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Governo Italiano

Intervista

Data:

25/07/2006


Intervista

Roma si prepara a ospitare la conferenza internazionale sul Libano, programmata per domani. Saranno diciotto le delegazioni che si siederanno intorno a un tavolo per trovare soluzioni condivise nella crisi israelo-libanese. I ministri degli esteri dei grandi del mondo, insieme a Unione Europea, Nazioni Unite e Banca Mondiale,si riuniranno alla Farnesina, circondati da ingenti misure di sicurezza, assieme a una rappresentanza del governo libanese. Non ci saranno invece gli israeliani. In molti invocano un cessate il fuoco immediato, da ieri anche Condoleezza Rice. Ma si affronteranno anche altri temi importanti:dalla realizzazione di un corridoio umanitario all'invio di una forza internazionale nel territorio, tra chi vuole le Nazioni Unite e chi si accontenta di un loro mandato. «L'Italia torna ad essere al centro della grande diplomazia - dice il viceministro degli esteri Ugo lntini-viene ritrovata quella considerazione politica e quella grande credibilità da parte di Israele e del mondo arabo al tempo stesso».

D. Onorevole Intini, a quel tavolo mancherà proprio Israele, come mai?

R. «In questo momento c'è uno scontro in atto e grande tensione tra Libano e Israele, per questo manca una rappresentanza israeliana. Non c'è ma è come se ci fosse. Anche perché se vorremo arrivare ad una soluzione questa non potrà prescindere dal coinvolgimento di Israele».

D. Non ci saranno sorprese dell'ultimo momento? Un arrivo improvviso?

R. «Non credo. In ogni caso gli interlocutori indispensabili ci sono».

D. Sarà insomma Condoleezza Rice a farsi portatrice delle istanze di Israele?

R. «Sarà lei più di chiunque altro, perché ha avuto degli incontri diretti, ma ce ne faremo portatori tutti, dato che conosciamo la situazione e siamo in contatto continuo».

D. Quali risultati immagina possa ottenere il vertice?

R. «Credo possiamo immaginare risultati minimi risultati massimi. Il risultato minimo è la creazione di un corridoio umanitario che allievi le sofferenze della popolazione civile. Poi c'è l'esigenza di un cessate il fuoco. Questo sarà possibile ottenendo alcune concessioni da parte libanese, come la restituzione dei soldati israeliani o la cessazione del lancio di missili da parte di Hezbollah».

D. E quali i risultati massimi?

R. «Porre le basi per un processo di pace duratura in tutta la regione, a partire dal problema palestinese che è la madre di tutte le crisi. Un processo che affronti anche tutte le altre questioni e sia condiviso da tutte le potenze regionali, solo così potrà esserci una soluzione definitiva. La giornata romana può partorire un clima di confidenza reciproca e di rispetto, che può portare prima alla tregua, poi a un progetto di pace. È evidente che una fase come quella in corso non aiuta la stabilizzazione di situazioni già traballanti, c'è già ad esempio un danno politico, propagandistico e psicologico in Iraq, dove la crisi in Libano alimenta l'ostilità antiamericana e antioccidentale».

D. Si parlerà anche di forze internazionali sul confine?

R. «Penso che per iniziare la stabilizzazione una forza internazionale si possa rendere utile. Sarà importante chiarire dove questa forza potrà essere dislocata. Solo nel confine tra Libano e Israele? Anche al confine tra Libano e Siria? Anche a Gaza?»

D. Nazioni Unite o Nato?

R. «Dovrà esserci un preciso mandato delle Nazioni Unite. Se poi le forze saranno Onu o se la Nato sarà un suo braccio operativo non cambierà molto».

D. Perché Siria e Iran non saranno presenti?

R. «Affinché siano coinvolti in futuro sarà necessario verificare fino in fondo le loro intenzioni. La stabilizzazione della regione senza Sira e Iran è difficile, bisognerà trovare il modo di premere su di loro affinché si assumano le responsabilità di forze regionali».

D. C'è ancora il pericolo che le azioni militari di Israele indeboliscano il vertice di Roma?

R. «Le truppe israeliane non stanno invadendo il Libano, hanno solo compiuto infiltrazioni contro obiettivi Hezbollah. Se ci fosse stata un' invasione generalizzata la conferenza sarebbe stata compromessa».


Luogo:

Roma

Autore:

Luca Faenzi

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