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Governo Italiano

Intervista

Data:

21/08/2006


Intervista

La prego di presentarci un primo bilancio dell'esperienza al governo, con particolare riguardo alla politica estera.

L'Italia e' riuscita a conferire un riposizionamento strategico alla sua politica estera, tornando in tal modo al centro della diplomazia internazionale. Specialmente gli Stati Uniti hanno dovuto capire che noi italiani continuiamo in modo evidente ad avere una relazione cordiale, pero' in un modo diverso rispetto al passato. In tal senso e' eloquente il fatto che il vertice internazionale dedicato al Libano si e' svolto a Roma; un segnale forte e decisivo sul nostro ruolo in Europa e nel mondo. In materia di politica estera, c'e' una netta discontinuita' rispetto al governo Berlusconi. Per esempio, la nostra posizione sul ritiro delle truppe dall'Iraq, da una guerra che noi riteniamo - sin dal suo inizio - un immenso errore, e' significativa in tal senso. Di conseguenza, riconsiderare le relazioni con gli Stati Uniti nonche' aumentare il ruolo dell'Italia in Europa rappresentano le principali caratteristiche della nuova visione politica. Ritengo che sia necessaria una maggiore coesione europea dato che il Vecchio Continente puo' e deve avere un ruolo fondamentale per la soluzione della crisi nel Medio Oriente.

In vista della prossima adesione della Romania all'UE, qual'e' la posizione italiana sulla Costituzione Europea e sul blocco del processo di allargamento?

Il Trattato Costituzionale e' stato gia' ratificato da 15 paesi membri, cio' che rappresenta oltre il 50% della popolazione dell'Unione. Se si tiene conto della prossima ratifica da parte della Finlandia nonche' del fatto che la Romania e la Bulgaria hanno gia' realizzato i passi necessari, possiamo considerare che alla fine aderiranno 18 paesi su 27. Il Consiglio europeo ha incaricato la prossima presidenza di turno tedesca dell'UE a redigere una relazione, basata su ampie consultazioni con gli stati membri, di valutazione dello stato dei negoziati sul Trattato Costituzionale. Le conclusioni di tali valutazioni saranno alla base di una ulteriore decisione sulle modalita' di continuare il processo di riforma. Le iniziative necessarie per raggiungere tale sopo dovranno essere attuate entro il secondo semestre del 2008 sotto la presidenza francese. Comunque, secondo me, dovranno essere adottate entro il 2009, quando vi saranno elezioni al Parlamento Europeo e verra' nominata la nuova Commissione.

Come vede l'Italia l'adesione della Romania all'UE e quali problemi deve superare il nostro paese?

Spero molto che la Romania realizzi l'obiettivo dell'adesione all'UE alla data prevista: 1 gennaio 2007. L'adesione del vostro paese rappresenta un passo in avanti per eliminare definitivamente le divisioni artificiali del continente europeo, divisioni che durano da oltre mezzo secolo. Come avviene per tutti i paesi membri, il primo periodo rappresenta, forse, il momento piu' difficile, - a causa della tappa prolungata di preparativi in vista dell'adesione. Ho la convinzione che la Romania sapra' superare anche gli ultimi ostacoli grazie all'entusiasmo che determina l'adesione. L'ingresso della Romania nell'UE fara' si' che la politica europea presti una maggior attenzione alla zona del sud-est continentale, contribuira' alla sua stabilita' e al suo sviluppo. Mi riferisco prima di tutto alla zona occidentale dei Balcani, area che rappresenta una priorita' assoluta per la politica estera italiana, area dove abbiamo avuto l'occasione di collaborare in modo vantagioso con la Romania, in sede bilaterale e multilaterale. Certo, per quanto riguarda le questioni attinenti alla zona mediterranea - altro tema prioritario della nostra politica estera, ritengo che le nostre comuni sensibilita' latine saranno determinanti per adottare la stessa visione. Per quanto riguarda il tema della " capacita' di assorbimento", sono conscio del fatto che alcuni paesi ritengono necessario aprire un dibattito sulle ripercussioni del futuro allargamento dell'UE. Pero', dal nostro punto di vista, vogliamo evitare i tentativi che tendono a rallentare o a bloccare in modo effettivo il processo di allargamento, in contrasto con gli obblighi assunti nell'ambito dell'Unione nel corso degli ultimi anni per quanto riguarda i paesi della penisola balcanica occidentale nonche la Turchia.

Lei ha criticato con fermezza la guerra nell'Iraq. Come vede l'evoluzione dell'Alleanza Nord Atlantica ?

Intendiamo confermare e rafforzare la missione di allenamento delle forze di sicurezza irachene. L'Italia ha appoggiato sin dall'inizio la missione delle forze NATO nell'Iraq, ai sensi della Risoluzione 1546 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che parlava in termini chiari a favore dell'aumento della responsabilita' delle autorita' irachene per quanto riguarda la sicurezza. Con l'adozione del decreto di rifinanziamento della missione, approvato recentemente dal governo, abbiamo previsto di versare al fondo fiduciario NATO un contributo doppio rispetto al 2005. L'Italia e' disposta a contribuire ad un eventuale rafforzamento della missione a Bagdad. Riteniamo indispensabile che l'integrazione della missione menzionata anteriormente avvenga nell'ambito della missione NATO. Per quanto riguarda il futuro dell'Allenaza e dei rapporti transatlantici, il prossimo Vertice NATO di Riga costituira' un importante occasione per il rilancio del processo di trasformazione politica e militare della NATO, nonche' di affermazione del suo ruolo globale nell'assicurare la sicurezza internazionale. L'Alleanza costituisce, nella nostra visione, uno strumento prezioso messo a disposizione della comunita' internazionale per gestire la dimensione della sicurezza nelle zone di crisi internazionali, nel contesto di una visione politica comune. Riteniamo fondamentale che la NATO possa continuare a sviluppare il suo ruolo politico, ruolo che ha gia' realizzato progressi significativi negli ultimi anni. La capacita' delle forze di dialogo e di consultazione politica costituisce un completamento delle sue capacita' militari al fine di poter rispondere in modo efficace ai nuovi obblighi come fattore responsabile della sicurezza nel mondo. Il rafforzamento del legame transatlantico, quale obiettivo strategico del secondo mandato del presidente George Bush, certifica il ruolo insostituibile dell'Alleanza Atlantica nella sua qualita' di foro permanente di consultazione tra la democrazia nordamericana e quella europea.

La prego di commentare la situazione attuale nel Medio Oriente.

Nei primi mesi trascorsi dall'insediamento del nuovo governo italiano le tensioni sono aumentate nella zona del Medio Oriente, e mi riferisco soprattutto all'ampliarsi della crisi tra Israele ed il Libano. Ci siamo mobilitati subito, tanto dal punto di vista dei contatti bilaterali quanto in ambito G8 ed Unione Europea, al fine di trovare una soluzione diplomatica pacifica, di realizzare l'obiettivo di far cessare il fuoco in modo durevole, permanente. La Conferenza internazionale svoltasi a Roma il 26 luglio, presieduta dall'Italia unitamente agli Stati Uniti, ha messo in risalto la decisione della comunita' internazionale di coinvolgersi al fine di raggiungere tale obiettivo nonche' di assicurare assistenza umaniataria alla popolazione libanese. Ci siamo adoperati, assieme ad altri partecipanti alla Conferenza, per aiutare il Libano a diventare un paese libero, democratico, ed indipendente nonche' per il riacquisto del controllo effettivo sul proprio territorio. Abbiamo dato tutte le necessarie assicurazioni che l'Italia e' disposta ad offrire un contributo rilevante per la creazione di una eventuale forza di pace, una volta cessato il fuoco e chiarito il quadro politico - che andra' definito da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, nella parte sud del paese. Attualmente ci adoperiamo per ottenere un consenso internazionale su questo tema.


Luogo:

Roma

Autore:

Claudia Stanila

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