Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Intervista

Data:

19/06/2006


Intervista

“Il ministro D'Alema ha ristabilito le condizioni per un rapporto politico con gli Stati Uniti che sarà equilibrato, sereno, paritario, costruttivo. Questo è nell'interesse dell'Italia: gli Stati Uniti sono il grande partner della nostra politica estera, una politica che noi vogliamo rafforzare sempre più all'interno del pilastro europeo dell'alleanza transatlantica, all'interno del l'Europa”. Ugo Intini, socialista, e il vice-ministro degli Esteri che ha in carico il dossier medio orientale, quello che affronta i temi più delicati: Iraq, Iran, questione israelo-palestinese. Non è chiaro ancora quale ruolo Intini avrà in questa partita, quanto spazio gli lascerà D'Alema, ma tra i due sembra esserci una buona sintonia, politica e umana. ,”Mi pare che le cose che D'Alema riporta dall'America sono tutte interessanti e incoraggianti per il nostro governo. Innanzitutto la conferma che il Dipartimento di Stato sta riscoprendo il valore delle scelte politiche multilaterali, un percorso che la signora Rice ha imboccato con chiarezza. In questo io credo che consolidare un rapporto franco, maturo con il nuovo governo italiano sia davvero strategico per gli Stati Uniti”.

D. Non crede di sopravvalutare la forza della politica estera del governo dell'Unione?

R. "Non credo, anche perché la politica estera dell'Unione, del governo italiano, si dovrà inserire nelle scelte di politica estera di un'altra Unione, quella europea. Per questo governo non sarà solo uno slogan: e l'Europa che deve sviluppare la sua capacità di politica estera. Nessuna moneta è rimasta appesa al nulla: una moneta come l'euro deve essere collegata a una politica estera e di sicurezza comune. Soltanto così la nostra unione economica sarà davvero solida, con una politica estera comune. E un partner come l'Unione europea secondo noi è il partner centrale degli Stati Uniti”.

D. Vice-ministro, D'Alema ha invitato a Roma il ministro degli Esteri iraniano Mottaki: l'Italia è fuori dal negoziato sul nucleare condotto prima da Francia, Gran Bretagna e Germania e adesso dai Cinque Grandi dell'Onu assieme alla Germania.

R. "E' paradossale che l'Italia, che ha costruito negli ultimi anni rapporti politici ed economici decisivi con l'Iran, sia stata emarginata da questa discussione per le scelte del precedente governo. Noi non vogliamo un ruolo autonomo del nostro paese in questo negoziato, semmai puntiamo a una gestione affidata al G8. Ma la cosa importante è approfittare del nuovo clima creato dalle offerte della comunità internazionale all'Iran. Il livello del confronto politico sta migliorando. Le faccio un esempio: noi sappiamo che l'Iran ha tre leve, gli sciiti nell'Iraq meridionale, Hezbollah in Libano e Hamas in Palestina. Vogliamo che queste leve possano esser utilizzate in modo positivo. E vogliamo affrontare i temi della sicurezza iraniana in termini positivi”.

D. Ma così non incoraggiate il governo di Teheran a usare quelle leve anche come strumento di ricatto?

R. Quelle leve esistono, noi riteniamo che l'Iran sia comunque una potenza regionale: vorremmo che le sue posizioni evolvessero verso quelle di un protagonista serio e responsabile. Non è nascondendo o sminuendo le potenzialità dell'Iran che riusciamo ad intimidire il loro governo. Semmai l'Iran deve valutare il peso di un comportamento che eluda le richieste della comunità internazionale”.


Luogo:

Roma

2909
 Valuta questo sito