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Governo Italiano

Intervento conclusivo del Sottosegretario Mario Giro – Convegno di Villa Mondragone

Data:

27/06/2013


Intervento conclusivo del Sottosegretario Mario Giro – Convegno di Villa Mondragone

(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

Sono molto grato agli organizzatori del XXVmo seminario economico internazionale “Villa Mondragone” e in particolare al Prof. Paganetto per avere dedicato una sessione all’America Latina quel che mi offre la possibilità di condividere con voi alcune riflessioni sugli indirizzi che il Governo si propone di seguire nelle relazioni con l’America latina e ciò anche nella prospettiva della VI Conferenza Italia- America latina e Caraibi , prevista a Roma il 12 e 13 dicembre prossimi. Si tratta di un appuntamento cui da parte nostra attribuiamo grande significato perché garantisce continuità ad un rapporto dal grande potenziale ancora inesplorato.

Nella mia qualità di Sottosegretario di Stato con delega all’America Latina, ho maturato in queste prime settimane di lavoro alcune impressioni intorno alle relazioni italo-latino americane, oserei dire che sono riflessioni che inevitabilmente coinvolgono i rapporti tra Unione Europea e America latina. A mio avviso le relazioni che l’Italia intrattiene con i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi sono oggetto nel nostro Paese di una lettura che non riesce a registrarne l’intensità e la portata perché frutto di un eccesso di spontaneità e di una carenza di prospettiva. Lo spettro delle relazioni italo-latino americane si estende ben al di là dei rapporti politici od economici, arrivando a ricomprendere l’ampia gamma di relazioni e interessi che fanno capo agli organismi della società civile, alle università, ai centri di ricerca, agli enti territoriali, alle organizzazioni non governative, alle persone stesse, compresi i nostri oriundi. Sono relazioni profonde e diffuse a cui servirebbe di tanto in tanto una sintesi e un bilancio, quello che potrebbero diventare le conferenze rafforzandone il percorso preparatorio tra un’edizione e l’altra, costruendo su assi di collaborazione ben definiti.

Quello che l’America Latina si aspetta dall’Italia e dall’Europa è anche mutuare la nostra esperienza di modello di sviluppo che ha spesso saputo conciliare modernità e valori, crescita e dimensione sociale, tradizioni culturali e tecnologia, scienza e umanesimo. Non si tratta di un modello perfetto ma perlomeno si pone l’ambizione di rimanere a dimensione umana anche se in tempi di crisi. Dalle mobilitazioni turche a quelle cilene e brasiliane il problema esiste.

Formazione del capitale umano, ricerca e produttività sono alcuni dei punti sui quali lavorare insieme anche attraverso gli strumenti più classici della diplomazia quali sono le commissioni miste, gli accordi, le visite. Bisogna evitare che alla distanza geografica si affianchi una distanza intellettuale e culturale. Quel che succede nella regione ci concerne perché l’America Latina a buon diritto è parte della mappa culturale europea tant’è che si ha l’ambizione di creare uno spazio comune di scambi universitari.

L’Italia registra con soddisfazione l’evoluzione in corso nell’insieme del Subcontinente, i tassi di crescita ancora lusinghieri sebbene in alcuni paesi meno vivaci di appena 2 anni fa, apprezza e sostiene l’estendersi del dialogo democratico e della concertazione politica tra i Paesi della regione, segue con interesse l’incipiente affermazione sulla scena globale delle nazioni latino-americane. Con partner divenuti oggi autorevoli e più assertivi, l’Italia nutre la volontà approfondire il dialogo a tutti i livelli, sia bilateralmente che a livello multilaterale, un ambito quest’ultimo in cui si profilano significative sinergie, e in cui vorremmo sfruttare la comune sensibilità culturale per promuovere un’azione mirata a difesa dell’ambiente, per il rispetto dei diritti umani, per una nuova governance economica globale.

Un altro spunto che traggo da queste prime settimane è quello che UE e America Latina dovrebbero maggiormente collaborare non solo sul piano interregionale ma insieme sul piano globale. In tale prospettiva, la nascita della CELAC- la Comunità degli Stati latino americano e dei Caraibi- costituisce un avvenimento ricco di prospettive. Si tratta ancora soltanto di un foro ma noi vi leggiamo la determinazione dei Paesi latino americani di muoversi insieme e unitariamente sulla scena globale, ciò che sembra costituire una sorta di avveramento della Patria Grande.

Gli scambi commerciali sono la conseguenza di un dialogo politico e non possono procedere autonomamente senza una dimensione di fiducia e comprensione. La Conferenza del prossimo dicembre si presenta come un esercizio di dialogo volto a valorizzare le complementarietà economiche e territoriali esistenti tra i nostri Paesi lungo indirizzi che fanno perno sul principio del partenariato paritario. Si tratta di un appuntamento cui noi attribuiamo grande importanza, perché riteniamo che il tema centrale della Conferenza- lo sviluppo territoriale sostenibile, declinato nella sua dimensione economica, sociale e ambientale- apra grandi opportunità alla cooperazione con le piccole e medie imprese italiane, i cui processi di internazionalizzazione si indirizzano sempre più verso l’America Latina. La Conferenza sarà anche il momento per la presentazione dell’EXPO 2015, cui è prevista la massiccia partecipazione dei partners latino americani, per offrire ai latinoamericani le nostre esperienze in settori cruciali per la loro crescita come le reti elettriche, ma anche nel settore delle cooperative, della gestione del territorio .

A differenza dell’Unione Europea, i Paesi dell’America Latina vivono una fase di fiducia nell’avvenire, di risveglio politico, economico e sociale, che si esprime attraverso l’intensificazione dei processi di integrazione dei mercati talora in maniera apparentemente contraddittoria, vi è chi parla addirittura di due anime contrapposte in America Latina, il Mercosur atlantico con economie venate di protezionismo e dirigismo e l’Alleanza del Pacifico più libero-scambista. Noi siamo certamente interessati a osservare più da vicino l’evoluzione dell’Alleanza a cui si stanno aggiungendo nuovi membri e che attrae e traina ma saremmo ben lieti se come sembrano indicarlo gli amici brasiliani ci fossero buone notizie sulla rimessa in moto del negoziato UE-Mercosur.

Infatti le opportunità che il subcontinente offre alla cooperazione industriale esercitano una forte attrattiva su un numero crescente di nostre imprese. Il Messico ospita oggi mille e quattro cento imprese italiane, piccole, medie e grandi, perfettamente integrate nel tessuto connettivo del Paese; in Brasile sono attive ottocento aziende italiane di punta e un numero analogo viene registrato in Argentina, mentre i Paesi della Costa del Pacifico- Perù , Colombia e Cile - si propongono alle aziende italiane come promettenti piattaforme in vista dei mercati asiatici. Si offre quindi all’azione delle nostre imprese un ampio campo di attività, che va tuttavia opportunamente coltivato e preparato.

E’ importante ricordare che accanto all’economia un ruolo di non minore rilievo esercita la cultura nelle sue molteplici espressioni: artistiche, musicali, letterarie, scientifiche, accademiche senza dimenticare la diffusione della lingua indice della fiducia che ha di sé una nazione. Si tratta di un settore la cui importanza, nelle relazioni con gli altri Paesi, non è stata finora valorizzata a sufficienza. Perciò è per me motivo di allegria poter sottolineare che essa rappresenta una priorità nell’azione esterna dell’attuale Governo, anche nella prospettiva del rafforzamento dei flussi turistici verso l’Italia.

In conclusione, le direttrici lungo le quali il Governo intende muoversi nei rapporti con l’America Latina puntano a valorizzare il grande retaggio storico che ci unisce a quel continente ma anche a superarlo per guardare oltre, alle nuove realtà. Alcune vene dell’America Latina sono ancora aperte per parafrasare l’opera di Eduardo Galeano, la disuguaglianza non è stata abbattuta, l’Europa si è ammalata di pessimismo e sembra paralizzata. Forse il più riuscito meticciato sarebbe quello di scambiarsi stati d’animo: a noi un pò della vitalità e del senso del futuro che circola in quella regione dandogli in cambio un po’ di quelle esperienze che ci hanno fatto grandi.


Luogo:

Villa Mondragone

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