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Governo Italiano

Intervento

Data:

04/06/2003


Intervento

Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le occasioni - sia collegate ad eventi e appuntamenti istituzionali, sia indirizzate al mondo della comunicazione e dell’informazione -, per presentare le linee guida dell’azione di politica estera che il nostro Paese intende sviluppare assumendo la Presidenza dell’Unione Europea.

L’incontro di oggi è dedicato esclusivamente alla Cultura.

Illustreremo infatti il programma di eventi e di manifestazioni culturali che il Ministero degli Esteri realizzerà in tutto il mondo; un programma che accompagna e arricchisce, da un lato, il significato del Semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea e propone dall’altro una ulteriore occasione per offrire alla Cultura italiana una importante vetrina e una rinnovata visibilità in Europa e nel mondo.

La Politica estera italiana ha bisogno della fantasia e del talento della cultura italiana e la cultura italiana può e deve trovare nuovi amici e nuovi pubblici nel mondo.

Così politica e cultura italiane, insieme stanno e insieme si affermeranno.

L’idea di Cultura intesa anche come strumento di politica estera è ormai affermata e deve rappresentare un punto di avvio decisivo per sviluppare la strategia di promozione culturale della Farnesina.

In sintesi: la Cultura influisce e in gran parte determina l’immagine dell’Italia e degli italiani. Noi abbiamo uno straordinario patrimonio culturale, ci siamo dedicati a riscoprirlo e conservarlo ( al punto che siamo, tra le altre cose, le punte di eccellenza delle professioni del restauro), ma soprattutto abbiamo imparato a respirarlo: il paesaggio italiano, le sue geometrie e lo specchio dei secoli che il nostro sguardo abbraccia ogni giorno nelle città che abitiamo e attraversiamo - sono gli ispiratori continui del talento, della fantasia e del gusto italiani. Una grande ricchezza del passato è nello stesso tempo una grande fantasia per il futuro.

Per questo la nostra cultura è antica e giovane. E se noi impareremo a valorizzarla con sistematicità, senza imbrigliarne la libertà, avremo importantissime ricadute sia politiche che economiche: non solo tradizionali e interne ai nostri confini nazionali penso al turismo naturalmente - ma anche e soprattutto per le collettività italiane, e di origine italiana, nel mondo. Per i commerci e le imprese, da un lato, per un rinnovato legame e sentimento di appartenenza, dall’altro.

Di questi temi vi ricorderete abbiamo cominciato a parlare proprio in questa Sala, a fine marzo, quando - a pochi mesi dal mio arrivo qui - volli incontrare i Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, alcuni tra gli intellettuali ed i protagonisti della Cultura del nostro Paese.

In quella occasione, come già in altre: di incontro e dibattito, è emerso che la domanda di cultura, e anche di lingua, italiane è in costante aumento : domanda di classicità e tradizione, in omaggio al contributo della Cultura italiana allo sviluppo della civiltà moderna; domanda di futuro, nell’ottica dell’oggi, inteso come opportunità, anche professionale, e come presenza innovativa nel sapere contemporaneo, nell’arte, nella scienza e nella tecnologia.

Il ruolo della Farnesina dunque si arricchisce di una nuova missione. Dobbiamo essere sempre più e sempre meglio pronti a rispondere alla domanda di cultura, dobbiamo fare della promozione della cultura italiana contemporanea uno degli obiettivi su cui investire tempo e risorse.

Da qui:

- l’intervento di riforma della legge che regola la promozione della Cultura italiana all’estero; - la valorizzazione del ruolo di alcuni Istituti: prima di tutto proprio Bruxelles, elevato ad Istituto chiara fama per sottolineare l’importanza che l’Italia attribuisce e alla sua presidenza e alle prossime prove dell’Unione. E per contribuire con un direttore radicato nel mondo delle comunicazioni di massa, e capace quindi di dialogare al meglio con la comunità mediatica internazionale che risiede e lavora a Bruxelles al successo del semestre italiano. L’Istituto di Bruxelles proporrà nei prossimi mesi alcuni grandi convegni tematici: dal dialogo mediterraneo alla relazione transatlantica, dal contributo italiano all’ideale europeo, all’Italia delle imprese e dei capitani di industria. Non sarà solo vetrina: sarà dialogo, confronto, conoscenza reciproca. Un passo in più ed in avanti rispetto anche a quell’idea di made in Italy un poco usurata e superficiale ormai.

-

l’inserimento della problematica degli Istituti italiani e della loro rete nella più generale missione di promozione dell’immagine e dell’identità italiane: si tratta di una Linea importante del nostro Piano di Comunicazione 2003 che dovrà trovare nuove forme di attenzione ed intervento sistematico nel 2004. A partire dalla produzione di un portale internet degli Istituti.

Dobbiamo sviluppare attraverso la rete interna informatica, l’intranet uno screening approfondito dell’organizzazione e delle attività degli Istituti. Fare della rete degli Istituti una vera rete dialogante: capace di scambiare pratiche organizzative e idee migliori, esprimere iniziative comuni, capace quindi di costituire un vero e proprio circuito italiano nel mondo.

- Ricordo inoltre l’importanza crescente della nostra Collezione d’Arte del XX secolo, della Farnesina, che si è rinnovata e arricchita di una nuova sezione dedicata ai giovani artisti, o di iniziative come il premio New York.

Tutta questa attività non vede il Ministero degli Affari Esteri agire da solo: la stretta collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è una realtà consolidata. E destinata ad ampliarsi anche nei prossimi mesi: insieme promuoveremo la diffusione dei libri d’autore italiani offrendo ai pubblici delle biblioteche dei nostri Istituti di cultura la possibilità di leggere i libri italiani che si affermino nelle selezioni dei premi di narrativa e di saggistica.

Insieme stiamo pensando a creare un circuito di amici dell’Italia sempre utilizzando la rete degli Istituti attorno ad una prestigiosa rivista del made in Italy: Capolavori/Masterpieces.

Gran parte delle iniziative di cui parleremo tra breve, in dettaglio, è stata resa possibile grazie all’attivissima partecipazione del Ministero per i Beni Culturali, di cui ringrazio i rappresentanti presenti oggi.

Lo stesso Istituto per il Commercio con l’Estero è stato nostro partner nella organizzazione di alcune manifestazioni, in particolare nel settore della promozione del cinema italiano.

Anche con le Regioni si è stabilita una buona collaborazione, destinata in prospettiva ad acquisire ancor più spessore: non più tardi di ieri ho presieduto un incontro con gli Assessori regionali alla Cultura, nel corso del quale abbiamo discusso in concreto di iniziative culturali da proporre insieme.

Lo stesso accade sempre più spesso anche con altri enti locali, con le Fondazioni e con i privati, che vedono, giustamente, nella promozione culturale uno strumento dal quale attendersi importanti ritorni concreti.

Veniamo ora alle manifestazioni culturali che presenteremo in tutto il mondo nei prossimi sei mesi. Il tema, il filo conduttore, è la Cultura italiana di oggi e le sue radici, nell’intento di mettere in luce il ricco contributo che l’Italia - oggi così come nel passato - dà alla cultura, alla scienza, alla tecnologia europee e mondiali.

Il presente visitato dunque con uno sguardo sul passato. E quindi l’Arte di oggi rivisitata lungo un percorso evolutivo che contiene e nello stesso tempo sviluppa valori ed elementi della Tradizione.

Questa idea ha ispirato anche il manifesto e il calendario (la cui data di inizio coincide con l’avvio del Semestre di Presidenza), soprattutto nella scelta delle immagini: opere contemporanee che incorporano e re-interpretano una tradizione millenaria. Per la scelta di queste immagini non abbiamo dovuto fare troppa strada: le due opere, infatti - Pomone di Marino Marini e Ange Rebelle di Osvaldo Licini - fanno parte della Collezione della Farnesina.

La Cultura italiana nei prossimi mesi prepara una presenza diffusa in Europa, quasi una invasione: soprattutto in Belgio, con il Festival europalia.italia.

Colgo quindi l’occasione per salutare e ringraziare il Commissario Generale belga di europalia.italia, Ambasciatore Patrick Nothomb, ed il Commissario Generale italiano, Ambasciatore Antonello Pietromarchi.

L’importanza del Festival europalia.italia è testimoniata anche dal fatto che sarà il nostro Presidente della Repubblica, insieme ai Reali del Belgio, a dare l’avvio, il prossimo 1° ottobre, alle manifestazioni, inaugurando la Mostra Un rinascimento singolare. La corte degli Este a Ferrara.

Da quel momento, per oltre quattro mesi, in Belgio, assisteremo ad un susseguirsi di grandi eventi italiani. La ricchezza culturale del nostro Paese sarà rappresentata ad ampio spettro, attraverso mostre, concerti, spettacoli di teatro e di danza, proiezioni cinematografiche, convegni letterari e conferenza scientifiche: oltre cento eventi, molti dei quali ideati e voluti esclusivamente per l’occasione.

La Farnesina ha così contribuito a costruire quella che - tutti noi ne siamo certi sarà vista come una superba cornice per il Semestre di Presidenza italiano, nel momento in cui proprio il nostro Paese, per primo, ha deciso di valorizzare quanto più possibile i luoghi delle Istituzioni Europee: tenendo così a Bruxelles anche i due Consigli Europei.

Non soltanto il mondo antico. Porteremo anche l’arte italiana contemporanea all’interno delle Istituzioni Europee: il Parlamento Europeo ospiterà le sculture di Fabrizio Plessi e la Mostra Italian Factory dedicata alle tendenza pittoriche contemporanee nella ritrattistica e nella paesaggistica: due temi forse tra i più classici, oggi re-interpretati e riproposti anche dalle ultime generazioni di giovani artisti italiani.

Il palazzo Justus Lipsius ospiterà poi la Mostra Futuro italiano, un percorso nell’arte italiana dall’inizio del XX secolo, che mette in evidenza la spinta verso l’innovazione, a partire dal Futurismo ad oggi, e le due linee portanti che hanno preso forma a partire dal Secondo Dopoguerra: non figurativa, la prima, figurativa, la seconda. Entrambe prendono corpo attraverso le tecniche più tradizionali reinterpretate in chiave contemporanea, per arrivare alle nuove tecnologie applicate all’arte.

Le nostre manifestazioni non saranno dedicate solamente alle arti - anche se sono tantissime le Mostre di cui dovremmo parlare: prima fra tutte la Mostra Venere svelata. Intorno a un solo quadro: la Venere di Urbino di Tiziano, mostra curata dal Prof. Omar Calabrese.

Numerosissimi sono gli appuntamenti musicali e di teatro. E anche il panorama letterario italiano - dalla poesia alla letteratura dell’emigrazione, dalla letteratura al femminile al romanzo poliziesco -, sarà ben rappresentato: attraverso un ricco programma di conferenze, seminari ed incontri tra alcuni dei più noti poeti e scrittori contemporanei. E ci sarà ancora spazio per le voci di scrittori e poeti in un convegno dal titolo Identità e diversità nella lingua e letteratura italiana, convegno che si terrà a Bruxelles dal 15 al 19 luglio in occasione del cinquantenario dell’Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana.

L’Italia e il governo italiano scommettono dunque sulla cultura come carta vincente, valore aggiunto fondamentale per concorrere al raggiungimento degli obiettivi di politica estera.


Luogo:

Roma

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