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Governo Italiano

Saluto dell’On. Ministro alla cena di apertura della “Giornata Altagamma 2017”

Data:

22/11/2017


Saluto dell’On. Ministro alla cena di apertura della “Giornata Altagamma 2017”

Saluto il Presidente della Fondazione Altagamma, Andrea Illy, e rivolgo un caloroso benvenuto ai rappresentanti dei grandi marchi dello stile di vita italiano e agli ospiti presenti.

Sono particolarmente lieto che l’evento di apertura della Giornata di Altagamma 2017 sia ospitato qui a Villa Madama. E’ la testimonianza del “gioco di squadra” che unisce il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed attori pubblici e privati nella promozione del “Marchio Italia” nel mondo.

Vogliamo  presentare all’estero l’immagine del nostro Paese non solo al meglio ma a tutto tondo, valorizzando le componenti economiche, culturali e scientifiche del Sistema Italia e le eccellenze dei nostri territori.

In questo sforzo congiunto, i grandi marchi italiani dell’alta gamma e dell’industria culturale e creativa svolgono un ruolo fondamentale. Innanzitutto perché siete riconosciuti all’estero come simboli e segni distintivi del “brand nazionale”.

Quando parliamo dell’Italia parliamo sicuramente di una grande potenza economica e industriale, tant’è che facciamo parte del G7. Ma non siamo la superpotenza economica.

Quando noi parliamo dell’Italia, parliamo anche di un’importante potenza militare. Abbiamo forze armate qualificatissime che addestrano altre forze armate nei principali scenari di crisi internazionali. Ma non siamo la superpotenza militare. Cosa siamo quindi?

Noi siamo la superpotenza della cultura e della bellezza. Noi non produciamo solo arte e bellezza, non esportiamo solo design, noi non promuoviamo solo la nostra cucina e il nostro turismo, ma l’insieme di tutto questo, che è l’Italian life style. E’ un modo di vivere,  il “Vivere all’italiana”, che nessun imitatore riuscirà mai a imitare. Perché è l’insieme di questa cultura, di questa lingua, di questo talento nazionale che noi promuoviamo ed esportiamo.

E i fatti ci stanno dando ragione. Anche grazie a questo vivere all’italiana per la prima volta nella storia del nostro paese le esportazioni hanno raggiunto il 30 % del PIL. E siamo anche molto attrattivi. Gli investitori stranieri nel 2016 hanno investito in Italia 29 miliardi di dollari a fronte dei 19 del 2015. Siamo così passati dal 17° al 13° posto nella classifica dei Paesi principali destinatari dei investimenti esteri (Rapporto UNCTAD 2017). C’è un’Italia degli ottimisti, che cresce del 50 % in più rispetto alle attese, con un’accelerazione dell’export, e che oggi per la prima volta da decenni vede allargarsi le proprie quote di mercato nei mercati internazionali.

Lo scorso anno abbiamo commissionato ad IPSOS il rapporto “Be Italy - Indagine sull’attrattività del Paese”. Dallo studio è emerso che siamo tra i tre Paesi più conosciuti al mondo per moda, enologia e design. E godiamo di un elevato potere di attrazione turistica, anche tra chi non ha mai visitato l’Italia! In particolare, gli intervistati hanno associato al “Brand Italia” un’immagine fortemente positiva legata al buon vivere, al gusto, alla creatività. Ed è questo quello che personalmente riscontro ogni volta che sono in missione all’estero. Per esempio, quando sono stato a Mosca e a Pechino mi hanno detto che per la classe media russa e cinese l’acquisto di prodotti italiani di alta gamma è uno status symbol, che riflette il raggiungimento di un importante traguardo sociale.

E chiaramente non è solo una questione di immagine. Il top di gamma contribuisce in maniera determinante alla crescita, competitività e occupazione del nostro Paese. Il settore vale per l’industria italiana circa 100 miliardi di euro, con una quota sul mercato mondiale del 10%, e un’occupazione diretta e indiretta che raggiunge le 500.000 persone (studio di “Frontier Economics”). Quanto ai beni di lusso, l’Italia è leader nel settore, con ben 26 aziende tra le 100 più importanti al mondo (studio Deloitte “Global Powers of Luxury Goods 2017”).

Questi numeri spiegano le numerose azioni promozionali dedicate dalla Farnesina al settore dell’industria culturale e creativa. Penso, ad esempio, al nostro sostegno alla Triennale di Milano (nella sua edizione 2016 e alla prossima del 2019), e all’internazionalizzazione del Salone del Mobile, che proprio fra pochi giorni (il 23 novembre), inaugura la sua edizione di Shangai.

Il nostro costante impegno è culminato nell’organizzazione della Giornata del Design italiano nel mondo (2 marzo scorso), che ha visto l’organizzazione di 170 eventi in 110 città del mondo. Il design è “Made in Italy” e volano dell’economia italiana: le nostre imprese rappresentano oltre 1/3 del fatturato mondiale del settore, pari a 100 miliardi di euro.

So che alcuni dei riconoscimenti che saranno consegnati stasera sono dedicati al settore dell’Agroalimentare. Proprio questa settimana è in corso la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, giunta alla sua seconda edizione dopo il successo dello scorso anno. L’iniziativa, che abbiamo lanciato proprio qui pochi giorni fa, si articola in 1000 eventi in 110 Paesi dedicati all’eccellenza dell’agroalimentare italiano di qualità. Un settore che vale oltre 132 miliardi di euro con un export di quasi 40 miliardi di euro. Abbiamo 68 prodotti che si piazzano sul “podio” dei generi  agroalimentari più venduti al mondo (dati Fondazione Symbola) e 292 denominazioni agroalimentari protette.

Tutte queste iniziative fanno parte di un’innovativa strategia di promozione dell'Italia all'estero, che abbiamo chiamato “Vivere all’italiana”: un potente strumento di soft power che ho voluto mettere al centro della diplomazia economica.  

“Vivere all’italiana” è un marchio fatto di bellezza, creatività e capacità tecnologica, promosso da ogni componente della nostra rete. Ma è anche un impegno a difendere le nostre indicazioni geografiche; per contrastare il fenomeno dell’Italian sounding e le politiche dei “semafori alimentari”; e per tutelare la proprietà intellettuale ed industriale.

In questa articolata azione di promozione abbiamo individuato nella Fondazione Altagamma uno dei nostri principali partner. Insieme abbiamo pensato di creare i Club Altagamma presso le nostre Sedi Diplomatiche nei paesi più rilevanti per l’industria italiana della moda e del lusso. Il primo Club verrà creato negli USA presso la nostra Ambasciata a Washington, con il sostegno di ICE.

 

La vitalità delle vostre aziende ci insegna che dobbiamo aprirci all’innovazione senza paura e senza pregiudizi. Ma anche che non ci può essere innovazione senza la possibilità di tentare e di sbagliare. Come diceva Einaudi “trial and error, prova ed errore, sono le caratteristiche dei regimi liberi”. Sono anche le qualità dell’imprenditore, che per avere successo deve avere la libertà di rischiare.

 

Come Governo – l’ho sempre detto – dobbiamo fare in modo che l’investimento nell’innovazione garantisca all’imprenditore uno spazio sufficiente per rischiare ed avere successo. Solo così riprenderemo la strada più veloce della crescita.

Abbiamo un obiettivo comune: rispondere alla crescente domanda di Italia che arriva da ogni parte del mondo. Possiamo farlo insieme sostenendo il genio innovativo del nostro Paese, le nostre eccellenze produttive e la tradizione dei nostri territori.


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