambino.

Del resto, la maggior parte delle conclusioni positive registrate nel 2010 è riconducibile proprio allo sforzo delle parti di giungere ad una composizione amichevole della vicenda. Ed a questo risultato ha contribuito anche l’opera di mediazione delle nostre Rappresentanze diplomatico-consolari. A riprova del fatto che il genitore di un minore sottratto che si rivolge oggi alla diplomazia italiana non trova solo il doveroso conforto umano, ma anche la competenza professionale e la disponibilità a favorire la soluzione del caso.

La più ampia diffusione della Guida

Il documento sarà distribuito in 7000 esemplari con l’intento di raggiungere i genitori in difficoltà ma anche i front office più direttamente impegnati nella lotta al fenomeno. Lo riceveranno la nostra rete diplomatico-consolare, il Ministero della Giustizia, i Tribunali per i Minorenni, il Ministero dell’Interno (Interpol e SIReNE), gli Uffici Minori presso le Questure, i Comandi Provinciali dei Carabinieri e le Associazioni di genitori. La guida è disponibile anche online sul sito del MAE.

Azione del MAE: esiti positivi

I casi di sottrazione internazionale di minori trattati dal MAE hanno avuto negli ultimi anni un aumento esponenziale. Erano 89 nel 1998. Nell’arco di un decennio sono triplicati, passando a 248 nel 2008 ed a 266 nel 2009. Ma hanno subito una leggera flessione nel 2010: al 31 dicembre sono 242 i casi aperti, di cui 65 sorti nel 2010. Credo che tale diminuzione sia dovuta in parte anche alla nostra azione preventiva di sensibilizzazione. Nel 2010, abbiamo inoltre registrato un altro dato favorevole: 91 conclusioni positive di casi (rispetto alle 70 del 2009).

Task force Interministeriale

Vorrei infine fare il punto con voi sui risultati del primo anno e mezzo di attività della Task Force interministeriale sulla sottrazione internazionale di minori. Nel maggio 2009, quando ho proposto di costituire questo nuovo organismo -del quale fanno parte funzionari dei Ministeri degli Affari Esteri, dell’Interno e della Giustizia- pensavo proprio ad una struttura capace di reazioni pronte ed unitarie. In modo da permettere alle Istituzioni di intervenire fin dalla prima segnalazione di un caso di sottrazione internazionale, concorrendo ad una sua tempestiva soluzione.

I risultati di questa iniziativa congiunta sono già notevoli. Le relazioni e sinergie stabilitesi all’interno della Task Force hanno favorito la trattazione di casi difficili, che non trovavano soluzione da molti anni. Nel suo periodo di attività la Task Force ha già svolto 21 riunioni presso la Direzione generale del MAE per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie, trattando di solito i casi più spinosi, per i quali da anni si sta cercando una soluzione. Ebbene, la Task Force ha gestito in totale 37 casi ed il risultato è stato il rientro in Italia di 12 minori italiani. Risposte concrete che dimostrano il successo del nostro gioco di squadra. E che ci danno forza per continuare su questa strada.


Luogo:

Roma

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