Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Discorso dell’On. Ministro alla Riunione degli Ufficiali ed Esperti della Guardia di Finanza in servizio all’estero

Data:

12/02/2018


Discorso dell’On. Ministro alla Riunione degli Ufficiali ed Esperti della Guardia di Finanza in servizio all’estero

Farnesina, 12 febbraio 2018

(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

 

Segretario Generale Belloni,
Generale Toschi,
Cari Ufficiali ed Esperti,

Ho il grande onore, per il secondo anno consecutivo, di darvi il benvenuto alla Farnesina per la Riunione degli Ufficiali ed Esperti della Guardia di Finanza in servizio all’estero.

In oltre un anno di mandato da Ministro degli Esteri ho potuto anch’io apprezzare sul campo - durante le mie missioni internazionali - lo straordinario impegno delle “fiamme gialle” nel mondo. E’ un impegno secolare al fianco della diplomazia: dalle epiche missioni del Maggiore Melloni in Africa nel 1886 e del Maggiore Gemmi in Grecia nel 1900, a quelle più recenti in Albania, Afghanistan, Kosovo, Haiti e in Libia. 

Pochi giorni fa, in questa stessa sala, abbiamo organizzato la Seconda Conferenza internazionale sui Paesi di Transito, dedicata ai flussi migratori nel Mediterraneo. E anche in questo campo c’è un fondamentale lavoro della Guardia di Finanza, per esempio nell’Operazione TRITON, a cui è subentrata l’Operazione THEMIS, in collaborazione con l’Agenzia europea FRONTEX. In queste attività si è manifestato, da una parte, lo spirito solidale dell’Italia verso chi rischia la tragedia nelle acque del Mediterraneo. Dall’altra, una grande attenzione alla sicurezza dei nostri cittadini. “Solidarietà e Sicurezza” è stato il filo conduttore della Conferenza di Roma. Solidarietà: perché abbiamo il dovere di salvare vite in mare. Sicurezza: perché abbiamo sempre agito con fermezza e determinazione per identificare ed espellere estremisti che disprezzano i nostri valori e libertà.

In particolare, ho sottolineato alla Conferenza la centralità dei nostri sforzi per sconfiggere il crimine organizzato e le organizzazioni terroristiche che lucrano dal traffico di esseri umani e da altri traffici illeciti. Un impegno reso possibile dalla strettissima collaborazione fra la Farnesina e la Guardia di Finanza, basato su senso di responsabilità ed azioni concrete.

Il nostro lavoro quotidiano – insieme – è  indispensabile alla pace e alla sicurezza, specialmente in un’area prioritaria come il Mediterraneo: dal contrasto al finanziamento del terrorismo; alla lotta al riciclaggio, all’evasione fiscale e alla corruzione; fino al contrasto del contrabbando di reperti archeologici in zone di conflitto.

Vorrei soprattutto congratularmi con voi per le eccellenti attività di formazione e di capacity building in materia di polizia doganale, di polizia di frontiera e di polizia tributaria (presso la Scuola di Polizia Tributaria di Ostia e la Scuola Addestramento di Specializzazione di Orvieto). E’ una expertise che i nostri partner davvero ci invidiano e che contribuisce - in maniera molto significativa - all’institution building. Questa è la vera sfida del futuro. Ci sono Stati che dovranno essere ricostruiti, come la Libia e la Siria. Quando il fuoco si spegnerà dovremo essere pronti. Sia chiaro: non vogliamo esportare democrazia, ma vogliamo fornire gli strumenti affinché la democrazia sia immune da virus.

L’institution building e la consapevolezza del buon funzionamento delle istituzioni sono un vaccino culturale contro i totalitarismi e la corruzione, che toglie risorse alla crescita. Si stima che il costo della corruzione nel mondo sia di oltre 5% del PIL globaleNon è solo una questione di etica. Semplicemente non possiamo permetterci che enormi risorse siano sottratte allo sviluppo. La corruzione strappa all’Africa circa 150 miliardi di dollari all’anno. Quindi, la sfida è assistere i nostri paesi partner a mobilitare le loro risorse domestiche, ad essere più efficaci nella riscossione delle tasse, e a contrastare la corruzione e l’evasione in maniera sistematica.

Oggi, l’Italia è in prima linea nelle attività internazionali di contrasto alla corruzione e ad ogni forma di devianza dell’azione pubblica. Il modello italiano - sotto il profilo della disciplina legislativa e del funzionamento degli apparati giudiziari ed amministrativi - è di grande interesse all’estero. In questa ottica, la Farnesina sta sviluppando un’azione, cui contribuisce la rete di Esperti e Ufficiali della Guardia di Finanza, che abbiamo definito “diplomazia dell’anticorruzione”:

-da una parte, per promuovere iniziative bilaterali e multilaterali a sostegno di  un ambiente economico orientato alla legalità, dove le nostre imprese possano concorrere in trasparenza e in condizioni di parità, per esempio negli appalti e nelle gare pubbliche internazionali;

-dall’altra, per tutelare l’immagine e la reputazione del Paese, con iniziative volte a ridurre il “gap” esistente tra la percezione all’estero e la realtà del nostro ordinamento giuridico e del nostro sistema economico, nei quali i presìdi anticorruzione sono più solidi di quanto non si creda, sia all’estero che in Italia. Su questi temi abbiamo dedicato una sessione di approfondimento nel corso della riunione odierna.

Anche dal punto di vista del contrasto all’evasione e all’elusione fiscale: è grazie al vostro contributo, al fianco della diplomazia, che in consessi multilaterali come l’OCSE, nonché sul piano bilaterale, abbiamo concluso nuovi accordi in materia di tassazione, convenzioni per evitare le doppie imposizioni, maggiori scambi di informazione e collaborazioni tra Autorità investigative e giudiziarie. Senza poi dimenticare la prioritaria collaborazione tra la Farnesina e la Guardia di Finanza per la tutela e la lotta contro la contraffazione del “Made in Italy” sui mercati internazionali. Anche su questo tema abbiamo dedicato oggi una sessione di approfondimento.

Allo stesso tempo, fra le nostre sfide comuni più insidiose c’è anche il contrasto al terrorismo. Domani stesso parteciperò alla Riunione Ministeriale di Kuwait City della Coalizione Globale anti-Daesh (13 febbraio) e pochi giorni dopo alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza (16-17 febbraio). Consentitemi una breve riflessione.

Non vi è dubbio che dobbiamo essere orgogliosi del nostro lavoro nella Coalizione. Come suo secondo contributore, l’Italia ha avuto un ruolo importante nella sconfitta di Daesh in Iraq, seguita dalla sconfitta in Siria. Ma sappiamo - fin troppo bene - che non basta distruggere il terrorismo sul piano militare. Perso il suo territorio, Daesh è tornata ad operare come una organizzazione terroristica transnazionale; e fino a quando avrà la capacità di finanziarsi rimarrà un pericolo per la nostra sicurezza.

A Kuwait City e a Monaco, continuerò quindi a porre l’accento sull’interruzione dei flussi finanziari di Daesh e di altre organizzazioni terroristiche. E’ un impegno che l’Italia persegue, anche grazie all’apporto della Guardia di Finanza, sia nell’ambito del Gruppo di Lavoro sul contrasto al finanziamento di Daesh che co-presiediamo assieme a Stati Uniti e Arabia Saudita, sia nel quadro del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI/FATF).

I temi che ho menzionato fin qui, sono temi su cui ho insistito durante tutto l’arco del 2017 e, in particolare, durante la nostra membership del Consiglio di Sicurezza e la Presidenza italiana del G7. Nel 2018 abbiamo un’altra importante occasione da cogliere: la nostra Presidenza-in-esercizio dell’OSCE e anche in questo contesto la strettissima collaborazione, fra diplomazia e Guardia di Finanza, sarà fondamentale.

Vorrei ancora sottolineare il ruolo cruciale della Guardia di Finanza nell’attuazione delle sanzioni. Viviamo in un “mondo di sanzioni” sempre più complesso. E’ aumentato il ricorso a questo strumento di diplomazia coercitiva. Voi ci aiutate a darne giusta applicazione e quindi a guadagnare credibilità e leadership internazionali.

Viviamo anche in un mondo più insicuro e le Istituzioni hanno una responsabilità maggiore, rispetto al passato, di rassicurare i cittadini. Non con le parole, ma con le azioni. Voi lo sapete bene, perché agire è l’essenza della vostra missione. Ma come sapete altrettanto bene, nella lotta alla corruzione o nella lotta al terrorismo, non bastano più operazioni congiunte, più attività di formazione, più capacity building. Serve anche e soprattutto un profondo dialogo e una profonda cooperazione, con i vostri interlocutori, su valori e libertà fondamentali condivisi.

Per “cooperazione” intendo ovviamente una “cooperazione costruita sulla fiducia”. Altrimenti la cooperazione rimane qualcosa di superficiale ed inefficace. Direi infatti che il vostro primo obiettivo all’estero è di tessere rapporti di fiducia.

Io ho grandissima fiducia in voi, perché chi sceglie le forze armate è qualcuno che sceglie di imprimere nel proprio cuore il tricolore. E chi, come voi, svolge la propria missione all’estero è anche un fondamentale tassello della nostra politica estera.

Concludo rinnovandovi il più sentito ringraziamento per il vostro importante e apprezzatissimo lavoro nel mondo. 


26215
 Valuta questo sito