Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

16/03/2011


Dettaglio intervento

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

QUARTA CONFERENZA MAE-BANCA D’ITALIA

Signor Governatore,
Signore e Signori,

sono lieto di aprire la IV Conferenza MAE-Banca d’Italia. Il nostro incontro annuale è diventato ormai un appuntamento tradizionale del calendario istituzionale. Ed è soprattutto un utile momento di riflessione sulle dinamiche attuali e gli scenari futuri dell’economia internazionale.

L’anno scorso abbiamo discusso di crisi economica e finanziaria. Oggi i dati sono molto più incoraggianti. Sono concreti i segnali di ripresa della nostra economia. Ma resta l’incognita dell’impatto della crisi politica in Nord Africa.

L’ottica si è rovesciata
Ho menzionato il caso del Nord Africa non solo perché una delle quattro sessioni dei lavori odierni è dedicata all'evoluzione politico-economica nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Ma anche per sottolineare che oggi l’ottica si è rovesciata: occorre necessariamente avere di mira le dinamiche globali. Le politiche nazionali sono sempre più influenzate, se non vincolate, dall’economia internazionale e dagli sviluppi delle relazioni politiche globali. Le nostre scelte possono essere vincenti se sappiamo comprendere in anticipo le tendenze globali e i risultati dell’interazione tra Governi, imprese, consumatori e investitori.

Occorre allora avere le migliori chiavi di lettura per percepire i bisogni, per capire le evoluzioni sociali, per comportarsi di conseguenza sul piano politico, stringendo nuove alleanze o denunciando quelle che possono diventare problematiche. Per essere in grado di cogliere i rischi di instabilità dei Paesi con i quali abbiamo intensi legami, dobbiamo identificare in anticipo le evoluzioni delle loro economie e decodificare i loro sistemi finanziari.

Addetti finanziari imprescindibili per la diplomazia
In questo complesso lavoro di analisi e riflessione, di scomposizione dei dati tecnici e di filtro dell’informazione, la moderna diplomazia non può più fare da sola. Deve assolutamente fare gioco di squadra, pur nel rispetto delle rispettive autonomie. Deve utilizzare tutti gli assets del Paese. E uno dei più validi contributi è quello fornito dagli Addetti Finanziari della Banca d’Italia in servizio presso la rete diplomatico-consolare. Il qualificato apporto degli Addetti è per noi uno strumento imprescindibile di analisi.

Sulla base di questa positiva esperienza, abbiamo deciso di rafforzare la nostra collaborazione con l’invio di due nuovi addetti finanziari al Consolato Generale di Istanbul e alla Rappresentanza Permanente presso l’Unione Europea. Oggi lavorano con noi undici Addetti finanziari della Banca d’Italia distaccati presso Ambasciate, Rappresentanze Permanenti e Consolati Generali. Una squadra di cui siamo pienamente soddisfatti, così come siamo soddisfatti delle collaborazioni con le Delegazioni della Banca all’estero (Tokyo, New York e Londra).

Ottima la collaborazione tra MAE e Banca d’Italia
Con la Banca d’Italia abbiamo messo a punto ottime sinergie in vari settori. Vorrei in particolare menzionare i programmi di assistenza tecnica realizzati dalla Banca d’Italia in favore di Banche centrali di altri Paesi, quali quelle di Afghanistan, Iraq e Albania. La positiva evoluzione dei sistemi finanziari di questi Paesi non è solo importante per gli orientamenti delle imprese italiane nel momento in cui esse devono individuare i mercati di approdo dei processi di internazionalizzazione delle loro attività. Il miglioramento del loro quadro finanziario è per noi essenziale anche perché l’adeguato sviluppo di questi strategici Paesi rafforza la nostra stessa sicurezza.

Le rimesse degli immigrati sono un altro settore in cui la collaborazione fra MAE e Banca d’Italia ha raggiunto livelli eccellenti. L’obiettivo della riduzione del costo medio globale di trasferimento delle rimesse dal 10% al 5% in 5 anni (5x5), adottato su nostra proposta al G8 de L’Aquila nel 2009, è ora diventato un impegno anche per i Paesi G20.

Vorrei ricordare inoltre l’impegno collegiale fra Farnesina, Banca d’Italia e MEF sul tema della sicurezza finanziaria, ad esempio nella selezione e applicazione di sanzioni economiche e finanziarie in ambito ONU e UE (Libia, Iran, Costa d’Avorio).

In ambito europeo, abbiamo evidenziato insieme l’esigenza di istituire, quale elemento fondante di un “Piano Marshall” per il Mediterraneo, una nuova Banca dedicata alla regione. Una Banca da realizzare in stretto raccordo con la Banca Europea per gli Investimenti, ma che rappresenti un sostanziale up-grading dell’attuale Facility della BEI. Una Banca che coinvolga anche gli USA e fornisca altresì servizi reali alle PMI.

Anche all’OCSE, nel G8 e nel G20…
In occasione della Ministeriale OCSE dell’anno scorso, grazie a un’azione di sistema insieme al MEF, abbiamo ottenuto l’approvazione della Dichiarazione sulla Correttezza, Integrità e Trasparenza nella conduzione degli affari. Il rispetto di questi principi non è solo un obbligo morale, ma è anche condizione per favorire le dinamiche virtuose della crescita. La concorrenza è distolta laddove correttezza, integrità e trasparenza sono carenti.

Con un coordinamento congiunto, abbiamo inoltre sottoposto all’attenzione internazionale l’esigenza di contenere i movimenti speculativi e la volatilità dei prezzi dell’energia e dei prodotti di base, a partire da quelli agricoli. L’abbiamo fatto con un’incisiva azione che ha portato al riconoscimento del principio nella Dichiarazione del Vertice di Seoul del 2010. Questo tema è ora una priorità della Presidenza francese del G20.

e negli altri fori internazionali
Tra noi interagiamo e definiamo progetti comuni. Ma talvolta ci rendiamo conto che ciò non avviene nella stessa misura fra alcune organizzazioni internazionali. Assistiamo a una frammentazione di iniziative spesso poco coerenti tra loro. Le organizzazioni internazionali invece dovrebbero agire con maggiore interazione e coerenza. Questo è il messaggio univoco di “global policy coherence”, che abbiamo sollevato a più voci in vari fori internazionali. La Presidenza francese del G20 ha riconosciuto l’importanza della questione.

Le sfide sono molteplici ma il MAE non è impreparato
Sono molteplici le nuove sfide nella governance globale. Nei formati finanziari del G20, occorre in particolare continuare a monitorare con grande attenzione i tentativi di alcuni Stati di introdurre “cavalli di Troia”, con l’obiettivo di ottenere in sedi non competenti un consenso preliminare a un modello di riforma del Consiglio di Sicurezza contrario ai nostri interessi nazionali.

Il Ministero degli Esteri non si è fatto trovare impreparato di fronte alle nuove, rilevanti sfide. Con la recente riforma della Farnesina, abbiamo istituito la nuova Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali. Su questa nuova struttura potremo, sia noi che voi, fare affidamento per dare sempre più coerenza all’impegno italiano per una governance improntata a una visione integrata della crescita e dello sviluppo sostenibile. Se continueremo con lo stesso spirito che ha finora contraddistinto la nostra collaborazione, sono sicuro che otterremo ancora tanti altri eccellenti risultati.

Grazie per l’attenzione.


Luogo:

Roma

11468
 Valuta questo sito