Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

17/12/2008


Dettaglio intervista

ROMA - Non solo, come dice il ministro Franco Frattini, l’Unione europea tutta deve farsi carico del problema immigrazione, senza lasciarlo sulle spalle dei pochi paesi mediterranei bagnati dall’onda migratoria. Ma da oggi alla Farnesina si discute di tantissima altra carne al fuoco: di Afghanistan e della lotta al terrorismo, delle missioni di pace, della crisi economica mondiale, del made in Italy, di mercati, energia e ambiente. Sfide difficili che vanno affrontate in modo nuovo. Davanti al presidente Napolitano, al premier Berlusconi e ai 138 ambasciatori d’Italia chiamati a formare e stendere la nuova «rete» della diplomazia tricolore.

Ministro Frattini, che fate, ridisegnate la politica estera?
«La diplomazia è già diventata economica, non più solo politica. Il problema è integrarla al resto del sistema-paese: industrie, enti economici e ora le Regioni, visto che il federalismo avanza».

E gli ambasciatori cambiano pelle.
«Una volta tenevano solo rapporti bilaterali, oggi sono chiamati a operare a livello regionale. Ad esempio, chi sta in Pakistan o in Afghanistan deve tenere stretti contatti con i colleghi che operano nella regione, non limitarsi ad essere semplici esecutori di direttive ma essere propositivi, sia politicamente che economicamente. Anche andando controcorrente».

E l’anno prossimo dobbiamo presiedere il G8.
«Abbiamo una grande responsabilità, bisogna individuare le linee guida e gli obiettivi. La priorità politica è la governance globale: dobbiamo puntare ad una maggiore efficienza dell’Onu, dei meccanismi di governo dell’economia, a combattere la proliferazione nucleare, a stabilizzare Afghanistan e Pakistan. E ci si deve occupare di energia, ambiente, delle povertà, degli aiuti all’Africa e ai paesi in via di sviluppo».

Ma il G8 non è stato superato e depotenziato dal G20?
«No, il G8 resta il nucleo più importante, abbiamo già consultato gli altri paesi e non vi è la volontà di farlo diluire o scomparire. E’ anzi il cuore del nuovo sistema che deve diventare più flessibile. Se si parla di Afghanistan bisogna certo coinvolgere i paesi vicini, come l’India e la Cina, e a maggior ragione bisogna allargarlo alle nuove potenze economiche orientali se si parla della crisi dei mercati. Peraltro abbiamo già concordato un coordinamento tra G8 e G20».

L’arrivo di Obama come cambia i rapporti Italia-Usa?
«Rilanceremo l’alleanza con gli Stati Uniti in vista dell’insediamento del nuovo presidente. La stabilizzazione dell’Afghanistan è un altro tema centrale».

Poi che altro?
«I diritti umani. Noi siamo all’avanguardia, ricordo la lotta contro la pena di morte. Proporrò all’Onu un’azione in difesa dei diritti della donna, a cominciare dalle mutilazioni genitali femminili, ai diritti dei bambini».

E sulla crisi economica?
«Berlusconi spiegherà come rafforzare il sistema Italia. Presenteremo presto con Scajola un nuovo patto strategico per rilanciare lo sviluppo economico integrando la rete diplomatico-consolare con l’Ice. L’Italia deve fare squadra».


Luogo:

Roma

Autore:

Claudio Rizza

8489
 Valuta questo sito