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Governo Italiano

Intervento del Ministro Terzi alla Camera di Commercio di Bergamo “Diplomazia e Imprese nel mondo globalizzato a 150 anni dall'Unita' d'Italia”

Data:

17/12/2011


Intervento del Ministro Terzi alla Camera di Commercio di Bergamo “Diplomazia e Imprese nel mondo globalizzato a 150 anni dall'Unita' d'Italia”

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

Signore e Signori,

quando il Direttore Generale della Direzione per la promozione del Sistema Paese, l’Ambasciatore Melani, che è qui con noi, mi propose di partecipare in varie città italiane a un programma di incontri previsto da mesi, molto prima dell’assunzione del mio incarico, accolsi subito la proposta con grande entusiasmo. Trovai eccellente l’idea di organizzare una sorta di road show, in collaborazione con il Sole 24 ore e con le strutture associative nazionali e locali, sulle potenzialità di interazione tra il Ministero degli Esteri e alcune tra le più produttive realtà territoriali. Ma immaginate l’enorme piacere con cui appresi che la prima tappa di questo programma era stata individuata in Bergamo! Che felice coincidenza iniziare proprio dalla mia città questo tour di public diplomacy. Un tour che riprenderà a gennaio da Parma.

Bergamo, e lo dico non solo da bergamasco ma anche e soprattutto da Ministro degli Esteri, possiede tutte le risorse e le potenzialità -istituzionali, industriali, culturali, associative- per assumere il ruolo di realtà territoriale di eccellenza con la quale la Farnesina può e deve sviluppare utili sinergie. Lo spirito e l’auspicio con cui iniziamo questo road show è quindi quello di fare delle interazioni tra la realtà bergamasca e il Ministero degli Esteri, tra imprese e diplomazia, un esempio virtuoso. Vogliamo partire da qui per dimostrare, sulla base di proposte e indicazioni concrete, che l’espressione tradizionale dello Stato centrale, il Ministero degli Esteri, e una delle province più dinamiche possono lavorare insieme a vantaggio della crescita e della competitività del Sistema Paese.

Ma prima di addentrarmi negli aspetti concreti del mio intervento, consentitemi di osservare che è quanto mai appropriato il riferimento del titolo di questo Convegno al 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Una ricorrenza straordinaria, che abbiamo celebrato con numerosi eventi, e che deve anche farci riflettere su un punto fondamentale della nostra vicenda nazionale. Le diversità e le specificità locali non possono essere elemento di debolezza, ma devono essere uno dei nostri punti di forza per superare le complesse sfide del mondo globalizzato. Il successo di questo disegno politico dipende dalla nostra capacità di evitare duplicazioni e tradurre in un comune interesse nazionale la combinazione di proiezioni nazionali, territoriali e settoriali. A 150 anni dall’unità d’Italia, questo resta uno dei temi più attuali per il rilancio della competitività del nostro Paese. La mia presenza qui testimonia la forte volontà mia e del Ministero degli Esteri di contribuire a perseguire questo disegno.

Bergamo non è il punto di partenza di questo disegno, ma può proporsi per simbolizzarlo e dinamizzarlo. Bergamo può insomma tirare la volata, essendo stata in questi 150 anni città protagonista dei moti risorgimentali –e avendo contribuito all’impresa dei mille con 174 garibaldini di tutte le classi sociali- ma essendo anche diventata centro di avanguardia, modello economico fondato sulle alte tecnologie e polo culturale del Paese.

Grazie allo spirito di impresa e alle intuizioni di Autorità e imprenditori locali, negli ultimi anni la città ha compiuto un salto di qualità: l'aeroporto di Orio al Serio, la costruzione di giganti commerciali quali Orio Center e l'avvio di eccellenti iniziative, come il Kilometro Rosso nella ricerca e sviluppo applicata alle imprese, hanno fatto di Bergamo un punto di riferimento per l’economia del Paese. Anche grazie a questo straordinario spirito di intraprendenza dei suoi migliori imprenditori, Bergamo si colloca ai primissimi posti in Italia per produzione di alta tecnologia.

Anche nei processi di internazionalizzazione, Bergamo ha dimostrato di saper lavorare in modo efficace. Il ruolo attivo svolto da Bergamo Formazione e Promos nella promozione, nell’organizzazione di missioni e fiere, nella consulenza alle imprese è molto apprezzato dalle nostre sedi diplomatiche e consolari. La proiezione della città verso il progresso e l’innovazione è poi confermata dal successo del Festival BergamoScienza, che dal 2003 porta ogni anno la scienza in piazza, a disposizione di tutti.

Certo, la crisi economica ha colpito duramente anche Bergamo. A metà anno non erano stati ancora recuperati i livelli di produzione persi nel terribile biennio 2008-2009 e le gravi difficoltà fiscali e finanziarie in cui si trova il Paese non facilitano la ripresa. Ma non è la notte nera in cui tutte le vacche sono nere. La crisi può anzi essere un’opportunità per rivedere alcune strategie, per prendere nuove decisioni in vista di benefici futuri. Occorre partire dai dati più incoraggianti. Ad esempio, come osserva la Relazione previsionale per il 2012 della Camera di Commercio di Bergamo, le esportazioni del territorio nel 2010 “hanno avuto un recupero eccellente” che prosegue, seppure a ritmi meno intensi, anche quest’anno.

Grazie alle potenzialità offerte dal mercato globale, e soprattutto da quei Paesi emergenti che sono stati solo sfiorati dalla crisi economica, le esportazioni possono diventare allora la locomotiva dello sviluppo di Bergamo e del Paese. Ma se puntiamo a una crescita trainata dall’export, allora dobbiamo essere consequenziali. Dobbiamo favorire un circolo virtuoso tra innovazione, stimolata da investimenti in ricerca e sviluppo, e internazionalizzazione, favorita dalle interazioni tra pubblico e privato, tra imprese e diplomazia. Come dimostrato anche da un recente studio della Commissione Europea sulle piccole e medie imprese, innovazione e internazionalizzazione sono processi paralleli che si alimentano a vicenda.

Il Ministero degli Esteri è pronto a fare la sua parte, come testimonia anche la recente riforma della Farnesina che ha innovato l’organizzazione e i metodi di lavoro, e ha introdotto una specifica Direzione per la promozione del Sistema Paese. Il ventaglio di strumenti a disposizione è esteso e in continuo aggiornamento. Vorrei ricordare in particolare la Cabina di regia, che guidiamo insieme al Ministero per lo Sviluppo Economico -e della quale fanno parte il Ministero dell’Economia, la Confindustria, l’ABI, Unioncamere e la Rete Italia Imprese- per programmare l’attività economica all’estero e organizzare missioni di sistema, di settore e di filiera.

Dalla creazione della Cabina di Regia, nel 2008, abbiamo effettuato nove missioni di sistema all’estero, alle quali hanno partecipato in media 200 imprese e istituti bancari, con punte anche di 500 in occasione della missione in Russia. Certo, possiamo e dobbiamo ancora migliorare. Ma ci incoraggiano a proseguire sulla strada intrapresa gli studi specializzati, che hanno analizzato il grado di soddisfazione delle imprese che hanno partecipato alle missioni. Il caso più significativo è quello della missione in Cina, alla quale hanno aderito 260 imprese: ebbene, l’85% di esse ha giudicato molto soddisfacente la missione e il 79% ha dichiarato di essere riuscito a stabilire rapporti interessanti con le controparti.

Invito quindi le imprese bergamasche a prendere parte attiva a queste missioni, così come ai Consigli di cooperazione economica e ai fori di dialogo che abbiamo in programma il prossimo anno con le più dinamiche realtà mondiali, come la Russia, la Cina e la Turchia. E vi invito altresì a non sottovalutare le potenzialità di conoscenza e incontro offerte dalle presentazioni di Paesi generalmente meno conosciuti dal nostro mondo imprenditoriale. Ha riscosso ad esempio ampio successo la presentazione che abbiamo organizzato in diverse città italiane, in collaborazione con il Sole 24 Ore, le Camere di Commercio, l’Ice, la Confindustria e la Regione Lombardia, delle opportunità di business nelle Filippine. Nei prossimi mesi presenteremo le opportunità offerte da altre dinamiche realtà, come l’Etiopia e la Colombia. E vi segnalo anche l’evento “ASEAN Awareness” diretto a fare aumentare la consapevolezza dei nostri operatori economici sulle crescenti possibilità di fare affari con i Paesi ASEAN.

Siamo anche convinti dell’importanza, specialmente in un periodo di contrazione del mercato del credito, di favorire l’attrazione di investimenti esteri. Lo possiamo fare insieme con una sinergia tra l’azione diplomatica e il marketing del territorio diretto ai potenziali investitori. Questa è una mia priorità. Ho convocato già prima delle festività natalizie il Comitato Strategico per lo Sviluppo e la Tutela degli Interessi Nazionali in Economia e intendo porre il tema dell’attrazione degli investimenti nell’agenda dei miei più significativi incontri bilaterali.

E’ inoltre importante sostenere le imprese sul campo. Ad esempio, per aiutarle nei processi volti all’aggiudicazione delle grandi commesse nei Paesi in cui sono in corso eventi internazionali, come le Olimpiadi o i Mondiali di Calcio, e piani di ammodernamento e sviluppo delle infrastrutture. Ma è anche opportuno coinvolgere le imprese, con progetti concreti, nella realizzazione delle attività di diplomazia economica. In questo modo possiamo creare un “pacchetto Italia” di reciproca utilità: per le Istituzioni e le imprese. Per fare un altro esempio, alcune nostre Ambasciate hanno realizzato, con le associazioni di imprese italiane presenti nel territorio, innovative guide in grado di consigliare e indirizzare i nostri imprenditori interessati a delocalizzare nei mercati stranieri. Permettetemi un’osservazione su questo ultimo aspetto. Nei mercati globali, la delocalizzazione non deve più essere vista come un fenomeno negativo, ma come un’opportunità per rilanciare la competitività dell’impresa e dell’intera economia del Paese.

Vorrei inoltre sottolineare che stiamo concentrando i nostri sforzi sull’organizzazione di Expo Milano 2015, la più importante iniziativa internazionale che si svolgerà nel Paese nei prossimi anni. Abbiamo già registrato 67 adesioni, tra le quali quelle di Francia, Germania, Russia, India e Cina. Dai Mondiali di calcio del 1990 l’Italia non conosceva una manifestazione capace di attrarre tanti milioni di turisti. L’EXPO sarà un’occasione di marketing, una vetrina mondiale per il Paese, la Lombardia e la provincia di Bergamo. E offrirà l’opportunità di mostrare al mondo non solo l’inventiva e la creatività italiana, ma anche i picchi di eccellenza raggiunti dalla nostra tradizione tecnologica e manifatturiera. Per questa ragione, apprezziamo l’impegno della Camera di Commercio di Bergamo volto a coinvolgere le imprese locali nell’EXPO. E mi sembra un’idea che merita di essere approfondita quella, indicata nella relazione previsionale della Camera di Commercio, di istituire tavoli tematici EXPO sui temi della ricettività e accoglienza, delle infrastrutture, della mobilità, dell’agroalimentare, dell’arte, della cultura e dei servizi.

Nel mondo globalizzato vince solo chi ha alle spalle un Sistema Paese coeso ed efficiente: non singole realtà più o meno capaci, ma un insieme di soggetti che collaborano nell’elaborazione e attuazione di strategie unitarie per lo sviluppo nazionale. In quest’ottica, e in linea con le priorità del Governo di sostegno alla crescita e all’occupazione, vorrei cogliere l’occasione per dire che intendo intensificare l’azione di diplomazia economica, sulla base del solo metodo che consente di avere successo: fare sistema con spirito di collegialità. Un metodo questo, che guida il Governo anche nel processo legislativo diretto all’istituzione della nuova Agenzia per la promozione all’estero. Il Governo ha ben presente l’importanza del principio dell’unicità delle attività di promozione economica all’estero. Principio, che deve necessariamente trovare nelle rappresentanze diplomatiche e consolari il suo naturale punto di riferimento e di coordinamento all’estero.

Vorrei concludere con un’ultima osservazione, che mi sta particolarmente a cuore. In un momento in cui il sistema imprenditoriale italiano sta riflettendo sulla conclusione di un ciclo di sviluppo industriale e sulla necessità di adottare formule nuove e più adatte alle sfide dei mercati globalizzati, la Farnesina ha adottato anche una visione integrata di promozione economica e culturale. Crediamo nei benefici che potremmo ottenere dalle collaborazioni tra Istituzioni, Università, Centri di Ricerca, Enti formativi e imprese. Queste collaborazioni possono contribuire a elaborare nuove strategie globali, ad anticipare gli scenari futuri, a dare impulso alla ripresa. In questo senso, sono molto importanti i 32 accordi internazionali che l’Università di Bergamo ha stipulato con diverse realtà accademiche, e in particolare quelli relativi ai settori dell’alta tecnologia.

Nella stessa ottica, crediamo che le straordinarie ricchezze artistiche del Paese debbano rappresentare un biglietto da visita anche per la realtà economica. Ad esempio, il successo della mostra sul Rinascimento che vede in questi giorni esposta a Canberra, in Australia, la collezione pittorica dell'Accademia Carrara, pone sotto i riflettori del mondo non solo l'arte italiana, ma anche il territorio di Bergamo. E al contempo favorisce l'interesse e l'attrazione per lo stile di vita italiano, per i nostri prodotti, per le nostre tradizioni, per la qualità delle lavorazioni artigianali.

Questa è l’economia della cultura. E Bergamo ha dimostrato di essere consapevole dell’intimo legame esistente tra cultura ed economia, come testimoniato dalla candidatura a “Città Europea della Cultura” nel 2019. Una candidatura che il Ministero degli Affari Esteri, attraverso la sua rete diplomatica, sosterrà fortemente, consapevole delle positive ricadute sia per la città che per il Sistema Paese.

Abbiamo a disposizione numerose e proficue possibilità di collaborazione tra diplomazia e imprese, tra privato e cultura. La Farnesina è pronta a esplorarle e sostenerle perché queste convergenze sono un fattore di successo per le imprese nei mercati globali e per la diplomazia nei Paesi stranieri. La mia presenza qui testimonia la determinazione con la quale intendo alimentare questi sforzi comuni, a vantaggio della coerenza e unitarietà alle attività di promozione. A 150 anni dall’unità d’Italia, questo resta uno dei temi più attuali e rilevanti per il rilancio della competitività del nostro Sistema Paese.


Luogo:

Bergamo

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