Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Intervento del Ministro Terzi alla VIII Conferenza degli Ambasciatori

Data:

15/12/2011


Intervento del Ministro Terzi alla VIII Conferenza degli Ambasciatori

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

Signor Presidente, è un grande privilegio per il Ministro degli Affari Esteri, i Sottosegretari di Stato, il Segretario Generale, i Direttori generali e per tutti gli Ambasciatori poterLa accogliere oggi alla Farnesina.

Si compie in queste ore un mese esatto dall’insediamento del Suo Governo, ed è giudizio diffuso che sia questa la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana in cui il Paese abbia dovuto e saputo affrontare, tutte insieme e con urgenza senza precedenti, sfide congiunturali e strutturali di natura economica, sociale e politica, di rilevanza non soltanto “domestica”, ma anche e soprattutto europea, e globale.

Il Consiglio Europeo di venerdì scorso ha posto le fondamenta di un percorso ancora arduo, ma certamente ben più al riparo dagli enormi rischi che si sono addensati nel nostro Paese alla vigilia di tale appuntamento. Noi siamo consapevoli che solo dall’Europa potrà partire il rilancio dell’Italia, ma anche che solo con l’Italia potrà aversi un rilancio della dimensione europea. Il nostro Paese deve quindi giocare un ruolo di prima linea nel difendere il Continente da ogni deriva verso la “rinazionalizzazione” delle politiche.

Si sta consolidando un quadro nel quale al nostro Paese viene riconosciuto a Bruxelles un ruolo diverso e più influente sugli affari europei; si accrescono le aspettative verso ciò che l’Italia può offrire, nel contribuire alla sicurezza, allo sviluppo, alla promozione e al sostegno delle istituzioni democratiche e della dignità della persona anche nei più lontani angoli del Pianeta.

A nome del Governo ho avuto modo di tratteggiare in Parlamento le linee fondamentali della politica estera, in chiave europea, atlantica, mediterranea e globale.

Un’impostazione ispirata ad una sostanziale continuità, con nuove intonazioni adattate ai contesti in costante evoluzione, soprattutto quelli che caratterizzano la sponda sud del Mediterraneo. I sommovimenti iniziati esattamente un anno fa in Tunisia e propagatisi in tutta l’area Mediterranea hanno riportato l’attenzione in una regione dove il nostro ruolo di Paese-cerniera tra l’area euro-atlantica e quella euro-mediterranea ci assegna una posizione privilegiata e grandi responsabilità. In quest’area, cruciale per la nostra sicurezza nazionale, i fermenti di libertà e rinnovamento devono tradursi, con il sostegno internazionale, in percorsi di democratizzazione e di crescita, di modernizzazione sociale ed economica, di rilancio delle opportunità educative, di apertura e integrazione dei mercati, di rispetto per le libertà fondamentali, dei diritti delle donne e delle minoranze religiose.

Occorre inoltre far compiere un salto di qualità agli strumenti di cui la politica europea e internazionale dispongono, anche dopo l’importante passo avanti della Deauville Partnership del G8, per la stabilizzazione e la cooperazione in un’area come il Mediterraneo. Per l’Italia, si tratta della globalizzazione alle porte di casa, un insieme di fenomeni in cui dobbiamo proiettarci da protagonisti per volgerli a beneficio dei diritti, di una crescita sostenibile e inclusiva, della pace e della sicurezza.

Altrettanto fondamentale è il nostro ancoraggio alla dimensione transatlantica, sia attraverso il nostro rapporto bilaterale con gli Stati Uniti, sia nel quadro dell’Unione Europea. E’ quindi nostro interesse promuovere una crescente complementarietà tra la sede privilegiata della cooperazione transatlantica, la NATO, e una rafforzata e innovativa azione nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune europea.

In generale, le dimensioni economiche e di sicurezza non possono che essere concepite all’interno del contesto globale. La nuova e necessaria governance economica e finanziaria – da una parte – e quella politica e di sicurezza dall’altra continueranno a rappresentare una priorità per l’Italia. E’ un contributo utile e richiesto, che giova alla comunità internazionale, che è coerente con i nostri interessi nazionali; esso è mosso da principi e valori guida nelle aree di crisi, mirate al progresso della pace, all’affermazione dello stato di diritto e allo sviluppo economico e sociale. Forte della sua presenza nel G8 e nel G20, il nostro Paese continuerà a svolgere un ruolo da protagonista, consapevole che l’affermarsi di nuove così importanti realtà offre opportunità da cogliere per l’internazionalizzazione del nostro sistema economico.

Signor Presidente, sono qui oggi i responsabili di tutte le nostre Ambasciate e Rappresentanze diplomatiche che, insieme agli uomini e donne che compongono questa Amministrazione, assolvono a compiti di grande rilevanza per la sicurezza, l’economia, la promozione culturale e scientifica del Paese. Possono contare sull’impegno mio e del Segretario Generale, e sono sicuro di poter dire anche sul Suo, Signor Presidente, per dare forte rilievo alla nostra diplomazia nelle sue caratteristiche di straordinaria professionalità e specialità nell’ambito dell’ordinamento della pubblica amministrazione. Un impegno diretto ad assicurare risorse e normative adeguate all’accresciuto ruolo attribuito al Ministero degli Esteri.

La Farnesina rappresenta un elemento centrale per la crescita economica del Paese e deve ancor più sostenere tale onerosa responsabilità nella sua azione futura.

Lo può e lo deve fare cogliendo i punti di forza nel processo di internazionalizzazione della nostra economia, valorizzando il collegamento tra impresa e cultura, il tessuto delle piccole e medie imprese con maggiore propensione all’export e alle partnership internazionali, i crinali di attrazione per l’investimento estero e – aspetto di estrema importanza – la vasta, qualificata e appassionata presenza dei nostri concittadini, di comunità di origine italiana, nel mondo.

Nel rispondere alle necessità di sostenere sempre e ovunque l’interesse e i valori dello Stato, i nostri Capi Missione si confrontano a difficoltà crescenti che la situazione finanziaria comporta per questa Amministrazione, ancor più che per altri comparti del settore pubblico.

Desidero sottolineare, Signor Presidente del Consiglio, che la diplomazia ha vissuto negli ultimi già difficili anni, e sta ancor più vivendo ora, disagi e restrizioni conservando la straordinaria motivazione che da sempre ha contraddistinto nel nostro Paese i migliori servitori dello Stato.

Siamo ora impegnati a rivedere gli assetti complessivi di questa Amministrazione in chiave di standards europei, in quel processo di adeguamento – peraltro già avviato da tempo – alle migliori politiche tra i nostri migliori partners.

Sotto alcuni profili si deve peraltro rilevare come sia proprio la diplomazia italiana ad essere “titolare” di standards di eccellenza a livello europeo.

Signor Presidente, ho l’onore di invitarla a prendere la parola.


Luogo:

Roma

12751
 Valuta questo sito