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Governo Italiano

Intervento

Data:

07/07/2003


Intervento

Sono lieto della possibilità che mi è qui offerta di esporre alcune delle linee di azione che l’Italia si propone di perseguire in stretto coordinamento con le altre istituzioni comunitarie e con gli Stati membri.

Il negoziato per la trasformazione in senso costituzionale degli attuali Trattati rappresenta indubbiamente una assoluta priorità per la nostra Presidenza. E’ questo il convincimento del Governo italiano; un convincimento fermo e pieno, reso ancora più saldo dall’autorevole avallo ed impulso che, forte della sua esperienza, il Presidente Ciampi ha dato con una visione ideale e di concretezza lungimirante. La Convenzione sul futuro dell’Unione ha concluso i propri lavori in tempo utile con un risultato di grande rilievo, presentando un progetto completo di Trattato costituzionale al Consiglio Europeo di Salonicco. Quest’ultimo ha deciso che il testo della Convenzione sia la base di avvio della successiva Conferenza Intergovernativa (CIG). Guardiamo quindi con ottimismo alla possibilità di raggiungere l’obiettivo, che riconosciamo ambizioso, di arrivare ad un accordo politico su questo negoziato entro la fine dell’anno. Così da permettere la firma a Roma del Trattato costituzionale in tempo utile perché i risultati di questo importante passaggio del processo di integrazione siano noti ai cittadini che andranno ad eleggere a giugno del 2004 il nuovo Parlamento Europeo. Si negherebbe, altrimenti, quel principio di trasparenza e di legittimazione democratica del processo di riforma, che per noi e’ condizione essenziale alla creazione di un’Europa che sia realmente Unione dei suoi cittadini, oltre che dei suoi Stati membri. Dai lavori della Convenzione sono emerse significative convergenze su alcuni aspetti qualificanti del futuro Trattato costituzionale (penso alla personalità giuridica dell’Unione, alla nuova classificazione degli atti, al ruolo dei Parlamenti nazionali nel controllo del principio di sussidiarietà, al rafforzamento degli strumenti per la politica estera e per quella giudiziaria e degli affari interni). Siamo naturalmente anche consapevoli delle aree tuttora problematiche (ad esempio, in materia di struttura istituzionale e di estensione della maggioranza qualificata) ma determinati a non accontentarci di compromessi al ribasso che disperdano un patrimonio costituente al quale hanno contribuito i Governi ed i Parlamenti degli Stati membri e le Istituzioni dell’Unione.

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Accanto alla priorità costituzionale, la Presidenza italiana intende concretamente operare per un rilancio dell’Unione Europea come fattore di crescita e di prosperità. Muoviamo in questo ambito da basi solide: la moneta unica che - malgrado ricorrenti e spesso tra loro contraddittorie critiche rappresenta un elemento di stabilità e di forza e la Strategia di Lisbona che ha individuato un percorso consensuale per il rafforzamento delle nostre economie. I miei colleghi di Governo hanno formulato, ciascuno per l’area di competenza della formazione consiliare che sarà chiamato a presiedere, precise priorità per il perseguimento degli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona. La nostra Presidenza perseguirà quindi finalità determinate sia dal punto di vista normativo che operativo in tutte le principali sfere tematiche: agricoltura, ambiente, trasporti, ricerca ecc. Mi limiterò quindi ad indicare tre punti che nella nostra ottica sono assolutamente cruciali e che intendiamo porre al centro del dibattito europeo: - Una azione politica di stimolo della crescita economica soprattutto attraverso il rilancio delle grandi reti infrastrutturali trans-europee. Nell’Unione ampliata l’effettivo funzionamento del mercato interno richiederà un’accresciuta mobilità di merci e servizi. Riteniamo quindi che, nel rispetto del Patto di Stabilità, vadano poste allo studio formule innovative per finanziare l’ammodernamento e la creazione di tali reti mobilitando risorse pubbliche e private, valutando un ruolo più attivo della BEI; - una riflessione sulla sostenibilità dei regimi pensionistici e previdenziali europei è altrettanto urgente. Anche su questo tema, si misurerà la capacità europea di competere con le altre aree economiche mondiali. La solidarietà intergenerazionale e l’adattamento dei regimi esistenti alle nuove dinamiche demografiche costituiscono priorità essenziali; - le politiche attive per l’occupazione richiedono una riforma dei mercati del lavoro che dovrà essere attuata in un contesto di dialogo tra le parti sociali. Anche in questo campo un coordinato approccio europeo deve servire ad impostare una riflessione congiunta che muova dalla volontà di massimizzare le opportunità offerte dalla creazione del grande mercato.

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La responsabilità dell’Europa come fattore di stabilità internazionale comincia alle sue frontiere. La nostra Presidenza intende riaffermare il carattere inclusivo ed espansivo del processo di integrazione. Il Trattato costituzionale deve porre le basi per il funzionamento di una Unione che conterà in avvenire più di Venticinque Stati membri. Anche in questo caso vorrei schematizzare in ordine logico la lista delle nostre priorità: - dobbiamo assicurare la piena partecipazione dei Dieci nuovi Stati membri ai lavori del Consiglio, facilitandone la completa integrazione nelle Istituzioni e nei meccanismi dell’Unione. - Dobbiamo definire entro il nostro semestre una tabella di marcia per Romania e Bulgaria che apra le porte ad una loro adesione nel 2007. - Intendiamo conferire dinamica attuazione alla Strategia di Pre-Adesione nei confronti della Turchia, alle condizioni definite al Consiglio Europeo di Copenaghen dello scorso dicembre. - Puntiamo a ribadire la prospettiva europea dei Paesi dei Balcani occidentali come linea di sviluppo del Processo di Zagabria sulla base del percorso definito a Salonicco. - Consideriamo essenziale attribuire massimo rilievo al progetto della cosiddetta Wider Europe. Ciò significa che i nostri rapporti con le aree a noi più prossime in primo luogo la Federazione Russa ma anche Ucraina, Bielorussia e Moldovia dovranno situarsi in una dinamica di progressiva intensificazione tenendo conto della vocazione europea di tali Paesi. - Il Dialogo euro-mediterraneo è altrettanto fondamentale per la stabilità e la sicurezza delle nostre frontiere e a tale dialogo abbiamo quindi deciso di dedicare molteplici iniziative che coprono i settori economici, culturali e sociali. Sul piano concreto ci sforzeremo di definire un’intesa per la creazione di una Fondazione culturale per il Dialogo tra le Culture e le Civiltà nonché per la trasformazione della facility finanziaria attualmente operante in ambito BEI in un organismo autonomo. Anche in questo caso mi sono limitato ad una elencazione estremamente sintetica. Ovviamente la nostra Presidenza assicurerà una visibile e coerente presenza dell’Unione anche nei rapporti con tutte le altre aree geografiche del mondo, nonché nel quadro delle organizzazioni e dei fori internazionali. A tale ultimo riguardo segnalo che la Conferenza ministeriale di Cancun del prossimo settembre dovrà rappresentare un’importante scadenza nel cammino verso una liberalizzazione degli scambi internazionali pienamente funzionale alle esigenze dello sviluppo sostenibile e della eradicazione della povertà.

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La Politica Estera e di Sicurezza Comune ed un incisivo impegno europeo nel settore della Difesa rappresentano temi qualificanti per la nostra Presidenza. Credo sia definitivamente tempo di voltare pagina rispetto alle divergenze manifestatesi in occasione della crisi irachena. Vi è oggi una diffusissima consapevolezza tra i Paesi membri dell’Unione Europea circa l’esigenza di essere più solidali al fine di acquisire maggiore autorevolezza, credibilità ed influenza sulla scena internazionale. Un forte e paritario rapporto trans-atlantico, fondato sulla comune adesione ai valori universali di libertà e democrazia, costituisce precondizione essenziale per il conseguimento di due obiettivi che la nostra Presidenza reputa prioritari: il processo di pace in Medio- Oriente deve essere incoraggiato attraverso tutte le possibili iniziative. La Presidenza italiana è disponibile ad organizzare nel nostre Paese una Conferenza di Pace e comunque a favorire in ogni modo il negoziato tra Israeliani e Palestinesi ed il ruolo di mediazione del Quartetto (Stati Uniti, Unione Europea, Russia, ONU); la lotta al terrorismo ed alle armi di distruzione di massa è un altro compito al quale consacrare priorità assoluta. Dobbiamo puntare ad ottenere la massima mobilitazione di tutti i membri della comunità internazionale, ed in particolare dei Paesi del mondo arabo che devono sentirsi in questo contesto partners e coprotagonisti piuttosto che usual suspects. Una rapida ed efficace ricostituzione del tessuto civile e democratico nell’Irak liberato rappresenterebbe un indiscutibile passo in avanti in tale direzione.

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I cittadini europei chiedono Istituzioni democratiche trasparenti, un’economia prospera, una società aperta, ma altresì uno spazio di libertà e sicurezza. La nostra Presidenza ritiene che vadano migliorate le capacità europee di lotta alla criminalità organizzata transnazionale, all’immigrazione clandestina ed ai traffici ad essa connessi, nel quadro di una politica di cooperazione con i Paesi di origine dei principali flussi migratori e di una volontà di integrazione dei cittadini di Paesi Terzi legalmente residenti nel territorio dell’Unione che è bene ricordarlo sempre- rappresentano una risorsa economica e culturale per l’Europa.

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Siamo consapevoli delle responsabilità che ci incombono in qualità di Presidenti del Consiglio dell’Unione in una congiuntura internazionale particolarmente delicata. Ma siamo altresì convinti che potremo contare sul sostegno di tutte le principali forze politiche, economiche e culturali del nostro Paese, il cui lungimirante impegno in senso europeista rappresenta un elemento di autorevolezza e di prestigio per l’Italia. Unitamente agli altri Paesi Fondatori, opereremo nel solco di questa condivisa tradizione ideale affinché l’Unione Europea continui ad assicurare ai suoi cittadini pace, democrazia, libertà e sicurezza.


Luogo:

Bruxelles

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